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Re: No alla riforma Gelmini



Scusami Gianni,

ma non sono sicuro di capire la tua risposta. Se ti riferisci alle idee di "decrescita", o comunque più banalmente all'idea di dare un freno alla moda del consumo a favore di modelli economici più "igienici", sono perfettamente d'accordo, ma non capisco cosa c'entri con la scuola e l'università.

Proprio seguendo le idee della decrescita, non tutto è monetizzabile. La "produzione" culturale ha un senso che va aldilà della produzione di merci e può essere inclusa a pieno diritto nella "produzione" di beni (ammesso che si possa parlare di produzione, termine che dovrebbe ormai essere obsoleto in certi contesti).

Esistono alcuni diritti umani (e che fatica ci è costato conquistarceli!) che non sono mercificabili, e che per questo tendono ad essere un investimento a fondo perduto: sanità, scuola, università, ricerca di base, per fare qualche esempio, non possono essere privatizzati perchè, almeno in prima istanza, non possono produrre un profitto. Inserire la scuola o la sanità in logiche di profitto può avere solo effetti catastrofici, basta guardare a certi esempi all'estero (la sanità in inghilterra e negli stati uniti, ad esempio). A titolo di esempio, si pensi che negli USA, dove il sistema universitario è quasi interamente privato, i contributi pubblici sono comunque superiori a quelli italiani!

Tuttavia, l'impatto di questi "servizi" sulla vita economica di un paese sono evidenti: persone più istruite, sane e soddisfatte della propria vita "producono" ricchezza sia in beni che in merci, e questo anche nel più bieco e tetro scenario ipercapitalista.

Quello che tentano di fare da anni, sia da destra che da sinistra (e solo in italia), è minare alla base l'impianto culturale del nostro paese, avvizzendolo completamente. Il governo Berlusconi sta affondando il colpo di grazia. La cultura si paga? Sì, la cultura si paga da sola, perchè quello che "investi" in cultura oggi ti ritorna indietro quasi immediatamente sotto tutti i punti di vista, sia quelli della crescita che quelli della decrescita.

Cosa proponiamo di eliminare nel nostro schema di consumo? Beh, l'elenco è lungo, ma non vedo cosa c'entri con la cultura. Qui si sta parlando di un governo che con una mano priva scuole e università di risorse fondamentali, e con l'altra corre in aiuto delle banche! Beh, tu vedrai tanti sprechi nella nostra vita, ma sta di fatto che tutti i soldi che servirebbero alla mia università stanno nei contributi pubblici alle scuole private, nell'Ici non pagata dalla chiesa cattolica, e nel cancro del sistema bancario e finanziario.

Abbiamo governi con elenchi di priorità irresponsabili e miopi, e con politiche economiche e sociali imbarazzanti. Non credo di essere la persona più qualificata ad esprimermi in materia, e mi piacerebbe se qualcuno più titolato di me ci illuminasse in proposito, ma mi sembra di sentire la storia degli sprechi idrici: per ogni metro cubo d'acqua che risparmio mentre mi lavo i denti, mille metri cubi d'acqua vengono persi nelle tubature marce e nelle fontane pubbliche.

A me non costa niente rinunciare all'automobile (e infatti giro in bici), ma la mia rinuncia serve a qualcosa nel momento in cui l'oligarchia costituita (dal voto dei cittadini, sigh!) decide di salvare le banche e annegare la ricerca?

Omar.

Il giorno 23 ottobre 2008 14.58, gianni de luca <deluca.gianni at gmail.com> ha scritto:
tutto bene, mailing, blog, ecc. ; ma io credo che si deve fare qualcosa di nuovo, tanto per capirci bisogna rimetterci qualcosa in questo benedetto mondo di parole. Cominciamo a dire che la Cultura si paga, gli investimenti
 
per il futuro comportano rinunce nell'attuale: cosa proponiamo di "eliminare" nel nostro schema di vita e di consumo che è superiore a quanto ci possiamo permettere? E con quali conseguenze per l'economia, il lavoro ecc.? Parliamone ragazzi finché siamo in tempo e iniziamo a darci da fare sul serio!
Gianni

Il giorno 22 ottobre 2008 15.35, laura <controlamafia at gmail.com> ha scritto:

Premessa: so che nel 90 % delle liste a cui sto scrivendo questa mail sono fuori tema ma mi sta molto a cuore l'argomento e poi senza Cultura sarà veramnete difficile, in futuro, parlare agli altri dei temi che stanno a cuore tutti noi ma, nonostante questo, comprenderò chi non accetterà la mia mail nella propria lista vorrei solo sapere il perchè la mia mail non è stata moderata se è possibile.
La situazione, a mio modo di vedere, è veramente critica.  Un paese civile che non investe sulla cultura e sulla formazione dei suoi giovani è un paese senza futuro, un paese destinato ad un lento e triste declino.
Io credo che sia opportuno oggi più che mai fare sentire la nostra voce soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del nostro presidente del consiglio che ha detto che andrà avanti nonostante le rivolte che sono in atto nelle scuole e negli atenei di tutta Italia.
So che a questo punto ci saranno tante persone che mi diranno che sono faziosa, che la sinistra ci sta usando come tante marionette ma io vorrei dire a tutta questa gente di finirla di difendere a spada tratta i loro beniamini al governo perchè se continuerà così le cose potranno andare solo a peggiorare e l'Italia sprofonderà sempre più nel baratro.
Per tutti coloro che sono interessati all'argomento ho creato una mailinglist su yahoo gruppi, potete trovarlo al seguente indirizzo http://it.groups.yahoo.com/group/nogelmini/ oppure potete iscrivervi mandando una mail all'indirizzo nogelmini-subscribe at yahoogroups.com. Vi ringrazio in anticipo per l'ascolto. Laura

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Mailing list Economia dell'associazione PeaceLink.
Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
Archivio messaggi: http://lists.peacelink.it/economia
Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
http://web.peacelink.it/policy.html





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Inviare documenti in formati proprietari (ad esempio Word ed Excel) è dannoso per diverse ragioni, pratiche ed ideologiche. Eccone alcune:
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