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vivere con cura: le bibite alternative



da greenport.it
10/07/2008
 
Vivere con cura di M.Correggia

 ´Bibite´ alternative di Marinella Correggia
 
ROMA. Prodotti simbolo della globalizzazione effimera e appiattente, le bibite zuccherose o energetiche che siano. Molte delle quali multinazionali e un po’ belliche: il grosso del mercato è infatti dominato da due colossi statunitensi. Per “divertirci”, riassumiamo i tanti difetti ecologici e sociali di queste bevande a nutrimento zero che spopolano perfino nelle feste ecologiste nostrane e purtroppo anche sui monti sperduti del Sud del mondo.

Culturalmente invasive, arrivano ovunque, sono antinutrienti, sono impoverenti rispetto al bilancio di famiglie povere, sono antisindacali nella fase di produzione, sono assetanti perché drenano acque pubbliche, gravano sui rifiuti perché contenute in lattine o bottiglie usa e getta, sono energivore vista l’imponente catena del freddo che richiedono. E se poi la lattina o la bottiglietta viene lasciata per strada o gettata fuori della raccolta differenziata, non si recuperano nemmeno l’alluminio o la plastica per fare qualcos’altro (caffettiere, biciclette, panchine).

Forse accumulano meno difetti socioecologici delle bibitazze multinazionali, ma sono lo stesso pesantucce per l’ambiente le varie altre bevande a base di frutta, succhi concentrati, succhi diluiti ecc., in tetrapak come in bottiglia o lattina di banda stagnata. Anche quelle producono rifiuti e, a meno che non siano di produzione locale, girano il mondo fra materia prima e confezionamento e distribuzione. Inoltre i succhi e le spremute, pastorizzati perché si conservino, hanno perso buona parte delle vitamine.

Magari più nutrienti in proteine e sali minerali sono i vari tipi di latte, animali o vegetali. Ma attenzione a usarli con larga manica, al posto dell’acqua: a meno che non siano distribuiti alla spina generano quotidiani rifiuti in tetrapak o plastica (e abbiamo detto tante volte che non far rifiuti è molto meglio che riciclarli).

Le alternative davvero light sono tante.

1) Succhi di casa. Fare in casa le spremute fresche di arance italiane (magari comprate con un Gas-Gruppo di acquisto e magari rosse, più buone eppure meno desiderate) è facile, non richiede macchinari (viva lo spremiagrumi manuale) ed è possibile per molti mesi all’anno. Non è poi difficile fare i succhi - di pesca o albicocca, di mela o pera - in casa (vedere su internet o consultare il manuale Le ecoconserve di Geltrude di Stampa alternativa). Una manna per la vista è il succo di mirtillo: acquistare le bottigliette concentrate da diluire sembra costoso ma il prodotto finale diluito ha in litri lo stesso prezzo di una bibita chimica in lattina.

2) La nostra gassosa-nature. Ecco la gassosa naturale autoprodotta e senza brevetto: emulsionare in un bicchiera metà miele e metà limone, poi versare in una bottiglia dal tappo a scatto, riempirla d´acqua e aggiungervi i frizzanti preparati per acqua da tavola; agitare per un po´ ed è fatta.

3) Liquirizia delizia. Squisitezza energetica estiva la «bibita di liquirizia» a freddo: schiacciarne con le pinze da elettricista due bastoncini (di cui fare una scorta grazie a un viaggio in Abruzzo o Calabria o a ordini attraverso gruppi d’acquisto), e immergerli nell’acqua di una caraffa; in frigo per una notte, poi mescolare e servire. I due bastoncini bastano per più di una preparazione.

4) The per tutti i gusti. Il tè freddo, verde o nero, aromatizzato con zenzero a fettine sottili sottili o limone, perché comprarlo già fatto e conservato in bottiglie o bicchierini? Lo facciamo in poco tempo a casa, lo raffreddiamo e ce lo portiamo ovunque in thermos o borraccia!

5) Certo esistono bibite scure e chiare non multinazionali. Alcune - come chinotto, spuma, cedrata, gassosa - sono italianamente storiche e indubbiamente gustose, ma hanno analoghi problemi di involucro e zero nutrimento. Meglio allora il guaranito, la prima soda del commercio equo, prodotta con estratto secco di guaranà dell’Amazzonia brasiliana, zucchero integrale di canna e nient´altro. Testimone di biodiversità, sostegno all’economia degli indios, energetico. Si preparano moltissimi bicchieri con una bottiglia di sciroppo, da preferire indubbiamente alla lattina o alla bottigliona già pronta.

PS. Su birra e vino: ci asteniamo. Ma che siano biologici. Sono un piccolo lusso, non graviamo sull’ambiente concedendocelo.