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Re: salvare la capra ed i cavoli / il consumo di suolo in italia






Giuseppe Palermo wrote:
A me non importa un fico se lo dicono gli specialisti o lo dice qualcun altro, so solo che in 11 anni in Italia si è cementificata una quantità di suolo pari all'estensione della regione Umbria. E non mi piace.



Signor Palermo, il consumo di territorio non piace affatto neanche a me.

Quanto il sottoscritto ami la natura ed il territorio lo si può evincere ad esempio dalle 
più che sentite nove edizioni de:

La Celebrazione del Nostro Territorio
http://www.hyperlinker.com/cnt/

da me praticate e promosse.


Tuttavia non si può tappare con un coperchio una pentola in piena ebollizione, perché si può 
essere certi che avverrà uno scoppio. Sarebbe a dire che bisogna individuare la causa fondamentale di 
questo consumo di territorio e ad essa fornire giusto rimedio, piuttosto che apporre dei ciechi divieti ed 
obblighi senza minimamente conoscere la situazione.

In questo caso la causa fondamentale trovasi nel fatto che l'Italia è sovrappopolata da almeno un 
secolo. Questa grande quantità di lavoratori e consumatori interna, cui si è aggiunta negli 
ultimi decenni una sovrappopolazione globale, ha causato una conseguente ipercrescita dell'economia con 
gli effetti che tutti conosciamo e patiamo.

Ora: con le politiche decise a rimanere ignoranti ed autoritarie si ottiene precisamente ciò 
che ad esempio sta succedendo in questi giorni ad Atene. L'autoritarismo che non va all'origine dei 
problemi, ma anzi li nasconde, li omette e fa finta di niente, causa in effetti un tale malessere 
sociale che l'ambiente non può che passare in secondo piano rispetto alla mancanza di 
democrazia.


Gli ambientalisti, gli architetti, gli urbanisti, ed i loro tanti seguaci, che nulla sanno di democrazia, invocano 
autoritarie politiche impositive. Ma questo è proprio ciò che NON bisogna fare. Bisogna al contrario dire: ALT! 
STOP all'omissione, alla falsità, alla menzogna, alla parzialità! Prima si aggiusta la società, prima si crea 
una società realmente democratica, poi ci si occuperà dell'ambiente.

Altrimenti l'ambiente sarà, ed anzi già è oggi, l'ennesima scusa del sistema basato sull'assunzione a vita nei ruoli 
pubblici, sugli statali, per operare l'ennesimo controllo e dominazione della popolazione. Di fronte alla urgentissima necessità 
di far sì che in Italia e nel mondo si affermi una vera democrazia, il territorio ed il paesagio passano in ultimo piano. Si 
faccia TUTTO quello che c'è da fare. Ad un certo punto il territorio rifiorirà da solo. Invece senza democrazia il 
territorio rimarrà in balia dei più scellerati.


Questione demografica, questione pubblica, questione proprietaria: questi sono tre determinanti aspetti che vanno 
considerati prima di emettere una sentenza in merito al territorio. L'approccio specialistico è fallimentare. 
Se si è affermato lo si deve solo ai docenti universitari, ai laureati, agli statali, che a malapena 
conoscono solo questo tipo di approccio. In casi come questo, di malessere sistemico, l'approccio organico è 
l'unico che può avere successo e diffondere felicità e benessere.


Senza perdere la pazienza, bensì confrontandoci amorevolmente ed aiutandoci 
reciprocamente, cerchiamo insieme una buona strada:

A SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO E DELLE PERSONE CHE LO ABITANO
http://www.hyperlinker.com/change/terra_e_liberta.htm


Non possiamo salvare il territorio ed impiparcene delle persone. Dobbiamo salvare capra e 
cavoli.


Danilo D'Antonio