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rivoluzione verde: qualità ambientale e lavoro



La rivoluzione verde
cambia il lavoro
8 milioni di posti inpiù

Rapporto Greenpeace: in Italia boom rinnovabili
ANTONIO CIANCIULLO

ROMA — Nell'arco di vent'anni 8 milioni di posti di lavoro nel mondo e 100 mila in Italia. E' la spinta per uscire dalla crisi economica e ambientale che l'energia verde è in grado di assicurare puntando sulle fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica. Lo afferma l'ultimo rapporto di Greenpeace, Working/or the Climate: Green Job (R)evolution.
Un eccesso di ottimismo? Proviamo a spostarci indietro di qualche anno .Nel 2004 Greenpeace, assieme all'industria europea dell'eolico, elabora lo scenario dell'incremento di energia dal vento indicando anno per anno le stime di crescita. All'inizio l'accelerazione è un po' più lenta del previsto, poi il mercato parte e accelera il passo fino a raggiungere una velocità superiore a quella immaginata: nel 2008 le previsioni dell'associazione ambientalista si fermavano a 25 mila megawatt installati nel corso dell'anno, il mercato ha superato quota 28 mila. Analoghe sorprese ha rivelato il settore del fotovoltaico battendo in un paio di occasioni le previsioni di Greenpeace.
Succederà anche con quest'ultimo rapporto? I sindacati ci credono e hanno sostituito il prudente scetticismo degli anni Ot-tantacon un' adesioneconvinta. «Un 'azione tempestiva dei leaderdelmondo per contrastare il cambiamento climatico deve e può essere un potente volano per una crescita economica equa e sostenibile», ha dichiarato il segretario della Cgil Guglielmo Epifani.
Il volano fornito dal settore elettrico è, nello scenario di Greenpeace, molto potente. I 100 mila nuovi posti di lavoro al 2030 si rife-
riscono infatti al solo settore dell'energia elettrica e rappresentano l'82 per cento di crescita rispetto allo scenario di riferimento. I tre quarti di questi nuovi occupati troveranno lavoro nel campo delle rinnovabili, gli altri nel settore dell'efficienza energetica; va poi aggiunto un numero analogo di nuovi lavoratori nell'indotto.
Con 0 boom dell'energia verde si svilupperanno nuove professioni: ecomanager, ricercatori per mettere a punto i brevetti senza i quali l'innovazione è morta; certificatoti per misurare i livelli di efficienza delle case e degli elettrodomestici; tecnici specializzati nelmontaggiodipannellisolari; artigiani capaci di costruire cappotti isolanti perle case; giardinieri perlamanutenzione dei tetti verdi; informatici per regolareadistanzal'equi-librio della rete elettrica allargata con le smart grid.
Questa proiezione appare in sintonia con l'andamento del 2008, che è stato caratterizzato da una crescita molto veloce guidata da Cina, Germania, Giappone, Stati Uniti e Spagna. L'anno scorso nel mondo sono sta-
ti installati 40 mila megawatt da fonti rinnovabili (escludendo l'idroelettrico di grande scala, contestato per i suoi impatti ambientali). Per la prima volta l'investimento, 120 miliardi di dollari, cioè quattro volte più di
quanto era stato speso nel 2004, è stato superiore a quello perle energie convenzionali. Tra il 2004 e il 2008 a livello globale 1 energia eolica è cresciuta del 600 per cento, il fotovoltaico del 250 per cento, il piccolo idroelettrico del 75 per cento.
«Alla vigiliadelsummitdi Copenaghen, in cuisidecideràilnostro futuro climatico,ica-pi di governo hanno l'opportunità di affrontare la crisi climatica e quella economica investendo nelle rinnovabili e in efficienza energetica in modo da ottenere un doppio vantaggio», ha dichiarato Giuseppe Onu-frio, direttore di Greenpeace Italia. «Per ogni attuale posto di lavoro nel settore del carbone con la rivoluzione energetica si creano tre posti di lavoro nel settore delle rinnovabili. O si punta sui lavori verdi e sulla crescita occupazionale oppure si va verso il collasso economico e la disoccupazione».