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le patatine fritte emettono più co2 del cemento



da greenreport.it

Le patatine hanno un’impronta di carbonio più grande del cemento?
14 aprile 2010

Secondo un recente rapporto del Carbon Trust pubblicato su The Construction Index News, le  "crips"  (le patatine fritte) emettono più CO2 dell'industria del cemento. Il Carbon Trust è una Ong che fornisce consulenza alle imprese per ridurre le loro emissioni di CO2 e pubblica sul suo sito  le carbon footprints di diversi prodotti, secondo i suoi dati «Un tipico sacchetto da 34,5g di patatine Walkers è responsabile di  80 g. di CO2 - O 2, 31 kg di CO2 per kg di patatine prodotte. Al contrario, un sacco da 25 kg di cemento Cemex CEM II (Portland più fly ash) si traduce in 17 kg di emissioni di CO2,  il che equivale a 0,68 kg di CO2 per kg di cemento prodotto».
La Cemex sarà la prima industria che produce materiali da costruzione ad utilizzare la "etichetta carbonio" per il suo cemento venduto in Gran Bretagna, dove a fine mese verrà utilizzato il Carbon Trust's Carbon Reduction Label, e si è impegnata a ridurre ulteriormente le sue emissioni di C02 nei prossimi due anni.
Su The Construction Index News il direttore per la sostenibilità di Cemex UK, Andy Spencer, ha spiegato che «Il carbon labelling dimostra i progressi e l'impegno che abbiamo fatto nella riduzione delle emissioni di CO2 associate al nostro processo produttivo, soprattutto riguardo alla sostituzione di combustibili fossili con carburanti alternativi da rifiuti, e la miscelazione dei nostri cementi con sottoprodotti di altre industrie per ridurre al minimo l'uso di materie prime».
Ma è davvero cosi? Davvero l'impronta ambientale del ciclo di vita delle patatine, che misura l'intero processo produttivo, dall'estrazione delle materie prime, alla produzione, distribuzione, utilizzo da parte dei clienti e lo smaltimento a fine vita del prodotto, è maggiore di quella dell'industria del cemento?  A spulciare bene i dati, come fa anche  Green News, le cose stanno diversamente ed a questa affermazione sembra adattarsi più che bene il detto americano "Lies, damned lies, and statistics" (bugie, dannate bugie, e statistiche).
 
Infatti il profumo di una sofisticata operazione di greenwashing sembra nell'aria e la Carbon Trust rischia con questa spericolata equiparazione tra patate e cemento di far passare l'idea che il problema reale per l'ambente siano i sacchetti di "crips" e non i sacchi di cemento.
Se diamo un'occhiata alla quantità di CO2 prodotta da ognuno dei due prodotti si scopre che è sicuramente vero che la produzione di una tonnellata di patatine fritte rilascia 2,3 volte più CO2 di quella di una tonnellata di cemento, ma è più evidente che tra i due prodotti finiti il cemento è molto più denso e pesante delle patatine fritte e che un sacco di cemento ha  una carbon footprint molto, molto di più elevata di un sacco di patatine dello stesso volume.
Se poi si prendono in considerazione le produzioni annuali dei due prodotti le cose sono ancora più evidenti.
Non esistono dati disponibili sulla produzione mondiale di patatine fritte, ma utilizzando quelli del Paese che ne consuma di più, gli Usa, dove ne vengono prodotte ogni anni 3 milioni di tonnellate, le "crips" emetterebbero 7 milioni di tonnellate di CO2. Però la produzione di cemento statunitense è di circa 100 milioni di tonnellate allo'anno, e scarica nell'atmosfera 100 milioni di tonnellate di CO2. Quindi l'industria del cemento Usa produce 15 volte più emissioni dell'industria delle patatine fritte.
Ma c'è di più: già nel 2000 la produzione mondiale di cemento era di 1,56 miliardi di tonnellate e la produzione Usa è solo il 6% del totale globale e, mentre gli americani sono sicuramente i più grandi consumatori di sacchetti di patatine fritte,  i più grandi consumatori di cemento sono diventati Paesi come la Cina, dove probabilmente le patatine fritte non hanno sicuramente un così vasto consumo.
Come sottolinea Green News  «I grandi numeri e le proporzioni sorprendenti possono catturare la nostra attenzione, ma è importante guardare al quadro generale. Anche le patatine rilasciano più CO2 per chilo quando vengono fatte, un sacco da un chilo di patatine fritte rappresenta ancora un impatto minore rispetto a un sacco di cemento da 80 chili; i sacchi sono tutt'altro che equivalenti l'uno all'altro. E anche se per produrre un chilo di chips viene rilasciata più CO2 di quanta se ne produca per un chilo di cemento fa, questo non fa delle patatine fritte una pericolo maggiore per l'ambiente del cemento».