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L'IPOCRISIA DEL NUCLEARE SICURO



FUKUSHIMA E L'IPOCRISIA DEL NUCLEARE SICURO
pubblicata da Alfio Nicotra il giorno domenica 13 marzo 2011 alle ore 12.55

  di ALFIO NICOTRA
Fukushima è lì su tutti i teleschermi. Il reattore atomico salta per aria e adesso , si dice, si attende che lo faccia anche il secondo. Le notizie che filtrano sono  da far tremare i polsi : si parla di una possibile fissione nucleare, di una probabile esplosione radioattiva. Il devastante terremoto che ha messo in ginocchio il Giappone ha spazzato via anche il fiume di menzogne diffuso in questi anni – spesso con i soldi del contribuente – per rassicurare i cittadini che Cernobyl era il passato e le nuove centrali atomiche erano oggi supersicure. Fukushima è li a dimostrare che il nucleare è invece imponderabile, che neanche la supertecnologia nipponica è in grado d’imbrigliare il mostro e di impedire che  sprigioni propri veleni contaminando la vita per generazioni. L’energia nucleare è la più diseconomica tra l’energie esistenti. Tra 70 anni saranno esaurite le miniere di uranio, i costi di costruzione sono pazzeschi e mai nessuno ha saputo dirci cosa accadrà delle scorie atomiche che hanno un tempo di dimezzamento  radioattivo di oltre 25mila anni. Il nucleare diventa economico solo se serve anche per il militare . Il matrimonio perverso tra nucleare civile e quello bellico ha sempre accompagnato la storia di questa energia sporca (se no perché tutto questo agitarsi per le centrali in Iran?) ed è anche per questo che il movimento pacifista ed antinucleare nel mondo hanno sempre marciato fianco a fianco.
Il centrodestra italiano vuole riportare in Italia l’incubo nucleare dopo che il popolo sovrano con un referendum popolare ne aveva sbarrato il passo nel 1987.  I suoi dirigenti sembrano lobotizzati, ripetono luoghi comuni contro i verdi e la sinistra ambientalista che ha tenuto l’Italia fuori dalla modernità. Intorno agli appalti giganteschi per le centrali atomiche  la destra italiana vorrebbe – nello stesso momento in cui taglia gli incentivi e i fondi per le rinnovabili-  mettere le mani sui soldi pubblici e far girare di nuovo l’economia del cemento con il suo corredo di mafie. A chi nel Pd occhieggia al terzo polo consigliamo di leggersi le dichiarazioni odierne  di Gianfranco Casini che giura sulla sicurezza delle nuove centrali atomiche, così come aveva giurato davanti al prete sul rispetto della inscindibilità del matrimonio. Il No al nucleare deve essere accompagnato da un cambio di modello energetico. L’energia atomica è concentrata nella mani di pochi  è  dunque antidemocratica perché tende a perpetuare l’attuale sistema di sviluppo. Cambiare energia significa cambiare la società, ripensare le città, il trasporto, la politica dei rifiuti, puntare sulla bioedilizia e sul risparmio energetico. Il Ministro Maroni  sta provando a boicottare i referendum mettendo la data alle soglie dell’estate,  il 12 e il 13 giugno. L’on. Cicchitto dice che quello che sta avvenendo in Giappone non farà minimamente cambiare idea sul programma di ritorno all’atomo già deciso dal governo. Davanti a questa ottusità resta la lotta e provare a muovere il popolo ricordando che è il vero sovrano. Occorre cominciare una mobilitazione generale per far capire a tutti e tutte che il 12 e 13 giugno non c’è niente di più importante che recarsi alle urne. Perché quel voto decide del futuro e noi abbiamo il dovere di non trasformarlo in un incubo.