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stiamo mangiando nel piatto dei nostri figli




Pallante: stiamo mangiando nel piatto dei nostri figli

di Giorgio Cattaneo

«Non sprecare è diventato un dovere morale: stiamo mangiando nei piatti dei nostri figli e dei nostri nipoti. Dobbiamo credere nelle nuove tecnologie, la politica deve investire nel settore e tutti noi nel dobbiamo fare qualcosa. Come? Riducendo i consumi». Parola di Maurizio Pallante, leader del Movimento per la Decrescita Felice, che a Perugia ha concluso la tre giorni “Progettare il il futuro”, scienziati e aziende a confronto per mettere in campo le “tecnologie della decrescita”. Tutto è troppo: in estrema sintesi, è questo il pensiero di ecologisti e imprenditori della green economy che fanno della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente la loro filosofia di vita per un “comportamento virtuoso”.
Tre giorni, a Perugia, per mettere insieme ecologisti-filosofi, bio-architetti, imprese specializzate nelle nuove tecnologie energetiche e tutti quelli che della sostenibilità fanno una regola di vita. A partire dal green-building, le case “verdi” le cui bollette sono ridotte all’osso, come l’emissione di anidride carbonica. Primo comandamento: riduzione dei consumi. «La regola è: riutilizzare tutto quello che c’è in casa», scrive Antonella Mariotti su “La Stampa”. «Non si butta via niente, tutto si ricicla, nulla si distrugge. Dalle maglie infeltrite che diventano “cattura-polvere” alle mini-pale eoliche sul tetto di casa per produrre energia». Tutto va bene se serve a risparmiare: non solo i soldi, ma il Pianeta.

All’inizio fu Serge Latouche, ecologista presidente dell’associazione “La ligne d’horizon”, professore emerito di scienze economiche all’università di Parigi, che da sempre sostiene: «Se tornassimo ai consumi degli Anni Sessanta, per noi non cambierebbe nulla: già allora c’erano auto e riscaldamento. Moltissimo di quello che abbiamo oggi è solo superfluo». Con Latouche, aggiunge la Mariotti, diventa di moda il termine “decrescita serena”, una tendenza che sta dilagando forse anche come conseguenza della crisi, più che della virtù. In Italia, la filosofia della decrescita è elaborata e interpretata da Maurizio Pallante, tra i fondatori con Mario Palazzetti e Tullio Regge del Cure, Comitato per l’uso razionale dell’energia, e da vent’anni ricercatore e divulgatore dei rapporti tra ecologia, tecnologia ed economia.

È stato Pallante a fondare il “Movimento per la decrescita felice” che organizza corsi su come riciclare i rifiuti e il metodo migliore per separarli, oltre a fornire indicazioni su dove trovare i “negozi alla spina” nei quali si vendono prodotti senza imballaggi, come pasta, spezie, cereali, vino, detersivo, saponi. Ognuno si porta un contenitore da casa e chiede di riempirlo. «Ma il punto fondamentale degli ultimi anni, attorno a cui ruota la “decrescita” – osserva la Mariotti sulla “Stampa” – è l’energia alternativa e il modo di “farsela-da-sé”, se le amministrazioni non intervengono. È sufficiente collegarsi su YouTube per vedere frotte di ingegneri che spiegano, a video, come fabbricare un pannello solare, una mini-pala eolica, o come collegare la lavatrice all’acqua calda di casa per evitare l’eccessivo consumo di energia elettrica».

«Il consumismo deve diventare tabù, la salvezza della Terra lo impone»: ne è convinto Erik Assadourian, ricercatore del Worldwatch Institute e direttore della pubblicazione annuale “State of the world”, atteso a Cuneo con l’associazione Greenaccord. «L’epoca dello spreco alimentare e dell’abuso di risorse naturali è finita», avverte: «O impareremo ad accontentarci o la Terra lo farà per noi». L’anno scorso, secondo la Cgia, il calo dei consumi è stato di 12,6 miliardi. Ogni nucleo familiare in media ha tagliato le spese per 516 euro l’anno. Colpa della crisi, hanno detto gli esperti. Maurizio Pallante legge questi dati traducendo la parola “crisi” in cinese: «È formata da due ideogrammi – spiega – che significano pericolo e opportunità».

Da dove cominciare? Da casa propria, naturalmente: «Se siamo in un condominio con riscaldamento centralizzato, basta mettere le valvole ai termosifoni. Le nostre case consumano 20 litri di gasolio l’anno per ogni metro quadrato, mentre in Germania non concedono l’abitabilità se ne consumano più di 7». In che modo invertire la tendenza? Con la massima semplicità, sottolinea Pallante: «Basta mettere più attenzione negli acquisti, non schermare i termosifoni con le tende, non lasciare aperto il frigo, far bollire l’acqua chiudendo la pentola con un coperchio, dotare i rubinetti di riduttori di flusso: pochi euro di spesa, risparmio di quasi il 50% sulla bolletta. A casa mia ho dovuto scegliere: infissi nuovi o cambiare le piastrelle del bagno? Ho scelto gli infissi, e col risparmio sul riscaldamento fra tre anni cambierò anche le maioliche del bagno».