[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

Re:Europa ostacolata dallo statalismo



Il diritto di voto è costato lacrime e sangue. Il dissenso va espresso non già disertando 
le urne, ma votando scheda bianca o annullando la scheda (magari con un una breve frase 
significativa del dissenso stesso).

Non si deve in alcun modo indurre i cittadini alla disaffezione al voto. Farlo vuol dire 
indurli a rinunciare al quella sovranità che in democrazia solo ai cittadini appartiene.

Non molliamo!

Sauro Betti 




---------- Initial Header -----------

From      : economia-request at peacelink.it
To          : economia at peacelink.it
Cc          : 
Date      : Sun, 12 Jul 2009 13:23:14 +0200
Subject : Europa ostacolata dallo statalismo







> 
> 
> 
> 
> --------------------------------------
>   Europa ostacolata dallo statalismo
> --------------------------------------
> 
> 
> 
> Con la parola Stato possiamo intendere il risultato di un processo storico di 
> accentramento del potere affermatosi successivamente alla fase di dispersione nei 
> differenti centri territoriali indipendenti tipici dell'Europa medievale. La centralità 
> del potere è giustamente continuata anche successivamente all'avvento delle moderne 
> società democratiche, radicandosi però, per lo più, all'interno di una ristretta quanto 
> difficilmente rinnovabile cerchia di politici professionisti, quindi in vendita al 
> miglior offerente, piuttosto che redistribuirsi genuinamente e regolarmente tra la 
> popolazione come il nuovo disegno democratico, ed in certi casi anche repubblicano, 
> richiedeva.
> 
> A causar ciò è stata ovunque soprattutto una rimasta primitiva organizzazione della 
> Pubblica Amministrazione, l'assegnazione a vita dei cui milioni d'importanti ruoli ha 
> per prima generato una casta e mafia di statali e favorito poi lo stabilirsi di una 
> casta e mafia di politici. Di fatto al momento presente, nei vari Paesi come pure a 
> livello dell'Unione Europea, la situazione politica è massimamente insana causa 
> entrambe queste patologiche formazioni, queste due concrezioni vicendevolmente 
> rafforzantisi. Esse, pur di mantenersi in auge, preferiscono troppe volte affermare le 
> volontà delle varie lobby e potentati piuttosto che le nuove direzioni necessarie 
> all'evoluzione ed al buon funzionamento sociale.
> 
> 
> Analogamente a quanto è avvenuto in passato nei singoli Paesi, è giusto ed onorevole 
> auspicare oggi il formarsi di un potere centrale europeo. Ci troviamo di fronte a tante 
> e tali critiche situazioni in ambito globale che non si può davvero pensare di 
> risolverle senza un coordinamento che sia quantomeno all'altezza di quello delle altre 
> formazioni. Tuttavia non si faccia l'errore, che stavolta noi cittadini europei non 
> perdoneremmo non solo in ambito continentale ma a quel punto anche locale, di 
> continuare ad affermare anche a livello di Unione un ottocentesco statalismo fatto di 
> eletti ed assunti a vita piuttosto che una moderna gestione collettiva, periodicamente 
> redistribuita e rinnovata, del crescente Bene Comune Europeo.
> 
> Una moderna società, che voglia essere davvero democratica, non può più disporre di una 
> partecipazione popolare limitata al solo, triste perché impotente, momento elettorale. 
> Al contrario occorre che una ben più operosa e lieta partecipazione si esprima 
> innanzitutto nei milioni di ruoli della gestione di quanto appartiene ed è di 
> pertinenza della collettività. L'Unione Europea ha oggi una opportunità di tutto 
> rispetto, mettendo a frutto la quale potrebbe brillare ben oltre i confini del proprio 
> continente. Quella di esser d'esempio nel far partecipi a rotazione della sua Cosa 
> Pubblica, della Pubblica Amministrazione dell'Unione, tutti quei cittadini europei che 
> lo volessero e disponessero dei requisiti necessari.
> 
> 
> Come si può dar torto a coloro che oggi rinunciano al diritto e rifiutano il dovere di 
> esercitare il proprio voto? Noi, che da tempo non votiamo, abbiamo piena ragione di 
> tenerci lontani dai seggi perché è l'unico modo di cui disponiamo, quantificato, 
> pubblico e pacifico, per dichiararci lontani dalla presente politica e generale 
> amministrazione dei nostri Paesi e dell'Unione. Chi desidera che una valanga di voti si 
> riversi finalmente nei seggi al prossimo appuntamento elettorale si dìa da fare con il 
> cuore e la mente affinché la rotazione ci liberi per sempre dagli statali e dallo 
> statalismo. Rimuovendo l'oscura banda degli statali, con la quale si circondano e 
> proteggono gli accaparratori di potere, sarà impossibile per un politico professionista 
> e per qualunque altro puzzone ottenere più spazio di quello che merita.
> 
> A quel punto, e non prima, sarà vera democrazia.
> A quel punto, e non prima, l'Europa potrà divenire una poderosa realtà.
> 
> 
> Danilo D'Antonio
> 
> 
> 
> 
> http://equo-impiego-pubblico-a-rotazione.hyperlinker.org
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> --
> Mailing list Economia dell'associazione PeaceLink.
> Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
> Archivio messaggi: http://lists.peacelink.it/economia
> Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
> http://web.peacelink.it/policy.html
> 
>