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Obama nucleare



"Obama è un esempio", ha proclamato con grande soddisfazione il nostro ministro Scajola.
Non pare vero a molti di poter dimostrare la bontà della scelta nucleare erigendo come vessillo il  presidente statunitense, sino a non molto tempo fa "utilizzato" da altri come simbolo della green economy.
Cos'è successo?

Nulla di trascendentale in realtà. Considerare il nucleare come una forma di energia "verde" è un atteggiamento diffuso. Spesso si citano personaggi dell'ambientalismo che si sono arresi di fronte all'inevitabilità delle emissioni di CO2 e che hanno visto nel nucleare non la soluzione migliore ma la meno peggiore, pur di evitare che le variazioni climatiche ci portino a situazioni ingovernabili.
Il nostro governo, va subito detto, a queste variazioni non crede, pertanto la sua scelta e' di altro tipo.

Ma torniamo ad Obama e alla notizia dell'annuciato finanziamento di 8,3 miliardi di dollari, pari a 6 miliardi di euro, al nucleare.
Per prima cosa stiamo parlando di una legge approvata nel 2005 da Bush per riavviare il nucleare negli USA dopo trent'anni di stasi, stasi provocata non da un referendum ma dall'evidenza dell'incapacita' di questa tecnologia a sopravvivere in una economia di mercato, senza finanziamenti statali.
La legge del 2005 conteneva nuove disposizioni che comprendevano garanzie di prestito, copertura da parte del governo di costi eventualmente causati da ritardi nella concessione di licenze o nulla osta di produzione, crediti di imposta ed altre detrazioni fiscali. Nonostante queste facilitazioni sinora non è stato aperto nessun  nuovo cantiere.
Obama, nell'ambtio di questa legge, ha annunciato garanzie federali per 6 miliardi di euro a favore di una delle società che ha gia' chiesto di poter procedere alla costruzione di nuovi reattori, in particolare alla Southern Company che ha due progetti in Georgia. Il prestito dovrebbe coprire al massimo il 70% della spesa che è stimata in 6,8 miliardi di dollari.

(http://www.southerncompany.com/nuclearenergy/vogtle_units.aspx)


Si tratta di due reattori più piccoli degli EPR francesi, gli AP1000 Westinghouse, modello che comprende alcune parti progettate in Italia dall'Ansaldo. Non può non sfuggire l'intento statunitense di dare una mano alla propria industria di fronte alla possibilità di competere nelle gare internazionali contro la francese Areva.

E
merge comunque un dato di fatto: la tecnologia nucleare, mezzo secolo dopo il suo ingresso nei mercati commerciali, e nonostante sussidi di vari miliardi, per ogni nuovo progetto continua a richiedere ed ottenere il sostegno dello Stato.

-Roberto M.
Beati i costruttori di pace