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nucleare






>http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/?id=3.0.3525689545

>Scajola: ''Si colma un vuoto di oltre vent'anni''
>L'Italia torna al nucleare, è legge il ddl Sviluppo




Di recente ho parlato con un decrescentista, un latouchano. L'ho incontrato in Toscana e 
mi ha detto che veniva dalla Sardegna. Era felice perché sull'isola con altri amici potrà 
realizzare exnovo un ecovillaggio. Mi ha raccontato la sua felicità quando il candidato 
"di sinistra", che vi voleva bloccare qualsiasi costruzione per "salvare il territorio", 
senza discernere quaglie da triglie, senza discernere le prevaricazioni ed esasperazioni 
degli interventi di enti pubblici ed imprese private e le genuine e primarie necessità 
degli esseri umani, NON è stato eletto.

Stessa identica cosa, nella sostanza, sento ripetere ovunque vada e non solo per quanto 
riguarda il territorio, che, sia chiaro, tutti qui amiamo ed io oltremodo: 
http://la-celebrazione-del-nostro-territorio.hyperlinker.org

Persone "di sinistra" felici che i loro beniamini (almeno in teoria) non siano stati 
eletti!


Occorre allora domandarci se la gente che siamo abituati a veder prendere iniziative in 
campo ambiental, politico e sociale sappia effettivamente cosa sta facendo. Non si tratta 
di mera politica. Si tratta di saper preliminarmente e raffinatamente discernere ciò che 
è giusto da ciò che è sbagliato. Si tratta di essere innanzitutto generosi, profondendo 
una massa enorme del proprio tempo per OSSERVARE e CAPIRE per bene, prima di agire, prima 
di mettere firme o di andare a sfilare per le strade.

DISCERNERE: la chiave di tutto sta nel discernimento.


Ebbene: con i tanti cattivi maestri in circolazione (mi vengono ad esempio in mente 
quegli stessi tanti professori e professoresse che con totale parzialità e superficialità 
liquidano la presente propensione alla crescita economica definendola "senza senso" 
mentre sono loro che non riescono a vedere quell'importante senso che va invece 
urgentemente considerato, sono loro che dovrebbero impegnarsi a riflettere sulle cose 
della vita prima di far convegni e seminari), con questi tanti cattivi maestri che 
girano, dicevo, possiamo stupirci se si è tornati al nucleare?

( In merito al senso della crescita si veda: 
http://il-senso-della-crescita.hyperlinker.org )


Cortesemente vi chiedo: dobbiamo perder tempo a dare la colpa a Berlusconi per il 
nucleare?

Oppure non sarebbe meglio impegnarci ad essere noi stessi per primi persone più serie, 
meno superficiali e creduloni, di quanto siamo stati finora?

Abbiamo forse qualche speranza che il signor Berlusconi ci dìa ascolto?

Non abbiamo forse più speranza di successo se ricostituiamo i nostri ranghi cominciando 
con lo svergognare tutti coloro che han fatto tanti e tali errori elementari, andando 
perfino contro il sacro diritto di ognuno di vivere sulla propria terra, e rimettendo poi 
a fuoco i nostri intenti?


La colpa del ritorno al nucleare non sta tanto dall'altra parte, dalla parte di chi lo 
voleva.
Quanto soprattutto dalla parte di chi non lo voleva. Sono proprio costoro che hanno 
fallito!


Danilo D'Antonio