[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

colorante cancerogeno la coca cola cambia ricetta - ma solo in california -




''Colorante cancerogeno'': la Coca Cola cambia ricetta (ma solo in California)

L'inchiesta de Il Salvagente l'anno scorso.
Ha resistito un anno alle accuse di mezzo mondo, ma alla fine è stata piegata dalla minaccia di dover inserire in etichetta l’allerta “a rischio cancro”. La Coca-cola (e con lei la Pepsi), rivela la Bbc, starebbero abbandonando  il colorante E150D. Nonostante continuino a definirlo “un allarme senza fondamenti”, le due multinazionali hanno finito per correggere la formula delle loro bevande dopo che la California li ha inseriti nella lista dei potenziali cancerogeni.

La pressione dei consumatori americani
E dopo che molte associazioni dei consumatori, prima fra tutte il Center for Science in the Public Interest, avevano avviato petizioni per ottenere il divieto d’uso dell’E150d. Il Salvagente, esattamente un anno fa, aveva denunciato - unico in Italia - lo scandalo con un’inchiesta di copertina dal titolo eloquente: “Cola&Company, il colore del pericolo”.

Il Salvagente lo aveva detto un anno fa
L’inchiesta, a firma Barbara Cataldi, è stata pubblicata sul numero 12 del 2011. Ecco l’articolo, che cita i numerosi studi scientifici che "inchiodavano la Coca Cola".

L'inchiesta pubblicata il 24 marzo del 2011
Può finire dappertutto. Nelle bibite e in molte caramelle, nell'aceto balsamico e nei liquori digestivi, nei superalcolici e nella salsa di soia, nelle conserve di frutta rossa, nei pâté e nelle barrette dimagranti. Insomma in tutti quegli alimenti che hanno bisogno di una tinteggiata di marrone scuro o nero. Si chiama caramello solfito-ammoniacale , in codice E 150d . Non è l'unico colorante da tenere sotto osservazione tra quelli che appartengono alla sua famiglia, ma di sicuro è il più diffuso. Anche perché è utilizzato nella bibita più famosa del mondo, la Coca-cola , così come nella sua rivale storica la Pepsi e in quasi tutte le cole in commercio.

Il caso sollevato dall'Huffington Post
Negli Usa, solo un mese e mezzo fa, l'E 150d ha scatenato un putiferio. Sul quotidiano on line più trendy d'America, The Huffington Post , è stato pubblicato un articolo che associa il consumo del colorante a un maggior rischio d'insorgenza del cancro . Il pericolo si nasconde in una sostanza potenzialmente cancerogena, il 4-MEI , residuo non voluto del processo di produzione dei caramelli a base di ammoniaca, pescato in quantità consistente in Coca-cola, Pepsi e altre 3 cole da un gruppo di ricercatori dell'Università di Davos in California.

Verso il bando
Immediata l'azione di una delle più importanti associazioni nordamericane per la tutela della salute pubblica, la Cspi (Center for science in the public interest), che in una petizione ha chiesto all'Fda, di bandire i coloranti sintetici a base di ammoniaca, l'E 150d, appunto, e l'E 150c (caramelli di classe III e IV). Mentre si attende la decisione del ministero della Salute Usa per la fine di marzo, in Europa il dibattito resta sconosciuto ai più.

Il pronunciamento dello Iarc
Eppure lo scorso febbraio la Iarc , l'Agenzia internazionale di ricerca contro il cancro dell'Oms, ha rivalutato la pericolosità del sottoprodotto 4-MEI (4-metylimidazole) inserendolo nella lista delle 249 sostanze potenzialmente cancerogene per la specie umana. "La popolazione è esposta al 4-methylimidazole attraverso la sua presenza nei caramelli di classe III e IV, che sono coloranti largamente utilizzati, in particolare nelle bibite", si scrive in un articolo che verrà pubblicato il prossimo 1 aprile sul Lancet On cology . "4-Methylimidazole è sta to testato riguardo alla carcinogenicità in topi e ratti in uno studio sull'alimentazione degli animali, e ha causato l'aumento dell'incidenza dei carcinomi degli alveoli e dei bronchi nei topi maschi e femmine, e della leucemia nei topi femmina. Il meccanismo della carcinogenicità non è ancora stato chiarito", si spiega sulla rivista.

Una ricerca americana
La ricerca che ha scoperto la pericolosità del 4-MEI risale al 2007 ed è stata condotta dal National toxicology program (Ntp) degli Stati Uniti, autorevole agenzia di ricerca governativa. In seguito ai dati emersi in quell'occasione lo Stato della California ha inserito la sostanza, presente nei caramelli a base di ammoniaca, in una lista nera ufficiale, nota negli Usa come Pro position 65, elaborata dall'agenzia per la salute Oehha. Nella black list, aggiornata ogni anno, sono previsti limiti molto stringenti che tengono conto dell'esposizione quotidiana a più sostanze: 16 microgrammi per persona al giorno per ogni singolo prodotto consumato a prescindere dalla sostanza.

L'Authority europea tiepida
Nelle cole analizzate dall'università californiana, però, è stata trovata una quantità di 4- MEI che supera6 volte la soglia di legge. I ricercatori guidati dal dottor Shi bamoto e da J.K. Noon hanno scoperto che in ogni lattina delle cole più popolari, tra cui Coca-cola e Pepsi-cola, sono presenti circa 100 microgrammi di 4-MEI. Questo nuovo allarme, però, non sembra preoccupare l' Efsa , l'autorità per la sicurezza alimentare europea. L'Authority l'8 marzo ha diffuso una valutazione scientifica proprio sui caramelli, abbassando la dose massima giornaliera per l'E 150c, o caramello ammoniacale, e la dga di tutta la famiglia di questi coloranti, ma non è intervenuta sul più comune E 150d.

Limite troppo alto
E ha confermato il limite per il 4-MEI che resta alto: 250 mg/kg di colorante. Anche se l'Efsa con il suo documento costringe la Commissione europea a occuparsi di coloranti al più presto, di fatto rinuncia a intervenire sullo spinoso tema "cancro" . E con un doppio salto mortale nella sua valutazione scientifica prima sostiene che non ci sono evidenze di cancerogenicità per il 4-MEI e poi raccomanda di tenere i livelli dei sottoprodotti dei coloranti entro il limite più basso tecnologicamente possibile. Come dire che queste sostanze non ci dovrebbero essere, ma che a decidere se e quando eliminarle ci pensi l'industria.

Un desolante déjà vu
Suona come un déjà vu, se solo si pensa all'acrilammide o ad altre decisioni un po' pilatesche dell'agenzia alimentare europea. Inoltre tra gli ingredienti vengono utilizzati estratti di frutta e verdura (tra i più importanti la mela, la carota e l'ibiscus) che, insieme al malto e agli aromi, conferiscono il gusto alla bevanda". La bibita riveduta e corretta è stata messa in commercio nel 2009, dopo che i risultati della ricerca del National toxicology program del governo Usa sul 4-MEI presente nel colorante a base di ammoniaca hanno rivelato il rischio cancerogenicità del caramello usato da Coca-cola e Pepsi-cola. "Noi abbiamo deciso e messo a punto la ricetta direttamente con l'azienda che produce il compound, la cosiddetta miscela preimpostata", racconta Brisigotti. "Questo fornitore produce da anni ricette 'caramel free' per altre grandi catene di distribuzione europea.

Quel colore caramellato
Il colore della bevanda è dato esclusivamente da estratti naturali ed è assolutamente priva di caramello; tra l'altro, il colore delle cole con caramello è più scuro delle cole caramel-free. Il nome del produttore del compound è Cott, quest'ultimo invia diversi ingredienti ai nostri imbottigliatori (Spumador e Nocera Umbra) che aggiungono acqua, anidride carbonica e altri ingredienti".''Assobibe studierà con attenzione il parere dell'Efsa ma è soddisfatta di leggere che il Panel ha riaffermato la sicurezza del colorante caramello

La Coca cola: "Tutto sicuro"
La Coca-cola chiamata in causa dal Salvagente si trincera dietro il commento dell'associazione che la rappresenta, Assobibe. L'organizzazione, che raccoglie le aziende di bevande analcoliche della Confindustria, naturalmente, ha ringraziato l'Efsa e i suoi esperti "per la chiarezza che con le loro analisi approfondite assicurano al settore". Anche perché di fatto hanno delegato agli stessi produttori la scelta di ridurre o meno la presenza del caramello a rischio e di intervenire o meno sulla sua purezza tecnologica. E scrive in una nota: "Assobibe studierà con attenzione il parere dell'Efsa, ma nel contempo è soddisfatta di leggere che il Panel ha riaffermato la sicurezza del colorante caramello normalmente usato nelle bevande analcoliche, E 150d. Tutti gli additivi usati nei prodotti delle aziende associate sono stati analizzati e la loro sicurezza confermata dagli organismi legislativi preposti sia a livello europeo che mondiale".