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nuove strategie europee sul trasporto



Dall'Europa con trasporto. Libro bianco 2011
Data di pubblicazione: 07.05.2011

Autore: Donati, Anna

Obiettivi ragionevoli, lacune e un significativo errore nel nuovo documento
europeo.
Dal giornale online www.decrescita.info, 6 maggio 2011

La strategia sui trasporti di qui al 2050. Il nuovo libro Bianco della
Commissione Europea per incrementare la mobilità e ridurre le emissioni.
Della serie: "missione impossibile"

Il 28 marzo 2011 la Commissione europea ha adottato il nuovo Libro bianco
sui trasporti con una strategia di ampio respiro e dal lungo orizzonte
temporale fino al 2050(1).

Il nuovo Libro bianco arriva dieci anni dopo l'analogo del 2001(2)
intitolato "La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle
scelte" mentre quello adottato di recente già dal titolo indica una
strategia assai più realistica, se pur con un orizzonte temporale al 2050 ed
include tappe intermedie al 2020 ed al 2030. "Tabella di marcia verso uno
spazio unico europeo dei trasporti - per una politica dei trasporti
competitiva e sostenibile" - così è stato titolato il Libro bianco - nel
tentativo davvero complesso di coniugare l'incremento della mobilità e la
riduzione delle emissioni.

Il volume è suddiviso in tre parti - analisi della situazione insostenibile,
gli obiettivi e le sfide fondamentali da affrontare, la strategia e le
regole per attuarle - ed un allegato che contiene un elenco di 40 iniziative
da mettere in campo nei prossimi anni.

L'analisi della situazione parte dalla considerazione che il settore dei
trasporti in Europa impiega direttamente dieci milioni di persone e
rappresenta il 5% circa del Pil, che per le imprese il costo del trasporto
si aggira sul 10-15% del prodotto finito ed in media le famiglie spendono il
13,2% del proprio bilancio in beni e servizi di trasporto. I trasporti
dipendono per 96% dal petrolio, il cui prezzo è stimato che nei prossimi
decenni sia destinato a raddoppiare, la congestione costa all'Europa circa l'1%
di PIL ogni anno, e le emissioni secondo i piani della UE dovranno ridursi
dell'80-95% entro il 2050 rispetto ai dati del 1990.

Anche i trasporti dovranno fare la loro parte ed il documento individua tre
obiettivi per abbattere le emissioni che si dovranno ridurre del 60%:
migliorare l'efficienza dei veicoli mediante l'uso di carburanti e sistemi
di alimentazione sostenibili, ottimizzare le prestazioni della catena
logistica multimodale e puntare sull'uso efficiente delle infrastrutture
grazie ai sistemi di gestione informatizzata del traffico.

Sono dieci gli obiettivi fondamentali indicati nel libro Bianco:

Nelle città dimezzare entro il 2030 l'uso delle auto ad alimentazione
convenzionale ed eliminarle del tutto entro il 2050. Conseguire nelle
principali città sistemi di logistica urbana a zero emissioni di C02 entro
il 2030.
Nel trasporto aereo aumentare l'uso di carburanti a basse emissioni fino a
raggiungere il 40% entro il 2050. Nel trasporto marittimo ridurre del 40-50%
le emissioni di C02 derivate dagli oli combustibili entro il 2050.
Il 30% del trasporto delle merci superiore a 300 km deve passare entro il
2030 verso ferrovia e trasporto via mare. Questa quota dovrebbe raggiungere
il 50% entro il 2050.
Entro il 2050 la maggior parte del trasporto di medie distanze dei
passeggeri deve avvenire mediante ferrovia, di cui va completata la rete ad
Alta Velocità a livello europeo
Completare entro il 2030 la retri infrastrutturali TEN-T
Collegare tra di loro le reti ferroviarie, aeroportuali, marittime e
fluviali
Completare il sistema unico di gestione del traffico aereo (Sesar) e lo
spazio aereo unico europeo entro il 2020. Applicare sistemi di gestione del
traffico al trasporto terreste e marittimo nonché il sistema di globale di
navigazione satellitare (Galileo)
Definire entro il 2020 un quadro per un sistema europeo di informazione,
gestione e pagamento nel settore dei trasporti multimodali.
Per la sicurezza stradale entro il 2020 dimezzare gli incidenti ed entro il
2050 avvicinarsi all'obiettivo "zero vittime". Aumentare la sicurezza in
tutti i modi di trasporto nella UE.
Arrivare alla piena applicazione dei principi "chi usa paga" e "chi inquina
paga" facendo in modo di eliminare le distorsioni ed i sussidi dannosi e
generando entrate e finanziamenti per investimenti nei trasporti.

Buoni obiettivi in parte già contenuti nel libro Bianco del 2001, da
raggiungere mediante strategie e regole che puntano al mercato unico europeo
dei trasporti, alla concorrenza, all'innovazione tecnologica ed alla
ricerca, alla tariffazione delle infrastrutture e dei sistemi urbani, alla
sostenibilità ed a forme innovative di mobilità, alla realizzazione delle
reti TEN-T: parole chiave di una strategia ambiziosa e lungimirante di
azione ed intervento.

Il nuovo documento è anche lo specchio dei successi ed insuccessi del libro
bianco del 2001 e tiene conto delle azioni e dei piani di questi anni: dal
piano di riduzione europeo 20-20-20 delle emissioni di C 02, del piano di
azione UE per i veicoli puliti e l'auto elettrica del 2010, dalle difficoltà
economiche e procedurali peri realizzare il piano delle reti TEN-T, alla
nuova direttiva sui sistemi di trasporto intelligenti che dovrà essere
attuata entro il 2012 dai paesi membri, dei significativi obiettivi ottenuti
in ambito europeo per la riduzione di morti e feriti sulle strade.

Non mancano nemmeno debolezze e criticità nel Libro bianco. A partire dalla
scarsa considerazione per i problemi del trasporto urbano ( oltre due terzi
della mobilità) dove viene confermata la necessità del potenziamento del
trasporto collettivo, della bicicletta e delle aree pedonali, ma si affida
un ruolo chiave all'auto pulita, tralasciando i problemi di congestione, di
uso dello spazio urbano e di pianificazione territoriale.

Ed anche per l'auto "pulita" da estendere su vasta scala in ambito urbano,
si punta alla ricerca ed innovazione tecnologica, ammettendo che questo
obiettivo è ancora molto lontano dalla sua soluzione e per i carburanti
alternativi si ammette che " non si potrà fare affidamento su di una sola
soluzione tecnologica". Nel Libro bianco non vengono mai richiamate
specifiche tecnologie di alimentazione delle vetture mentre solo nei
documenti di lavoro preparatori si trovano diversi riferimenti ad
elettricità, idrogeno e biocarburanti, mentre come soluzione ponte da usare
insieme al petrolio si richiamano metano, gpl e carburanti sintetici.

In questo senso il documento resta debole perché assegna un ruolo chiave per
la riduzione delle emissioni all'auto "pulita" ma senza - ed onestamente-
intravedere delle soluzioni operative in tempi ravvicinati e pur in presenza
del piano europeo di sostegno all'auto pulita ed elettrica del 2010.

Un'altra criticità è rappresentata dalle reti TEN che anche in questo
documento costituiscono un pezzo essenziale della strategia, che assomiglia
al ruolo chiave che anche in Italia è stato assegnato dalla politica alle
grandi opere strategiche della legge obiettivo, senza una efficace selezione
e dai costi pubblici insostenibili.

Il Libro bianco 2011 quantifica in 550 miliardi di euro il fabbisogno
europeo di risorse fino al 2020 per il completamento delle reti TEN-T ed
arriva a 1500 miliardi di euro che servirebbero entro il 2030 per sviluppare
le infrastrutture di trasporto adeguate alla domanda di mobilità. Risorse
pubbliche e private che non sono in alcun modo disponibili e che rendono
questi obiettivi evanescenti e quindi in parte inadeguati rispetto agli
obiettivi ambiziosi della Commissione europea nel campo dei trasporti.

Infine un altro punto debole è rappresentato dall'applicazione dei validi
principi "chi usa paga" e "chi inquina paga" che in questo decennio hanno
trovato ostilità pesanti da parte del mondo delle imprese e delle lobby a
livello europeo.

L'internalizzazione dei costi esterni negativi nei trasporti, che doveva
trovare regole comuni da applicare in tutti i stati membri (anche per
evitare distorsioni della concorrenza) è divenuta una metodologia che può (e
non deve) essere applicata a discrezione dei singoli paesi membri; l'eurobollo,
la tariffazione del trasporto merci a livello europeo per attuare il
principio "chi inquina paga", è divenuta una misura debole e non
obbligatoria.

Allo stesso modo pedaggi e tariffe sia delle infrastrutture che in ambito
urbano sono divenute raccomandazioni e di sicuro si scontrano con la
difficoltà di sistemi assai differenziati tra i diversi paesi membri - basti
pensare al sistema dei pedaggi autostradali legati alle concessionarie
italiane, basato su contratti che a volte scadono fra trenta anni - avendoli
legati agli investimenti infrastrutturali. Il nuovo Libro bianco ribadisce l'importanza
di questi strumenti di regolazione per gli anni a venire ma è facile
prevedere che le difficoltà saranno persistenti.

Una grande enfasi è dedicata al mercato unico europeo dei trasporti sia nel
settore aereo - da completare - e sia nel sistema ferroviario, predisponendo
un terzo pacchetto di direttive che rafforzi regole comuni sia per
alimentare la concorrenza (anche nel trasporto passeggeri interno delle
ferrovie), con la separazione strutturale (e quindi non solo contabile e
societaria) tra proprietario delle reti e chi fa il servizi di trasporto,
con il potenziamento dell'Agenzia europea di regolazione.

L'obiettivo è quello di promuovere un mercato comune del trasporto
ferroviario, superando le attuali barriere e vincoli tecnologici che
impediscono l'interoperabilità, puntando ad una concorrenza effettiva nei
servizi a livello europeo. Obiettivo già in passato posto a livello europeo
ma poi che ha rallentato la sua corsa e che ora ritorna tra le priorità
europee. Restano da vedere gli strumenti operativi che verranno adottati per
davvero dalla Ue in un settore che anche in italia in questo momento vive un
dibattito complesso e non privo di polemiche, ora che sono arrivati per
davvero nuovi operatori ferroviari nel mercato italiano.

Esiste una differenza fondamentale con il Libro bianco del 2001, che puntava
al riequilibrio modale verso modalità a basso impatto ambientale come
ferrovia e cabotaggio ed alla necessità di una strategia per " il
progressivo sganciamento della crescita economica dalla crescita dei
trasporti". Obiettivo quest'ultimo a cui il nuovo libro Bianco 2011 rinuncia
completamente ed apertamente come ha dichiarato il vicepresidente Siim
Kallas responsabile per i Trasporti, che nel presentarlo ha dichiarato che
"Ridurre la mobilità non è un'opzione, ne lo è mantenere lo status quo.
Possiamo interrompere la dipendenza del sistema dei trasporti dal petrolio
senza sacrificare l'efficienza e compromettere la mobilità. Possiamo
guadagnare su tutti i fronti".

Parole di speranza e giusta esortazione che non trovano però riscontri
concreti sulle modalità con cui questi due obiettivi ambiziosi possono
davvero essere raggiunti secondo le indicazioni del Libro bianco. Mentre l'esperienza
concreta di questo decennio ci ha dimostrato che ogni positivo incremento di
efficienza dei veicoli, in particolare delle automobili e dei veicoli
stradali, è stato divorato dall'aumento della potenza e dell'aumento dei
chilometri percorsi, producendo alla fine un incremento significativo delle
emissioni di C02, passati dal 23% al 28% nel settore dei trasporti e quindi
fallendo ogni obiettivo di riduzione fissato dal protocollo di Kyoto del
6,5% rispetto ai dati del 1990.

Del resto è lo stesso Libro bianco trasporti 2050 (nei documenti
preparatori) che prevede che tendenzialmente il trasporto merci crescerà del
40% dal 2005 al 2030 e di poco più dell'80% entro il 2050. Il traffico
passeggeri dovrebbe invece registrare un aumento leggermente inferiore: del
34% entro il 2030 e del 51% entro il 2050.

Sarebbe opportuno non rinunciare completamente al raffreddamento della
crescita della domanda di mobilità - che non equivale a "ridurre la
 mobilità" - ma semplicemente per il futuro aumentare l'efficienza
complessiva del sistema, eliminare i viaggi a vuoto nel trasporto merci,
progettare e riqualificare le città avvicinando le diverse funzioni per non
essere "condannati alla mobilità", promuovere i consumi a chilometro zero
nel settore alimentare, sostenere tutte le tecnologie e le procedure
telematiche che riducono la domanda fisica di trasporto merci e passeggeri.

Difficile insomma credere che sia possibile - con le conoscenze e le
tecnologie di oggi - aumentare la mobilità riducendo in modo significativo
le emissioni e la congestione.

Il dibattito è aperto ed adesso non resta che aspettare il confronto
pubblico e l'approvazione da parte del parlamento europeo e del Consiglio
del nuovo Libro bianco sui trasporti 2050.

1 Commissione Europea. Libro Bianco. Tabella di marcia verso uno spazio
unico europeo dei trasporti - Per una politica dei trasporti competitiva e
sostenibile. Bruxelles, 28.3.2011 ( vedi sul sito
www.eur-lex.europa.ue)

2 Commissione Europea. Libro Bianco. La politica europea dei Trasporti fino
al 2010: il momento delle scelte. Bruxelles, 2001