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il futuro dell'energia è la diffusione libera



«Il futuro dell’energia
è la diffusione libera»

La vera rivoluzione?
Sganciarsi dai contatori,
autoprodurre
l’energia pulita e permetterne
la diffusione libera». Giovanni
Cimini, imprenditore nel settore
delle energie alternative e
rinnovabili, impegnato nel Solarexpo
e candidato nelle liste
di Sinistra e libertà nella circoscrizione
Centro, racconta una
lunga storia di tecnologia e innovazione
«iniziata nel 1984. In
quell’anno, infatti, ho fondato
un’azienda di ricerca, sviluppo
e brevetti, cominciando a propugnare
il concetto dell’energia
diffusa, per combattere ogni
forma di monopolio». Una battaglia
che, alla luce dell’enorme
potenza ancora posseduta
dalle grandi imprese elettriche,
appare come una fatica di Sisifo.
Ma Cimini, che esporta tecnologie
in Sudafrica, Grecia, Albania
e Germania, è molto fiducioso:
«Puntare sull’energia
solare rappresenterebbe una
chance industriale incredibile
per il nostro Paese. L’autoproduzione
può rappresentare il
futuro ma bisognerebbe cambiare
la filosofia industriale».
Il problema, però, è anche normativo.
«Oggi, infatti - osserva
-, sono previsti incentivi solo
per chi decide di autoprodursi
l’energia con l’obbligo di rivenderla
solo alla rete elettrica.
Se invece ci fosse una legge che
prevedesse incentivi e la possibilità
di distacco dal contatore,
potremmo vendere l’energia
prodotta in eccesso, rispetto a
quella che ci serve nella nostra
casa, direttamente al nostro vicino,
sfuggendo al monopolio
e fornendo un volano fortissimo
all’industria del settore».
Intanto, però, solo per installare
un piccolo pannello fotovoltaico
nella nostra casa le difficoltà
sono ancora eccessive. «è
vero. I problemi principali sono
costituiti dalle forme di finanziamento
delle banche. Si
tratta di una procedura ancora
difficoltosa, che dipende molto
dal rapporto con il singolo
istituto di credito. Servirebbero
più confidi. Inoltre, il procedimento
autorizzativo è ancora
un po’ troppo complesso». Un
altro ostacolo? «La mancanza
di informazione. Della grande
convenienza dell’investimento
sulle energie pulite quasi nessuno
sa nulla. E, spesso, anche
chi dovrebbe guidare lo sviluppo
non è preparato a sufficienza.
Per esempio, in molti ritengono,
sbagliando, che i tempi
di recupero dell’investimento
siano ancora troppo lunghi. Ma
non è affatto così», rileva Cimini.
«Con i prezzi che ci sono oggi
- assicura - bastano sei anni
per cominciare a guadagnare
con un impianto fotovoltaico
“casalingo”. Quest’energia non
è affatto costosa». E non c’è solo
il solare. «Anche il minieolico,
che non è impattante, andrebbe
fortemente incentivato
e diffuso sul territorio». Dagli
investimenti nelle tecnologie
rispettose dell’ambiente si
potrebbe tracciare, dunque, un
paradigma energetico più democratico,
ecologico ed economico.
In una visione siffatta,
un ruolo decisivo è quello della
tecnologia, «che migliora di anno
in anno. La politica, in questo,
potrebbe fare molto. E invece
pare ignorare tutto ciò».
Valerio Ceva Grimaldi