[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

TERRITORIO sotto ATTACCO







##

http://www.eddyburg.it/index.php/article/articleview/11696/0/293/

Eddytoriale 116 (17 luglio 2008)
Data di pubblicazione: 17.07.2008

Stanno divorando il territorio. Due sono i binari sui quali corre il treno del
berlusconismo urbanistico: libertà di costruire ovunque infrangendo ogni
regola, e privatizzazione dei patrimoni pubblici territoriali ...

##




Carissimi Presenti,

non possiamo pensare di difendere i nostri territori con successo quando l'intero nostro 
Paese ed i suoi migliori ordinamenti sono posti sotto un tale massiccio e pesante 
attacco. Il malefico nostro sistema di vita sta muovendo ormai forze d'incredibile 
vastità e potere e solo con una strategia ed un intervento adeguati a quanto subiamo noi 
DIFENSORI della BIOSFERA e della DEMOCRAZIA possiamo pensare di superare questa fase e di 
indirizzarci verso un nuovo positivo corso delle cose.

Rendiamoci pure conto che il tempo ed il male avanzano insieme sempre più veloci e quindi 
niente di più sensato v'è che dalle tradizionali posizioni e tattiche di difesa in cui il 
progressismo sembra sia da tempo riparato ed in stallo si passi con brio ad altre di 
deciso movimento verso importanti, fondamentali obiettivi identificati con precisione ed 
ampiamente condivisibili.

E' mia personale, certo irrilevante ma pure convinta, opinione che si debba raccogliere e 
puntare tutto il nostro impegno, non disperdendone nemmeno una goccia, su questo duplice 
decisivo obiettivo:


PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE
COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE
PER UNA METÀ DELL'INTERO


Ragioniamo insieme: può esservi ancora dubbio sull'obiettivo di rendere il pubblico 
impiego un Bene realmente Comune ridistribuendolo periodicamente tra la popolazione?

Che forse non è proprio l'immobilismo insito in questa capillare, onnipresente, 
potentissima organizzazione a generare al suo interno ogni forma di corruzione e 
collusione con ogni altro ambiente di potere? Com'è che perfino il Capo dello Stato deve 
andarsene ogni sette anni rimettendo ad altri i suoi poteri mentre un impiegato e 
dirigente di un ufficio tecnico comunale, provinciale, regionale può beatamente rimanere 
al suo posto di comando, così decisivo per l'impostazione che si dà alla nostra terra e 
vita, fintanto che gli pare? Com'è che ogni carica democratica deve tornare al popolo 
mentre un giornalista RAI se ne può tranquillamente rimanere per più di un lustro a 
raccontarci la sua visione del mondo spacciandocela per realtà passando infine il suo 
posto al figlio?

Come può mai avvenire che tre milioni di persone, sempre le stesse, abbiano pieno mandato 
per quanto riguarda la fondamentale Cosa Pubblica, che tutto di un Paese abbraccia e 
comprende, mentre ai restanti cinquantasette milioni non resta che rimanersene a guardare 
e subire, l'Articolo 3 della nostra Costituzione (che auspica una generale partecipazione 
alla vita civile) venendo totalmente disatteso?


NO! Non v'è dubbio alcuno nella mia mente, e così ormai spero anche nella vostra, che una 
così importante rosa di risorse come la Pubblica Amministrazione debba essere 
periodicamente redistribuita tra tutti coloro che disponendo dei requisiti necessari 
volessero impegnarvisi.

E, in un'epoca di così diffuso e pesante squilibrio, in un'epoca in cui la parola 
esasperazione esprime più di ogni altra il senso di una anomala normalità, possiamo forse 
non ritenere che le attività economiche, prima di tutte quelle più importanti per la vita 
delle persone, quindi inerenti fondamentali erogazioni e servizi e pertinenti beni 
inequivocabilmente comuni, non debbano essere ripartite in modo da ristabilire un assetto 
equilibrato tra sfera pubblica e sfera privata?

Che forse la quasi totalità delle magagne di quest'epoca non derivano dallo 
sbilanciamento dell'economia verso il privato che viene lasciato libero di fare più di 
tutto ciò che vuole senza alcuna tutela reale dell'interesse e buon senso comune? E che 
forse questo sbandamento non è stato favorito dall'inaffidabilità e cattivo funzionamento 
della PA quando non proprio da questa proditoriamente ordinato? La corruzione e la 
collusione della PA avendo ormai conquistato ed intriso un numero mai raggiunto prima di 
nodi del tessuto sociale.


PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE
COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE
PER UNA METÀ DELL'INTERO


Non v'è cosa più preziosa del dubbio quando si tratta di considerare e decidere. Ma, a 
meno che non si voglia rimettere in discussione il valore della RES PUBLICA, a meno che 
non si dimentichi che l'EQUILIBRIO è alla base di tutto ciò che vive, noi stessi potendo 
camminare solo grazie ad esso, una periodica redistribuzione dei ruoli, poteri e redditi 
della PA aumentati fino a raggiungere pari peso economico della sfera privata non può non 
essere obiettivo degno di essere perseguito fino al suo pieno raggiungimento.

Infatti tutti i problemi d'oggi, nostri e del Paese, derivano dal fatto che siamo 
estremamente distanti dall'essere una repubblica democratica e dall'esservi equilibrio 
nelle nostre espressioni. Riformandoci come una vera repubblica democratica e 
ristabilendo equilibrio nel nostro assetto economico la vita tornerà, anzi propriamente 
inizierà a scorrere fluida, piacevole e sicura come mai prima.


Oggi il motto che si sente pronunciato più di frequente negli ambienti progressisti è: 
"resistere, resistere, resistere!". Ebbene dobbiamo renderci conto che solitamente si 
resiste solo quando non si sa cosa fare o non glie la si fa a far nulla. Con questo 
approccio in effetti non si ottiene nulla perché nulla si persegue e le forze non possono 
quindi raccogliersi intorno ad una méta precisata bensì solo in un inconcludente sforzo 
di sopportazione. Se il disegno sociale sintetizzato da queste dodici parole:


PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE
COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE
PER UNA METÀ DELL'INTERO


divenisse anche il vostro riferimento principale non v'è dubbio che ben altro motto, 
molto più concludente e costruttivo, si udrebbe dappertutto: "attaccare, attaccare, 
attaccare!". Disponendo noi di una méta, della duplice precisa méta descritta dalle 
dodici parole qui sopra, possiamo smettere di sopportare, possiamo fare a meno di 
resistere, e convogliare invece le nostre preziosissime energie nel perseguimento, non di 
un obiettivo parziale che lascia le cose così come le trova, bensì di un obiettivo 
completo che ridipinge per intero la tela della società e della nostra stessa vita, 
cancellando i foschi colori d'oggi e portandovi una delicata dolce cromìa che sol ad 
immaginarla il cuor si gonfia di pulsante desiderio.

Pensate: a che pro esaurirsi per ottenere l'Acqua Pubblica quando con quasi lo stesso 
impegno possiamo ottenere che metà delle attività economiche divengano pubbliche? A che 
pro sfinirsi controbattendo una per una le mille aggressioni del sistema quando possiamo 
passargli avanti e ricostruirlo da capo così come dovrebbe essere?


Attaccare, attaccare, attaccare! Pacificissimamente, sempre nel pieno rispetto di ogni 
legge e regola civile, con quella allegra paciocconeria di chi infine ha scoperto il 
gioco degli scorretti e sta ristabilendo ciò ch'è giusto. Attaccare, attaccare, attaccare!

Se vogliamo che TUTTI i nostri sogni si realizzino, aboliamo la Mafia di Stato, aboliamo 
l'accaparramento dei ruoli, poteri e redditi pubblici. Aboliamo dunque l'impiego pubblico 
a vita. Affermiamo invece gioiosi la Res Publica, la Democrazia. Affermiamo dunque la 
periodica redistribuzione di ruoli, poteri e redditi pubblici per il tramite della 
rotazione!

Se vogliamo che la nostra terra torni ai suoi FASTI NATURALI, se vogliamo condurre la 
società, e dunque noi stessi, ad una vita così come l'abbiamo sempre sognata, rintuzziamo 
l'economia privata. Affermiamo dunque il ristabilirsi di un equilibrio di peso economico 
tra attività private ed attività pubbliche.


Non è mai bene fare passi avventati. Occorre sempre riflettere quando si prendono 
decisioni. Ed allora riflettiamo insieme sviluppando appieno il disegno sintetizzato in 
queste dodici parole:


PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE
COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE
PER UNA METÀ DELL'INTERO


Un carissimo saluto,

danilo d'antonio




http://Equilibrio-Economico.hyperlinker.org

http://Equo-Impiego-Pubblico-a-Rotazione.hyperlinker.org

http://La-Celebrazione-del-Nostro-Territorio.hyperlinker.org