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vendita edifici: dal 2012 è obbligatorio indicare la prestazione energetica




da ilcambiamento.it
 
 Efficienza Energetica

Vendita Edifici: dal 2012 è obbligatorio indicare la prestazione energetica
Dal 1 gennaio 2012 in tutti gli annunci di vendita di edifici è obbligatorio riportare l'indice di prestazione energetica dell'immobile. Una novità introdotta dal Dlgs 28/2011, più noto come 'decreto rinnovabili', che potrà contribuire a orientare gli acquisti in direzione di una maggiore attenzione all'efficienza energetica e alla riduzione dei consumi.
di Angela Lamboglia - 18 Gennaio 2012

Dal 1 gennaio 2012 in tutti gli annunci di vendita di edifici è obbligatorio riportare l'indice di prestazione energetica dell'immobile
Acquirenti più informati, costruttori più attenti alla prestazione energetica degli immobili. A partire da quest'anno, insieme ai tradizionali criteri di valutazione della qualità di un edificio, tenderà ad acquisire sempre più peso la sua efficienza energetica e quindi la capacità di pesare meno sull'ambiente e sulle tasche di chi vi risiede o lo utilizza per altri fini.
Con il Dlgs n. 28 del 3 marzo 2011 - che attua in Italia la direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili - diventa obbligatorio nei contratti di compravendita o di locazione fornire all'acquirente o al conduttore la documentazione relativa alla certificazione energetica dell'edificio. Non solo, gli annunci commerciali di vendita devono riportare l'indice di prestazione che un tecnico abilitato ha verificato e documentato nell’attestato di certificazione energetica (ACE).
Secondo quanto chiarito dal Consiglio Nazionale del Notariato, il vincolo si applica anche alle operazioni di permuta, vendita di eredità o di azienda e un contratto che non contenga informazioni in merito alla prestazione dell'immobile – neanche in forma di autodichiarazione - potrà essere considerato nullo.
Attraverso la conoscenza di questi dati, chi acquista un immobile sarà in grado di confrontare il rendimento di diversi edifici, valutare i benefici che ciascuno è in grado di offrire e la convenienza rispetto al prezzo, ed orientarsi verso quello più efficiente.

Chi acquista un immobile sarà in grado di confrontare il rendimento energetico di diversi edifici
Più in generale, la norma dovrebbe progressivamente condurre a una migliore qualità del patrimonio immobiliare nazionale, in termini di contenimento dei consumi, grazie a un meccanismo virtuoso per cui gli acquirenti tenderebbero a premiare gli edifici più efficienti, quelli di classe A. Fino a espellere dal mercato gli immobili dal rendimento più basso. Secondo il direttore del Cresme, Centro ricerche economiche sociali di mercato per l'edilizia e il territorio, Lorenzo Bellicini, “già gli edifici in Classe B, sono ormai quasi fuori mercato”.
Così nella teoria e probabilmente anche nella pratica, se non fosse che il decreto non introduce alcuna sanzione per chi non rispetti la regola. A ciò si aggiunge che la maggior parte delle regioni italiane non ha ancora legiferato sulla materia e - sempre secondo quanto osservato dal Consiglio Nazionale del Notariato - poiché la certificazione energetica deve essere predisposta in base alla normativa regionale, laddove tale disciplina manchi i contratti privi dell'ACE sono da considerarsi validi.
Ad oggi le uniche regioni ad aver previsto sia norme specifiche per i casi di compravendita e locazione, che sanzioni per gli inadempienti in entrambe le circostanze, sono Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia. Altre regioni, come Emilia-Romagna, Liguria e Toscana, hanno stabilito il vincolo di allegare l'attestato di certificazione energetica in caso di trasferimento o locazione di immobili, ma non multe per violazione della norma.
Quanto al resto dell'Italia, la strada da fare è ancora tanta.