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Genesi e fine della crisi economica






Carissimi Conterranei, come va?


Non so per voi, ma a me pare siano brutti tempi questi, in cui la povertà torna a farsi 
sentire persino nei Paesi più ricchi:

>Una famiglia italiana su cinque è povera.


Ma leggiamo queste incoraggianti parole circolate di recente su una lista di persone 
innamorate della natura:

>se vuoi sognare pensa a terreni che spesso vengono abbandonati e costano
>1/2 euro/mq, lontani dalle grandi città ... con una manciata di soldi si potrebbe
>vivere sereni in micro casette ...


Già, è proprio così. Una delle strade da percorrere, per eliminare la povertà, è proprio 
quella della liberazione degli esseri umani dalla dominazione ambientalista. Quello 
ambientalista si è ormai rivelato a tutti gli effetti un regime totalitario, un regime 
che impone e reprime non solo sulle aree di proprietà collettiva, sui terreni del 
demanio, sui beni pubblici, dove è più che giusto si attui una politica decisa 
collettivamente, ma anche sui modesti campi delle singole persone, della gente comune, 
dove le libertà individuali dovrebbero essere invece garantite dalla democrazia.

Quello ambientalista è un regime che si è ormai diffuso quasi ovunque sul Pianeta, un 
regime che proibisce all'essere umano, nel modo più assoluto, di vivere sulla terra, in 
nome di una più che ipocrita difesa del territorio, considerato che poi la terra svuotata 
degli umani diviene regno dei turisti e visto che per decenni quegli stessi ambientalisti 
hanno taciuto alle popolazioni il verificarsi di questo imponente fenomeno:

http://spg.hyperlinker.org


Ricordiamo, e mai lasciamocelo sfuggire di mente, che ogni dittatura, ogni totalitarismo 
ha avuto tra le prime sue strategiche mosse quella di privare dei propri beni, in 
particolare la terra, categorie di persone ritenute inferiori o di ostacolo ai propri 
ideali. Oggi gli ambientalisti non fanno eccezione, pretendendo ripulire il "loro" 
paesaggio e territorio dagli esseri umani che secondo loro lo impestano!

E' stato un atto criminale privare l'essere umano del diritto di vivere sulla terra. 
Pensate che in certi Paesi, quelli più innamorati della natura, sussiste ancora ciò che 
viene chiamato l'"allemansrätt", il "diritto di ogni uomo": quantomeno di accamparsi 
sulla terra, naturalmente rispettando la natura. In Italia, invece, come in altri Paesi 
facili all'avvento delle dittature, perfino chi s'accampa sulla sua terra viene trattato 
come un criminale.


Ma ora vediamo un momento come è nata questa crisi economica così come ogni altra dalla 
fine della guerra. Esistono persone le quali, referenziandosi l'una con l'altra, 
ottengono un posto per giunta fisso, a vita, nelle Università, che pure dovrebbero essere 
ad accesso pubblico. Dall'alto delle loro cattedre, pur non avendo mai lavorato 
materialmente in vita loro e pur non essendosi mai mischiate con quella gente "qualunque" 
ch'eppure fornisce loro da mangiare e star più che bene, pretendono dare ordini, per il 
tramite dei politici che li raccomandano, su come debbano essere condotte le attività 
economiche.

Economisti che non hanno mai piantato un chiodo, messo un mattone sopra un altro, 
collegato un filo od un tubo, pescato un pesce, allevato un animale o coltivato un 
vegetale, economisti che non sono mai usciti dalle loro aule magna magna e studi 
professionali con l'aria condizionata, pretendono decidere come gli esseri umani, i 
comuni mortali che invece faticano per vivere, si debbano comportare. Sottoposta alle 
loro forzature, può l'economia non procedere sempre traballante? Ebbene: che siate di 
destra o di sinistra, signori economisti gradite uscire tutti fuori dalle Università ed 
andare a lavorare. Imparate a procurarvi da soli di che vivere: perché non è più tempo 
per noi gente comune di portarvi in spalla.


Per far terminare questa crisi economica occorre innanzitutto permettere agli esseri 
umani (non alle imprese ma agli esseri umani, si capisca la differenza perch'è tanta) di 
svolgere ogni attività ritengano opportuno senza dover portare sulle loro spalle il peso 
di questi capoccioni che non hanno mai confrontato direttamente una sola delle loro idee 
con la realtà. Fuori gli statali dalle Scuole ed Università di proprietà collettiva! 
Scuole ed Università si liberino della cultura campata in aria, e ciònonostante imposta, 
degli statali e si aprano finalmente ad una cultura reale e realistica, vissuta in prima 
persona dai cittadini, quindi ben esperita e tutta da vivere.


Per liberarci dalla defaillance economica non occorre altro che:

1) liberare gli esseri umani (non le imprese ma gli esseri umani e le loro famiglie, si 
capisca infine la differenza) dall'oppressione ambientalista;

2) liberare gli esseri umani (non le grandi imprese ma gli esseri umani e le loro 
famiglie, si riesca a distinguere le prime dalle seconde) dal peso degli statali;

3) aprire la Funzione Pubblica alla partecipazione dei cittadini, in modo che una fresca 
cultura possa finalmente diffondervisi ed invece di sciuparvi così tante energie con 
antidemocratici ed inutili controlli e repressioni sulla popolazione questa possa invece 
indirizzare alla produzione di utili beni e servizi le attività pubbliche, che così 
potranno in gran parte sostenersi da sole.


Dalla fine della seconda guerra mondiale le crisi economiche sono nate principalmente in 
conseguenza dei dettami di studiosi che non hanno mai emesso una goccia di sudore da 
fatica. Per una economia naturale, che sappia reagire spontaneamente e senza artifizi ai 
cambiamenti attraverso cui si esprime sempre la realtà, fuori gli immobili ed 
immobilizzanti statali dalla Funzione Pubblica e dentro i cittadini in una dinamica 
alternanza, com'è tipico della vita biologica. Dall'autoritarismo permesso dagli statali 
a politici scollati dalla realtà, si passi all'autorevolezza di un governo che viva in 
simbiosi con la popolazione. Fuori gli statali, perché permanendo essi ad occupare 
abusivamente a vita la Funzione Pubblica mai verrà spazzata via quella loro visione 
artefatta del mondo e mai riusciremo a vivere su questo felici.


Infine, per la salvaguardia dell'ambiente, si consideri che qualunque donna ed uomo 
liberi di vivere sulla propria terra ne divengono automaticamente i più fidati e 
coinvolti conduttori e custodi. Esattamente il contrario di quegli isterici ambientalisti 
radical chic che pretendono dettar legge su aree che hanno visto solo riportate sulla 
carta e che mai si degneranno di visitare. Gli ambientalisti la smettano di distruggere 
alla radice l'ancora debole pianta della nostra democrazia. Curino anzi quest'ultima 
perch'é il miglior metodo di salvaguardia dell'ambiente.


Danilo D'Antonio

Rosal de la Frontera
Huelva, España

++351 964986219


http://il-gran-complotto-degli-statali.hyperlinker.org
http://equo-impiego-pubblico-a-rotazione.hyperlinker.org
http://www.hyperlinker.com/change/terra_e_liberta.htm

e mai dimentichiamo chi sono davvero gli statali:
http://www.hyperlinker.com/change/di_chi_siam_figli.htm