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Contro la privatizzazione del Bene Comune





Saluto caramente i Presenti in Lista.

Stamani, leggendo questo trafiletto:


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Protesta studenti in tutta Italia

08/10/2010 Fonte: ansa

ROMA - Studenti in piazza in tutta Italia per protestare contro le politiche 
per l'istruzione del governo Berlusconi. L'Unione degli Studenti annuncia una 
novantina di cortei all'insegna dello slogan "Chi apre una scuola chiude una 
prigione".

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mi è nato un sorriso che vorrei ora condividere con voi.


Quante volte leggiamo interventi contro le PRIVATIZZAZIONI? Con questa terminologia si 
intende il passaggio di proprietà di un bene comune dalla collettività al privato. Ma per 
quale ragione dovremmo concentrarci sulle sole privatizzazioni da compiersi e non pure su 
quelle avvenute od indebitamente mantenutesi nel corso di lunghi decenni? Per quale 
ragione persone a modo dovrebbero esimersi dal pronunciarsi contro una Funzione 
finto-Pubblica ch'è invece proprietà privata degli statali?


Ottimo il messaggio degli studenti: "Chi apre una scuola chiude una prigione". Prendiamo 
però anche coscienza che la scuola pubblica fino ad ora davvero tale ed aperta non è mai 
stata, essendo invece ancora letteralmente chiusa e posseduta dagli STATALI. La Scuola e 
le Università ancora oggi sono in gran parte in mano alle sempre stesse persone, venendo 
i ruoli pubblici ancora assegnati a vita ad una minoranza della popolazione piuttosto che 
venire concessi a rotazione a chiunque abbia i requisiti necessari.

L'intera Funzione Pubblica soffre di una eredità storica che risale ad epoca 
pre-democratica, ai tempi del totalitarismo, in cui appunto si voleva fidelizzare a vita 
alcuni per imporre la volontà del dittatore sulla parte restante della popolazione. Con 
l'avvento della Democrazia i ruoli della Res Publica avrebbero dovuto essere regolarmente 
redistribuiti tra tutti i cittadini aventi i requisiti necessari, così come i ruoli di 
governo. Così però non è stato a causa di politici corrotti che hanno preferito barattare 
posti pubblici in cambio di voti.


Oggi, in piena epoca Internettiana, le proteste di coloro che spudoratamente vorrebbero 
farsi ancora assumere a vita in ruoli che sono invece un vero e proprio BENE COMUNE di 
proprietà collettiva si palesano anch'esse per quell'immorale rimasuglio storico che 
sono. Ciò che è pubblico è di tutti: come si può dire il contrario? Ed allora fuori i 
baroni, fuori gli statali tutti. Dentro i cittadini competenti a rotazione. Allora sì 
che, rinnovando periodicamente il personale pubblico, grandi progressi potranno essere 
costantemente compiuti. La Funzione Pubblica verrà finalmente resa produttiva ed 
autosostenentesi, abbandonando definitivamente il vecchio ruolo di addomesticamento, 
controllo, repressione e riscossione ancora mantenuto dagli STATALI.


Carissimi Presenti, allarghiamo il viso in un bel sorriso davanti a coloro che propongono 
una lotta parziale contro le privatizzazioni dimenticando ciò che permetterebbe una 
gestione collettiva non della sola acqua bensì di ogni bene comune. Farsi un mazzo tanto 
contro la privatizzazione dell'acqua senza spendere una sola parola per denunciare 
l'ignominia degli statali accaparratori dell'intero bene comune funzionale ed esecutivo 
del Paese può ormai solo mettere tutti di buon umore.


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Público é de todos!
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