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Re: Costruire la Comunità



ma vi è dato di volta il cervello o cosa? Francesco Tutino

Laboratorio Eudemonia ha scritto:

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Le Lucciole
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Dalle mie parti, verso il mare, lungo i bordi di una strada che costeggia un fiume e ch'è ancora chiamata "la 
bonifica" in ricordo di trascorsi impegnativi lavori pubblici, a qualsiasi ora del giorno e della notte si passi, si 
vedono decine di "Lucciole". Sono ragazze, per lo più evidentemente provenienti dal continente africano e 
qualche donna bianca più avanti negli anni.

E' una via particolare, lunga e difficile da percorrere senza venirne fuori altamente scossi. Almeno 
questo è l'effetto che fa al sottoscritto. Perché oggi, con tutte le risorse, non solo 
economiche ma pure intellettuali, di cui le società dispongono, non dovrebbe essere possibile che 
si perpetui una situazione di disperazione tale per cui sparute giovani debbano abbandonarsi per strada 
senza nemmeno la speranza di un cambiamento.

Oggi è assolutamente possibile realizzare un mondo in cui coloro i quali, uomini, donne e "speciali", 
volessero per loro proprio desiderio o volontà esercitare la professione di lucciole dovrebbero poterlo fare 
liberamente. Allo stesso tempo, coloro i quali fossero costretti a farlo da una mera quanto pesante necessità di 
vita dovrebbero invece poter trovare un giusto inserimento all'interno della società.


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Gli Spazzini
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Trovandoci in una qualsiasi città, prima o poi cápita di incontrare coloro i quali sono oggi preposti a 
tenere pulite le strade. In cinquantasei anni di vita ho avuto occasione e piacere di collezionare esperienze in 
diversi mestieri. Proprio quelli più umili, forse perché si ha direttamente a che fare con la debole 
realtà cruda e nuda, mi hanno donato la maggiore sensibilità verso cose e persone.

E così, quando incontro uno Spazzino, probabilmente per una forma di identificazione, cerco sempre il suo sguardo. 
Nove volte su dieci i suoi occhi sono abbassati: non a guardare la strada che spazza ma solo perché quella persona 
è sovrastata dalla consapevolezza che la sua vita sarà sempre così, mai potrà cambiare e rinnovarsi.

Nonostante oggi sia assolutamente possibile realizzare un mondo in cui ognuno abbia la possibilità 
di esperire molte vite e non più essere condannato ad una sola. Nonostante oggi vi siano intere 
moltitudini di persone stanche della loro vita, disposte a tutto pur di mutarla, le quali però non 
possono cambiarla per il carattere statico delle nostre organizzazioni.


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Costruire la comunità
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Il problema maggiore insito nello statalismo, l'aspetto più tragico dell'assunzione a vita nei 
ruoli della Funzione Pubblica non coincide con l'abuso e la corruzione cui un certo numero di statali 
(per altro elevato, come da decenni ci riferiscono le cronache) possano dedicarsi. La conseguenza 
peggiore di una simile statica organizzazione centrale è la mancata costruzione di una 
comunità.

I ruoli del Pubblico Impiego, il più fondamentale tra i Beni Comuni poiché tutti gli altri gestisce, vanno 
periodicamente restituiti al popolo per creare, affermare e radicare, giorno dopo giorno, ogni giorno di più, quel 
senso di comunità, di grande famiglia, che soltanto può generare a sua volta i sentimenti della 
solidarietà, della reciproca fiducia ed impegno.

Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, la nostra società si è sfaldata, rovinata ormai quasi del tutto, perché ha 
solo in parte realizzato l'ideale repubblicano (e badiamo che "RES PUBLICA" non è altro che un modo più antico per dire 
"BENE COMUNE") deciso nel noto referendum istituzionale. Per la restante incompiuta parte è rimasta invece amorale ed 
asociale terra di predazione da parte dei peggiori.

Per queste ragioni dobbiamo far cadere la nera muraglia costituita dai pubblici dipendenti 
assunti a vita, i fedelissimi protettori di politici i quali a loro volta non son altro che 
gli scagnozzi degli ultraricchi del mondo. A questo serve costruire Public Work 2.0: a 
trasformare miliardi di infelici esistenze nella più gran gioia collettiva che mai questo 
Pianeta abbia avuto modo di vedere realizzata!


Così come esiste la perfezione di un'orchidea o di un computer, allo stesso modo esiste la perfezione di una 
società che abbia deciso vi siano cose più importanti di cui occuparsi che non le solite inconcludenti beghe 
sociopolitiche odierne. La perfezione è figlia dell'onestà. Ed ogni vero Progressista, tanto per onestà che 
per desiderio di vedere la gioia diffondersi nel mondo, è tenuto a dichiararsi pubblicamente favorevole ad un:

PUBBLICO IMPIEGO A ROTAZIONE
COMPRENDENTE ATTIVITÀ ECONOMICHE
PER UNA METÀ DELL'INTERO.

In questa sintesi è contenuto il segreto di una società perfetta, in grado di favorire lo sviluppo 
delle capacità di ognuno e ad ognuno garantire un lavoro minimo a sua volta assistito da un reddito da 
cittadinanza. Senza dimenticare che, per il profondo sentimento di unione che si stabilirebbe tra i suoi 
membri, una tale società non avrebbe alcun problema a competere con ogni altra.


Guardiamoci dunque intorno. Ed ovunque, all'interno del Movimento Progressista, vedessimo statali che ancora 
non si dichiarano favorevoli alla democratica periodica restituzione al popolo dei propri ruoli, invitiamoli 
a farlo immantinente. Perché non è solo una gran gioia a tardare per colpa loro, bensì anche 
la serenità di tutte quelle persone che un impietoso destino ha ingiustamente imprigionato in ruoli 
senza futuro.


Possiamo spendere il nostro tempo a dare la colpa del male del mondo a ricchi e potenti. Ma 
davvero ci guadagnamo qualcosa? Oppure possiamo puntare dritto lo sguardo su noi stessi, sul 
vasto Arcipelago Progressista. Ed allora sì, purificandolo infine dalle nefaste influenze 
di STATALI e SUPERSTIZIOSI, che a parole dicono una cosa ma nei fatti ne radicano tutt'altra, 
avremo imboccato la via che conduce subito, in un WARP! a quel Nuovo Mondo che ormai quasi 
disperiamo raggiungere.



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Monti della Laga - Appennino Centrale

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