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Pasticcio nucleare



Pasticcio nucleare

Non si puo' negare che l'attuale compagine governativa si sia impegnata con fervore per tornare a costruire una manciata di reattori nucleari
nel nostro paese.
Ma con i limiti che le sono propri.
Due anni orsono il neoministro Scajola dichiaro' a gran voce il programma del governo, un anno e mezzo dopo, esattamente il 15 agosto 2009, la gazzetta ufficiale pubblico' la legge (la n.99/2009
) che in verità non faceva altro che delegare il governo ad approvare entro i sei mesi successivi i decreti necessari a disciplinare la “localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonchè dei sistemi per il deposito definitivo dei materiali e rifiuti radioattivi e per la definizione delle misure compensative da corrispondere e da realizzare in favore delle popolazioni interessate”.
La scadenza era dunque fissata per il 15 febbraio, ma in effetti chi abbia spulciato la gazzetta ufficiale in cerca del testo di legge, non ha trovato nulla perche' ancora la legge non e' stata pubblicata; il testo in circolazione non e' quello definitivo che, nelle ultime settimane, pare sia andato avanti e indietro dal ministero dell'industria a quello dell'economia perche' necessitava di numerose correzioni. Ieri il ministro per lo sviluppo economico ha promesso che il decreto sara' pubblicato oggi, ma il pasticcio resta ed e' preoccupante che chi le norme le fa di mestiere sia il primo a non rispettarle.

Anche lo statuto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare ancora non è stato pubblicato, nonostante non si contino piu' gli annunci del sottosegretario allo sviluppo Stefano Saglia che da per imminente la cosa.
Inoltre sul progetto nucleare pendono i ricorsi delle regioni, ricorsi che considerano anticostituzionale il potere sostitutivo dello Stato contro le Regioni contrarie alla localizzaizone del sito di una centrale nel suo territorio. Appare davvero difficile considerare come una "adeguata partecipazione" (come previsto dall'articolo V della Costituzione) la semplice possibilita' da parte del governatore della Regione di partecipare al Consiglio dei Ministri che  esercitera' il potere sostitutivo proprio nei confronti della stessa regione.

Insomma il ritorno dell'energia nucleare nel nostro paese non si configura come la passeggiata che le quotidiane esternazioni di Scajola vorrebbero far credere, ministro che da qualche giorno puo' sfoggiare la legion d'onore ricevuta a Parigi dal premier francese Francois Fillon per il suo "vigoroso" impegno al ritorno dell'energia nucleare e per la sua scelta di "rivolgersi alla Francia" in questo processo.

E nella gente cresce la contrarietà verso questo progetto
, come evidenziato da una rilevazione statistica dell'istituto Ferrari Nasi. Questo sondaggio ha evidenziato che mentre un anno fa un italiano su due era "molto" o "abbastanza" favorevole allo sfruttamento del nucleare per usi civili, oggi meno del 40% la pensa ancora così. Alla domanda "accetterei senza tanti problemi se si decidesse di costruire una centrale nel comune in cui vivo", nel gennaio 2009 il 36,4% degli intervistati rispondeva di si', ma nel gennaio 2010 la percentuale e' scesa al 26,2%.

-Roberto M.
Beati i costruttori di pace
www.martinbuber.eu

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