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Che rabbia! (e ci mancavano solo le "pippe" di Brunetta)



Che rabbia!


E’ desolante leggere il documento europeo (http://ec.europa.eu/energy/renewables/transparency_platform/doc/0_forecast_summary.pdf) che riassume le previsioni dei 27 paesi dell’Unione Europea, relativamente alle loro possibilità di raggiungere nel 2020 l’obiettivo di produrre con fonti rinnovabili il 20% dei consumi finali.

Lo è perché appare evidenziato che l’Italia è il paese peggiore, quello che rimarra' più lontano dall’obiettivo, che per noi non è il 20% ma il 17%.  Altri quattro paesi non ce la faranno, ma arriveranno più vicini al loro target di noi.

 

Come previsto dall’art. 4.3 della Direttiva 2009/28/ CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, gli Stati Membri hanno recentemente notificato alla Commissione Europea il documento previsionale sull’uso dei meccanismi di cooperazione previsti dalla stessa Direttiva per raggiungere l’obiettivo di incremento di energia rinnovabile al 2020.

L’Italia ha consegnato un testo in cui prevede di importare energia da fonti rinnovabili nella misura di circa 4,0 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti). Di questi, 2,9 proverranno da biocombustibili importati o prodotti in Italia con biomasse importate, mentre i rimanenti 1,1 Mtep, equivalenti a 13,7 TWh (miliardi di chilowattora), dovranno essere costituiti da energia elettrica prodotta all'estero da fonti rinnovabili.

Il documento presentato dal Governo indica che circa il 50% dell’import sarà realizzato attraverso nuove interconnessioni sviluppate con Montenegro e Tunisia, mentre il restante 50% arriverà da Albania e Svizzera attraverso progetti finalizzati ad importare elettricità da fonti rinnovabili. L’attuale normativa italiana è infatti favorevole a questa opzione perché,  a date condizioni, consente di riconoscere taluni incentivi italiani per produzioni elettriche realizzate in Paesi terzi e importati in Italia.

Davvero incredibile che si arrivi ad incentivare le fonti estere in Montenegro, Tunisia e Albania! Andrebbe spiegato a chi si lamenta degli incentivi al solare italiano, come il ministro Brunetta che su il Giornale del 13 marzo annuncia che “gli sventoloni (l’eolico) e i pannelli solari sono pippe: dal punto di vista tecnico scientifico sono pippe a costi altissimi”. Pippe all'estero?

Il comportamento del governo risulta incomprensibile poiche'  sembra sottostimare le nostre potenzialità (nel settore elettrico ANEV, Assoelettrica, Kyotoclub e molti altri, stimano circa 26 TWh in piu' del governo), specie nel campo del solare termico (come indicato chiaramente in uno studio molto esplicito fatto dall’ENEA in passato), e piuttosto che definire un piano ambizioso di investimenti e nuove regole che favoriscano interventi di efficienza e risparmio, pensa solo al costoso e inutile nucleare.

Ne è prova il fatto che nella recente legge "Milleproroghe", approvata il 26 febbraio sia stata introdotta l'ennesima proroga (dal 1 gennaio 2010 al 1 gennaio 2011), per l'introduzione nei regolamenti edilizi comunali dell'obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di nuovi edifici.

Che rabbia dover pagare quanndo potremmo evitarlo, attraverso l'azione congiunta del risparmio energetico e dello sviluppo delle rinnovabili nostrane!


Roberto M.
Beati i costruttori di pace
www.martinbuber.eu