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per un turismo non fossile



da greenport.it
08/07/2009Vivere con cura di M.Correggia

 Verso Copenhagen - Per un turismo non fossile, davvero slow di Marinella Correggia

"Vivere con cura" dedica i prossimi mesi alla miriade di azioni - e relativi calcoli- utili a contribuire alla giustizia e alla sostenibilità del clima, bene comune globale.... verso Copenhagen
 
RIETI. Si chiama “Discovering Sabina” è non è il titolo di un film ma la proposta avanzata da una serie di comuni in vista di un finanziamento europeo destinato al turismo a basso impatto sui loro territori, un´area di notevole bellezza paesaggistica, naturalistica e storica a poche decine di chilometri da Roma. Pensano all´albergo diffuso, ai sentieri a piedi e in bici, alle visite archeologiche, alla navigazione del Tevere, alla riscoperta dei prodotti locali, al ruolo multifunzionale del´agricoltura e del turismo rurale.

Sembra tutto bello e slow.

Dov´è il difetto? E´ in quella parola inglese: discovering, ovvero: scoprire. L´uso dell´inglese sottintende infatti un target di utenti “lontani”, esteri. In effetti l´idea guida è: tanti turisti da tutto il mondo arrivano a Roma, facciamoli arrivare anche qui. E così ci si accoda a una forma di turismo, quello internazionale ovviamente aviotrasportato, che proprio a causa dell’aereo ha un grande impatto sull´ambiente e che slow e a basso impatto non è, non foss´altro per il viaggio di adnata e ritorno.

E´ legittima allora la domanda che pubblicamente fa il “Comitato contro l´aeroporto di Viterbo e che si impegna per la riduzione del trasporto aereo” e che vale per tanti luoghi d’Italia: perché andare a cercare turisti con i low cost all’altro capo del mondo quando c’è un bacino di turisti italiani (in questo caso romani) da coinvolgere? Turisti che magari se ne vanno a vedere colline, laghi, mari, bellezze archeologiche all’altro capo del mondo o che non appena hanno due giorni partono per Barcellona.

E chi non ha ancora preso il volo per Bali (provocando con il viaggio andata e ritorno l’emissione di almeno 3 tonnellate di gas serra... e ripetiamo che in un mondo equo e sostenibile ogni abitante del pianeta non dovrebbe emettere più di una tonnellata all’anno per il totale dei suoi consumi!), magari parte per un falsamente assolutorio viaggio di “turismo responsabile” nel Sud del mondo, via aerea.

Un viaggio che localmente potrà anche essere comunitario e poco impattante, ma l’effetto serra dell’andata e ritorno dove lo mettiamo? Non è il suo danno ecosociale superiore ai vantaggi visto che gli effetti del riscaldamento climatico ricadono sui più poveri? Non è meglio che si sviluppi anche nel Sud del mondo un turismo sostenibile senza aerei fatto da autoctoni? L’India ha una classe media di 150 milioni di persone che potrebbero risollevare le sorti di un gran numero di comunità locali impoverite senza bisogno delle nostre visite.

Allora che fare? Scoprire migliaia di luoghi d’incanto raggiungibili in treno o pulman o traghetto: un sito apposito suggerisce agli inglesi come arrivare in diversi luoghi senza aereo né auto, “anche se pensavate che non fosse possibile”. E poi fermarsi di più in un luogo, invece di saltellare qui e là. E poi, sul posto, quel che appunto anche Discovering Sabina propone.

Infine, non dimentichiamo i “viaggi di carta”, per viaggiare senza partire: letture, film, musiche...