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EUREKA! EUREKA!! EUREKA!!!







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Repubblica Genova

Fumogeni e petardi contro Equitalia
Sede assediata, chiesta una moratoria per i pignoramenti alle fasce più deboli

MICHELA BOMPANI

http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/03/18/foto/equitalia-13766013/1/

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Casa pignorata a malato per 60 euro, Equitalia nei guai
http://www.noiconsumatori.org/articoli/articolo.asp?ID=9747

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Come facciamo a passare,
da una situazione simile,
al mondo in cui abbiamo
sempre sognato di vivere?

Abbiate pazienza,
siate gentili e fiduciosi,
leggete di seguito e ce la faremo,
oh, se ce la faremo!  :)




Da tempo desideravamo cambiare il sistema. Ma non potevamo, perché eravamo prigionieri 
della sterile contrapposizione tra destra e sinistra. Politicanti, baroni della cultura e 
media parastatali, pagati col denaro della collettività: tutti costoro ci hanno mantenuto 
impotenti per decenni, lanciandoci contro l'uno o l'altro dei due schieramenti politici. 
I quali erano però e sono le due facce di una stessa turpe medaglia.

Oggi, ponendoci come osservatori esterni a tutto questo, grazie alla grande rete 
indipendente di Internet, possiamo infine guadagnare la visione complessiva del sistema 
che ci tiene prigionieri, vedendolo per la prima volta nella sua intera estensione. Esso 
è principalmente costituito, con pari responsabilità, da politici, statali e privati 
parastatali, con questa definizione intendendo coloro che fanno affari basandosi su leggi 
stilate da politici loro collusi e fatte rispettare dai fedelissimi servi del potere: gli 
statali.

Tutte e tre insieme queste categorie hanno fornito pari apporto al degrado culturale, 
umano, economico, politico, sociale e naturale cui ormai nessuno sfugge più. Ma è proprio 
ora, che vediamo le cose nella loro interezza, che dobbiamo insieme ragionare per trovare 
la strategia giusta, rigorosamente pacifica, legale e civile, per uscire fuori subito, 
non domani ma oggi stesso, da questa gigantesca trappola.


Consideriamo una ad una le succitate tre categorie. Contro i politici non possiamo far 
nulla. Essi sono regolarmente eletti e d'altronde, siamo sinceri, chiunque andrebbe al 
Governo non potrebbe manco lontanamente sperare di sanare da solo una società così 
malridotta. Anche il settore economico privato è inattaccabile, in quanto anch'esso è più 
o meno regolarmente costruito dalla legge. E siccome non vi è la minima convenienza ad 
infrangere quest'ultima e più che distruggere vogliamo costruire, aneliamo edificare un 
nuovo sistema che stavolta sia ben fatto, dobbiamo anche qui passare oltre.

Ma è a questo punto, appena dirigiamo lo sguardo verso la terza categoria, che subito il 
vasto oceano dell'ignoto ci si apre davanti mostrandoci la via giusta da seguire in tutta 
la sua affascinante, meravigliosa, sensuale bellezza. Gli statali non hanno alcun diritto 
di occupare a vita un ruolo, di detenere un potere, di godere di un reddito, che 
appartiene all'intera collettività! La tetra figura dello statale, concepita in epoca 
pre-democratica per scopi anti-democratici, è infatti sopravvissuta fino ai nostri giorni 
solo per via di politici così orribilmente disonesti da barattare impieghi pubblici a 
vita con preferenze elettorali!

In vero in una Democrazia il popolo sovrano ha pieno diritto di avvicendarsi nella sua 
Res Publica. Così come i ruoli di governo vengono restituiti al popolo dopo pochi anni, 
anche i poteri della Funzione Pubblica, ed ogni ruolo in essa ha un pur minimo potere, 
anche quello di bidello o d'infermiera, di gran lunga superiore al nulla civico che 
altrimenti rimane nelle mani dei cittadini depauperati ed esclusi, vanno a questi ultimi 
legittimamente ricondotti.


EUREKA! EUREKA!! EUREKA!!!


Abbiamo finalmente trovato il valico segreto che ci porterà oltre il bruto scenario 
attuale. Alternandoci nei pubblici ruoli, noi, semplici cittadini, sì, ma sempre ben 
preparati in ciò che andremo a fare, potremo acquisire una conoscenza profonda della 
società, rivolgere occhi ed orecchie dappertutto, scoprire tutto ciò che non va e 
cambiarlo in men che non si dica. Non saremo dei ligi e mogi statali nelle mani del 
potere. Saremo vivi e vitali cittadini che, curando gli interessi della collettività, 
vedranno curati gli stessi loro. Dopo tanto tempo, fatta l'Italia, si realizzeranno anche 
gli italiani.

Non avendo più intorno gli statali, gli attuali politicanti si daranno letteralmente alla 
fuga, senza manco attendere le successive elezioni. Al contrario cominceranno a farsi 
avanti coloro i quali non hanno mai accettato di partecipare al sacco dell'Italia o del 
mondo. A sua volta l'economia privata non potrà più spadroneggiare e prendersi lo spazio 
che s'è preso oggi. Troverà invece un suo genuino e sano modo d'essere, anche perché la 
Funzione Pubblica non condurrà più una semplice amministrazione ma avrà ruolo produttivo 
di utili beni e servizi.


A volte gli statali sembrano di destra. Quando la destra è al potere.
Altre volte sembrano di sinistra. Quando al potere vi è quest'ultima.

In verità gli statali hanno una loro propria immutabile politica: quella di stare sempre 
con il potere, quale che sia e qualsiasi cosa ordini loro di fare. Cascasse il mondo, ed 
infatti sta precipitando, gli statali rimangono col potere, per mantenere il privilegio 
di quel ruolo, potere e reddito che appartiene invece a tutti.

E' questa acritica fedeltà al potere che, lasciato a briglia sciolta, lo fa scadere verso 
la corruzione.

Un tempo si diceva che gli occhi del padrone ingrassano il cavallo.
Ebbene: il popolo è sovrano. Ingrassi dunque il suo cavallo tenendogli gli occhi sempre 
ben puntati addosso.


Realizziamo allora tutti insieme questo prodigio politico reclamando ognuno a gran voce, 
oggi stesso, sempre pacificamente, legalmente, civilmente, la democratizzazione della 
Funzione Pubblica:


FUORI GLI STATALI,
DENTRO A ROTAZIONE
CITTADINI PREPARATI.


Saluti ed abbracci,


Danilo D'Antonio

Sant'Innovazio da Internet
http://www.hyperlinker.com/ars/sant_innovazio.htm