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Nucleare domani, solare oggi



Eccolo il decreto legislativo sul nucleare, approvato dal consiglio dei ministri odierno. L'atteso documento rende concreta la decisione del Governo di riavviare il programma nucleare in Italia, anche se si tratta di un sorta di "cornice" che andrà via via riempita di contenuti, manca lo statuto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, la sua composizione e la delibera Cipe sulla tipologia degli impianti.
Il decreto è stato approvato nonostante il no della maggioranza delle Regioni, maggioranza schiacciante visto che solo Friuli, Veneto e Lombardia si sono schierate dalla parte del governo. Le indicazioni delle regioni, riassunte in 80 pagine di testo avrebbero dovuto passare al'esame della Conferenza Unificata ma non se ne farà nulla visto che il consiglio dei ministri odierno ha tirato diritto per la sua strada.
Il testo non riserva sorpese, conferma quanto gia' si sapeva con piccoli ritocchi. Ad esempio il fatto che nel caso che nei trenta giorni previsti per il suo responso, la regione candidata ad ospitare un reattore, dica no, verra' composto un comitato interistituzionale (comprensivo di un rappresentante del comune) che avra' 60 giorni per esprimersi. In caso di mancato accordo deciderà un "decreto del presidente della repubblica previa deliberazione del Consiglio dei ministri". Una volta approvata la lista dei siti, ciascuno di essi, tramite il previsto decreto, verra' "dichiarato di interesse strategico nazionale, soggetto a speciali norme di vigilanza e protezione".
Molto interesse per la parte delle compensazioni, che secondo una perversa logica, dovranno convincere le amministrazioni locali ad accettare l'arrivo delle centrali. Nessuna sorpresa nelle cifre, per ciascun reattore EPR da 1.600 MW ci saranno 4,8 milioni di euro da elargire per ogni anno di costruzione, una torta da dividere fra provincia (10%), comune (55%) e comuni limitrofi, nel raggio di 20 Km (35%). Quando il reattore produrra' corrente ci saranno 0,4 euro per ogni megawattora prodotto.
Ma le famiglie (e le imprese) non devono aspettarsi assegni mensili, quanto sgravi fiscali, ovvero pagheranno meno la corrente, la TARSU, IRPEG, IRPEF ed ICI.
Il prossimo passo previsto dal decreto è costituito dall'adozione d un documento programmatico che delinei gli obiettivi strategici in materia di nucleare, documento che sarà preparato in concertazione dal ministero dello sviluppo economico, da quello delle infrastrutture e trasporti, ambiente e dal ministero dell'istruzione.

E' ovvio che il decreto approvato oggi costituisce un passo importante che conferma la volonta' del governo di procedere pur in presenza di una forte mancanza di consenso popolare. A queste condizioni si accentuera' ulteriormente lo scontro con le regioni e gli enti locali.
Purtroppo la decisione relativa al nucleare e' stata fatta da questo governo subito dopo il suo insediamneto, senza premettere una analisi delle esigenze energetiche del nostro paese, che gia' in passato ha sofferto di scelte poco ragionate, anzi non ne ha mai fatta una veramente sensata.
Il nostro paese si trova oggi con una capacita' produttiva molto superiore alle sue esigenze, con un trend di consumi in ribasso da quattro anni, parliamo di consumi di energia primaria totale, ed una domanda elettrica in calo da due anni (dopo un anno di stasi), certo pare che la discesa si sia bloccata, e' di ieri la notizia che i consumi di gennaio sono identici a quelli di gennaio 2008, ma conteggiando gli impianti termici in costruzione e quelli gia' approvati si stima comunque che nel 2020 avremo un surplus generativo notevole ma, colmo dei colmi, saremo comunque obbligati ad importare energia da fonti rinnovsabili dall'estero per rispettare i limiti imposti dall'Unione Europea.
La notizia emerge dal documento che il nostro governo ha dovuto presentare (ed e' arrivata fuori tempo) nei giorni scorsi a Bruxelles, con cui informa gli altri paesi partner delle sue future necessita' quantificate in 4,4 Milioni di tonnellate di petrolio equivalente annue (1,1 di energia elettrica)
per arrivare a coprire nel 2020 il 17% del consumo interno lordo di energia con rinnovabili.  Molti altri paesi, come Germania, Spagna, Svezia e Danimarca supereranno invece agevolmente i loro limiti ottenendo così capacità disponibile per l’export verso Paesi meno virtuosi.Solo poche nazioni, tra cui Belgio e Olanda, esprimono dubbi circa la possibilità di raggiungere il target del 20%.

Ma un motivo per festeggiare oggi e' venuto dal settore fotovoltaico, il Gestore dei Servizi Energetici ha infatti comunicato che il conteggio delle domande di allaccio di impianti realizzati nel 2009 procede ed ha raggiunto quota 900 MW, erano solo 7 MW quattro anni fa! Appare plausibile che nel 2009 il totale installato arrivi alla fine a sfiorare la previsione di mille MW. Risultato splendido che ci conferma come uno dei migliori mercati mondiali. Una volta tanto surclassiamo molti paesi europei, ad esempio la Francia e' arrivata "solo" a 185 MW.
Sempre oggi e' stata finalmente resa nota la versione definitiva del nuovo decreto per il conto energia del fotovoltaico che assieme alle linee guida per le rinnovabili sara' discusso domani presso la Regione Marche con gli uffici tecnici delle Regioni. Il decreto fissa il nuovo tetto di capacità incentivabile a 3.000 MW e stabilisce le nuove tariffe di incentivazione per i prossimi anni, tariffe che subiranno un taglio progressivo. Ad esempio nel 2011 ci saranno tre differenti importi per ciascun quadrimestre.
Per gli impianti che entreranno in esercizio dal 31 dicembre 2010 al 30 aprile 2011 la tariffa variera' (a seconda della potenza) da 0,401 a 0,337 €/kWh per impianti su edifici e da 0,358 a 0,298 €/kWh per gli altri impianti; per quelli che entreranno in vigore nell'ultimo quadrimestre la tariffa oscillera' da 0,380 a 0,295 €/kWh su edifici e da 0,333 a 0,257 €/kWh per gli altri.
Per gli impianti che entreranno in esercizio nel 2012 e nel 2013 è previsto un taglio del 6% l’anno.
Come riferimento un impianto di 3kW sul tetto di una casa gode ora di di 0,422 euro/kWh se parzialmente integrato e 0,470 euro/kWh se integrato, l'anno prossimo nel terzo quadrimestre ricevera' una tariffa di 0,380 euro. In effetti se risultava ormai accettato da tutti il previsto calo degli incentivi, risulta troppo elevato per i piccoli impianti casalinghi, rispetto a quelli industriali.
Il decreto prevede infine tariffe particolari per impianti integrati con caratteristiche innovative e per quelli a concentrazione, anche se potenza massima incentivabile e' risibile essendo pari,  rispettivamente, a 200 e 150 MW.


-Roberto Meregalli
Beati i costruttori di pace
www.martinbuber.eu

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