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Fwd: Appello URGENTE dalla Valsusa





Appello URGENTE dalla Valsusa

Carissimi
la situazione in Valsusa sta diventando veramente delicata: a questo punto è molto probabile nei prossimi giorni (o prossime notti) una prova di forza voluta dal governo, da partiti di maggioranza e di minoranza, dall'associazione degli industriali di Torino e chissà da quanti altri. Il nuovo sindaco di Torino, Fassino, incontrerà domani Maroni sul problema TAV e gli chiederà "di fare i passi necessari per l'avvio del cantiere". Quali siano questi passi è facile immaginare, viste le posizioni assunte dal PD torinese.
 
Vi proponiamo un appello urgente di solidarietà con la Valsusa: fatelo girare più che potete, in rete, sui giornali locali, tra i vostri contatti; dateci la vostra adesione e chiedete l'adesione di tanti singoli cittadini, associazioni, esponenti del mondo della cultura... insomma, fate voi.
Vi allego l'appello. Lo trovate anche su www.notavtorino.org con le informazioni per aderire: per il momento potete inviare un email a postmaster at notavtorino.org con oggetto"valsusa" e indicare il vostro nome (se l'adesione è a titolo personale) oppure l'associazione/comitato/movimento/ecc. per cui date l'adesione.

La Val di Susa è pronta a rispondere a questa ennesima provocazione come ha sempre fatto: con migliaia di persone, in modo pacifico ma assolutamente determinato. Impedire l'installazione di questo primo cantiere è oggi il nostro primo obiettivo, domani vedremo.
Ricevere molta solidarietà e tantissime adesioni al nostro appello ci può essere di grande aiuto.
E chi può venga al presidio della Maddalena di Chiomonte
Un abbraccio
    Ezio (Comitato notav Torino)
-- 
Ezio Bertok
(011.702857 - 333.7640360)

**************

Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa
 
Premessa
In questi giorni la Val di Susa sta vivendo momenti di tensione che ricordano quelli dell’autunno 2005 quando fu usata la
forza per imporre l’apertura di un cantiere in vista della realizzazione del TAV Torino-Lione. Da allora nessun cantiere è
stato aperto ma le promesse di governi di diverso colore di aprire un dialogo e un confronto con le istituzioni locali si sono
dimostrate un inganno e le amministrazioni democraticamente elette, critiche sulla realizzazione della grande opera, non
sono state riconosciute dal governo quali interlocutori affidabili e sono state estromesse dai tavoli di confronto.
 
Decine di migliaia di persone chiedono semplicemente di essere ascoltate, chiedono un confronto vero, pretendono che
alle loro ragioni - scientificamente documentate - si risponda entrando nel merito. In cambio ricevono insulti e l’accusa di
voler difendere il loro piccolo cortile, di volersi opporre al progresso, di non rispettare le regole: slogan e accuse infondate
in  risposta  ad  argomenti  seri,  a  pratiche  di  protesta  pacifica,  all’utilizzo  rigoroso  di  ogni  spazio  previsto  da  leggi  e
procedure.
L’opposizione  al  TAV  Torino-Lione  è  diventata  in  questi  anni  un  esempio  di  partecipazione  democratica  dal  basso,  di
democrazia  vera,  di  resistenza  all’illegalità  ed  al  sopruso  in  difesa  dei  beni  comuni:  un’opposizione  popolare  che  può
contare sul sostegno della comunità montana e di ben 24 consigli comunali.
 
Viceversa il governo e le potenti lobby che governano l’economia e la finanza, con l’appoggio di partiti di maggioranza e
minoranza, non hanno esitato a stravolgere procedure, infrangere leggi e ingannare l’Unione Europea pur di assicurarsi
un grande business da cui anche la grande criminalità organizzata e le mafie contano di trarre profitto. Hanno scatenato
una grande campagna mediatica per nascondere le dimensioni e le ragioni dell’opposizione, per screditare il movimento
notav  presentandolo  come  covo  di  estremisti  e  sovversivi:  la  criminalizzazione  del  dissenso  è  un’arma  micidiale  a  cui
ricorre solo chi disprezza il confronto democratico e le regole condivise.  
 
Oggi, fallito ogni tentativo di comprare il consenso e la benevolenza di cittadini e sindaci, il governo sta preparando una
nuova prova di forza: il Prefetto assicura che “sarà il Questore a decidere tempi e modi” per installare il primo cantiere. E
mentre la campagna di disinformazione si intensifica rispuntano le intimidazioni mafiose e le provocazioni che si ripetono
puntuali dal 2005 ad oggi, dagli incendi dolosi dei presidi notav alle buste con le pallottole. In nessun caso indagini serie
hanno portato a individuare i responsabili, ogni volta il movimento notav ha denunciato la natura mafiosa di tali gesti, ha
riaffermato e rivendicato con orgoglio il carattere pacifico della propria lotta, ha invitato a cercare esecutori e mandanti tra
chi ha interesse ad avviare i cantieri.
 
Se  questo  è  il  quadro  non  possiamo  rimanere  indifferenti,  non  possiamo  rimanere  in  silenzio  e  ci  rivolgiamo  a  singoli
cittadini,  associazioni,  sindacati,  movimenti,  esponenti  del  mondo  della  cultura  affinché  si  uniscano  a  noi  in  questo
appello.
 
Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa  
 
Come singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura:
x     rifiutiamo l’idea che la realizzazione di una grande opera possa ridursi ad un problema di ordine pubblico
x     condanniamo  senza  riserve  l’invito  ad  usare  la  forza  e  a  militarizzare  il  territorio  lanciato  nei  giorni  scorsi  da
rappresentanti del popolo eletti in Parlamento,  da alcuni partiti e da alcune associazioni di imprenditori
x     denunciamo il disprezzo delle più elementari regole della democrazia e pretendiamo dal governo il rispetto della
legalità,  il  rispetto  dei  diritti  dei  cittadini,  il  rispetto  nei  confronti  della  amministrazioni  locali  democraticamente
elette
x     respingiamo il ricatto e le strumentalizzazioni secondo cui chi si oppone al TAV non difende il lavoro: al contrario
la  realizzazione  di  questa  grande  opera  inutile  penalizzerebbe  pesantemente  le  economie  locali  in  cambio  di
pochi  posti  di  lavorio  precario  e  privo  di  tutele  e  di  diritti,  mentre  un  diverso  utilizzo  delle  risorse  pubbliche
creerebbe numerose opportunità di nuova occupazione
x     le ragioni di chi si oppone a questa grande opera inutile, devastante, che sottrarrebbe enormi risorse economiche
ai servizi pubblici di tutto il paese sono le nostra ragioni: non ci rassegniamo all’idea che il nostro futuro possa
essere deciso da quell’intreccio perverso tra politica, affari e criminalità organizzata che governa ampie aree del
nostro paese e inquina la nostra società.  
 
Il nostro riferimento continua ad essere la Costituzione, quella Costituzione nata dalla Resistenza e oggi troppo spesso
violentata.  Per  queste  ragioni  esprimiamo  la  nostra  solidarietà  alla  resistenza  notav  e  ci  impegniamo  a  sostenerla
concretamente. Invitiamo a diffondere questo appello e a raccogliere nuove adesioni (per aderire: www.notavtorino.org)
 
Torino, 7 Giugno 2011
 
Primi firmatari (tra i promotori a Torino di "Presidiare la Democrazia"):
Comitato notav Torino; Laboratorio per la Democrazia - Torino; Unione Culturale Franco Antonicelli - Torino;  
Ferico Bellono, segretario generale FIOM Torino; Emergency Torino; Pro Natura Torino e Piemonte; Centro Sereno Regis;  
Giuseppe Sergi, docente storia medievale Univ. Torino; Alessandra Algostino, docente Diritto costituzionale comparato Univ. Torino;  
Caffè Basaglia - Centro di animazione sociale e culturale delle comunità; CUB Piemonte; Ass. L'Interezza non è il mio forte;
Fabionews; Officine Corsare; Associazione La Fonte Acquariana; Comitato di cittadinanza attiva Rivalta Sostenibile; MAG4;  
IK Produzioni; Mani Tese Torino