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la nuova frontiera è costruire sugli alberi



Ecologia. Sono già state progettate sei abitazioni sospese
La nuova frontiera è costruire sugli alberi
Mila Fiordalisi

Daniele Del Grande, Stefano La Rocca, Dario Romagnoli e Giosuè Marigliano. Rispettivamente tre architetti e un avvocato. Tutti classe 1970 e dai natali capitolini. Legati da un'amicizia ventennale. E, soprattutto, fortemente votati alla progettazione ecosostenibi-le. Questo, il biglietto da visita del team che ha dato vita nel 2006 al progetto "Lacasasullal-bero", per la costruzione di abitazioni, appunto, su alberi. Sei quelle già realizzate e un "catalogo" che ha all'attivo numerosi modelli fra cui scegliere. Legno, corda, canapa, iuta, sughero, giunco, bambù e tessuti i materiali utilizzati, che fanno il paio con impianti tradizionali e di nuova generazione: le abitazioni "sospese" possono essere dotate di sistemi per il riutilizzo delle acque piovane ed è previsto anche l'uso dei pannelli per il solare termico.
Tre delle abitazioni già realizzate sono in Italia (due in Toscana e una in Umbria) e tre all'estero (due in Belgio e una in Germania) per conto di ricchi committenti privati che hanno posto il veto alla diffusione di informazioni sulla localizzazione delle loro depen-dance all'aria aperta. Le sei abitazioni hanno generato introiti inferiori ai ìoomila euro teomila euro il costo medio a committente di ciascuna opera a cui vanno però detratti i costi dei materiali e della messa in opera). Poca cosa, ma potenzialmente il futuro promette bene. A patto però che la normativa si adegui al nuovo trend. «La domanda è in forte crescita. Riceviamo continuamente richieste, soprattutto da'parte di strutture turistiche, agriturismo, e bed & breakfast oltre che da privati cittadini Ma la
un vero mercato in Italia e più in generale in tutta Europa dove stanno nascendo analoghe iniziative», sottolinea Marigliano, l'avvocato del gruppo.
In Italia è il Testo unico per l'edilizia il riferimento normativo. «Per realizzare una casa sull'albero è necessario seguire il medesimo iter alla base di una normale costruzione. Ottenere permessi, autorizzazioni e licenze è talmente complicato e laborioso da scoraggiare i committenti, i quali spesso preferiscono rinunciare ai loro progetti piuttosto che aspettare anni e impantanarsi nella burocrazia». La mancanza di regole ha, ad esempio, già provocato l'abbandono del progetto Casa Jo-ras, vincitore fra l'altro del concorso Architetture in Calabria U40, organizzato dall'associazione culturale "+xm plu-sform": la struttura, dal valore di 30omila euro - una grossa commessa dunque per la squadra romana - era stata commis-
sionata da un privato tedesco intenzionato a realizzarla nel parco del Pollino. Si trattava di una vera propria abitazione: 40 i mq abitabili su una piattaforma da 70 mq complessivi sospesa su cinque faggi. «Il committente si è scoraggiato quando si è trovato di fronte alla realtà burocratica e quindi ha deciso di abbandonare l'investimento quantomeno in Italia», spiega Marigliano, il quale aggiunge che è in via di valutazione la realizzazione della struttura in una località in 'Germania. Procedono invece, senza intoppi i lavori per la realizzazione di Casa Hauset, che vedrà i natali nell'omonima località belga. Progettata su più abeti nel bosco di Hauset questa struttura verrà realizzata per la scuola locale al fine di permettere ai bambini un maggior contatto con la natura. «Stiamo per chiudere la fase progettuale per poi avviare il cantiere entro aprile del prossimo anno» conclude Marigliano.