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Manovra ed energia



Nei documenti presentati alle autorità europee, il Governo si era impegnato a un aggiustamento prevalentemente sul lato della spesa.

La manovra approvata al Senato mercoled 7 settembre si muove in direzione opposta poichè si basa sull'aumento delle tasse, innanzitutto sull'inasprimento Iva, che vale a regime più di 4 miliardi; bruscolini verranno dal contributo di solidarietà sui redditi superiori a 300 mila euro: circa 140 milioni a regime.

Complessivamente il contributo delle tasse salira' al 73 per cento nel 2012, anzi di più considerando le nuove tasse degli enti locali che si rifaranno dei tagli ai trasferimenti aumentando le addizionali Irpef, come loro consentito già nel 2012.

Il risultato finale è che per ogni euro generato (alla luce del sole e non in nero), metà andrà all'erario.

E i tagli ai costi della politica? Spariti; un emendamento del governo in zona cesarini ha ridotto il taglio delle indennita' dei membri di Camera e Senato, almeno sei volte di meno rispetto a quanto previsto nel testo originario, e ammorbidito l'incompatibilità del loro mandato con gli altri incarichi pubblici. Per taglio province e dimezzamento parlamentari siamo sempre a livello di promesse.

Riassumendo: settimane di annunci per partorire una "geniale" manovra fatta del solito inasprimento delle tasse, a carico ovviamente di chi già le paga.

Equita'? Ignorata.


Eppure basta essere un padre di famiglia, non un economista, per sapere che non sono le iniziative una tantum ma gli interventi strutturali che possono ridurre realmente il rapporto tra debito e Pil, che sono più recessivi gli aumenti di tasse che i tagli alla spesa e che per dare un senso ai sacrifici occorre una strategia, diciamo di accompagnamento, che stimoli fiducia, con regole che facilitino attività economica in nuovi settori.


A cosa serviranno questi nuovi sacrifici? A continuare a pagare interessi sul debito e rassicurare il mercato sul fatto che potra' continuare a giocare sulle nostre spalle, come ha fatto sinora.

Mercato che ha nomi e cognomi, cinque società di intermediazione: J.P. Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc USA e cinque banche: Deutche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-merill Linch e Bnp-aribas, controllano il 90% del totale dei titoli derivati (al 1 trimestre 2011 fonte Federal Reserve).


La domanda viene spontanea: giusto far fatica a tirare la fine del mese per permettere a questi signori di continuare il loro avido gioco?

"i mercati finanziari non sono qualcosa di imparziale e neutrale, ma sono espressione di una precisa gerarchia: lungi dallessere concorrenziali, si confermano come fortemente concentrati: una piramide che vede al vertice pochi operatori finanziari in grado di controllare il 70% dei flussi finanziari globali e, alla base, una miriade di piccoli risparmiatori che svolgono una funzione meramente passiva". (Andrea Fumagalli).


No non è giusto, questo è lo scandalo di questa manovra.


Limitandoci al settore energia, la manovra si rivela assurda poichè non ha compreso alcuna misura di sviluppo del settore green, fra i pochi che nel biennio abbia prodotto lavoro e reddito, nessuna misura semplificativa (vero motore di sviluppo, non i soliti incentivi) o sgravi fiscali (perchè non un annuncio dell'estensione della detrazione del 55% stabile per i prossimi cinque anni per interventi di efficienza energetica? Tremonti non ha provato a pensare a quanta Iva avrebbe incamerato? Ha calcolato quanta ne ha recuperata solo lo scorso anno grazie a un fotovoltaico che ha superato i 10.000 MW ?).

L'intervento invece è consistito anche qui - nell'inasprimento di una tassa, la cosiddetta "Robin Tax", una maggiorazione dell'aliquota IRES introdotta nel 2008 dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti quale misura etica per tassare i profitti dei petrolieri e degli speculatori accusati dei prezzi record del petrolio e della benzina raggiunti nel corso di quell'anno, con lo scopo di utilizzarli come forma di sostegno alle persone bisognose attraverso la "Social card", un' altra delle geniali invenzioni del presente governo. Nel 2009, con la legge n. 99 (ex Ddl Sviluppo) l'aliquota venne portata dal 5,5 al 6,5 per cento, destinando i nuovi proventi al finanziamento dei giornali di partito.

Ora le nuove norme, come le ha riassunte l'Autorità per lenergia elettrica ed il gas:

-ampliano il novero delle attività energetiche cui si applica la citata maggiorazione includendovi anche le attivit di trasmissione e dispacciamento dellenergia elettrica,

trasporto del gas e le attivit di distribuzione sia del gas che dellenergia elettrica;

- eliminano lesenzione precedentemente prevista per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (biomasse, solare-fotovoltaica, eolica);

- incrementano dal 6,5% al 10,5% l'addizionale, da applicarsi nei tre esercizi finanziari successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010.


Perchè una tassa per una categoria industriale specifica? Perchè fa più profitti delle altre? Beh, la situazione odierna rispetto a quella in cui venne varata originariamente la tassa molto cambiata e questo vale in particolare per l'attività di produzione di energia elettrica da fonti tradizionali (termoelettriche) e, più specificatamente, per gli impianti termoelettrici a ciclo combinato, anche di recente realizzazione, che utilizzano il gas naturale. A causa della contrazione dei consumi in seguito alla crisi internazionale e della riduzione della quota di mercato contendibile in seguito al prepotente aumento delle fonti rinnovabili incentivate, i margini conseguibili dagli impianti termoelettrici si sono fortemente ridotti [...]" (*Fonte AEEG).

Colpendo poi il settore delle reti, si rischia di ridurre gli investimenti che sono urgenti per migliorare la rete elettrica e permettere l'utilizzo della produzione rinnovabile, quanto all'estensione dell'Ires a questo comparto, che dire di uno Stato che da un lato si fa carico di incentivarne la produzione e dall'altro stabilisce una tassa su di essa?

Questo governo aveva varato un piano nucleare con l'obiettivo, fra gli altri, di ridurre il costo dell'energia , ma nei fatti continua a considerare il settore (accise benzina compresa) come un paniere a cui attingere a richiesta.

Ottima cosa se l'obiettivo è quello di tirare a avanti il più possibile sulle spalle dei contribuenti, pessima se si ha a cuore le persone che abitano il Paese.


-Roberto Meregalli

Beati i costruttori di pace




* SEGNALAZIONE DELLAUTORITA' PER LENERGIA ELETTRICA E IL GAS AL PARLAMENTO E AL GOVERNO IN ORDINE AD ALCUNI EFFETTI DELLART. 7 DEL DECRETO-LEGGE 13 AGOSTO 2011, N. 138 NEI SETTORI DELLENERGIA.