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efficienza energetica. l'edilizia italiana è un colabrodo



da ilcambiamento.it
 
Efficienza energetica: "L'edilizia italiana è un colabrodo"

Il 5 giugno scorso, in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente,
Legambiente ha presentato una radiografia energetica del patrimonio edilizio
italiano. La campagna sull'efficienza energetica 'Tutti in Classe A' ha
analizzato 200 edifici analizzati, da Bolzano a Bari, in mostra alla Festa
dell'architettura di Perugia. Le termografie bocciano edifici progettati da
Fuksas, Krier, Gregotti. Tra le Regioni, promosse solo Trento, Bolzano,
Piemonte e Lombardia. In tutte le altre obiettivi e regole inadeguati, e
nessun controllo sugli edifici.
di Legambiente - 7 Giugno 2012

Legambiente ha presentato una radiografia energetica del patrimonio edilizio
italiano
In classe A si vive meglio. Nessuna, o quasi, dispersione di calore e
consumi energetici ridotti, d'estate come d'inverno. In una casa ben
progettata, isolata e certificata sono pressoché assenti i ponti termici tra
le strutture portanti e in corrispondenza delle superfici balconate o delle
soglie delle finestre. Lo mostrano bene le termografie effettuate su edifici
certificati di Bolzano, Torino, Firenze, Udine e Perugia per la campagna
sull'efficienza energetica di Legambiente, Tutti in classe A. Specialmente
se messe a confronto con quelle di edifici, anche nuovi, dove l'isolamento è
carente.
La termografia è una sorta di radiografia a colori, che consente di capire
come sono costruiti gli edifici sotto il profilo dell'isolamento termico, e
quindi di svelare la qualità o meno degli edifici in cui viviamo o
lavoriamo. Uno strumento nuovo al quale ricorre Legambiente con un obiettivo
semplice e preciso: mostrare i vantaggi degli edifici ben costruiti e gli
svantaggi di quelli fatti male. Perché la vivibilità degli edifici nei quali
passiamo larga parte delle nostre giornate dipende dal modo in cui sono
progettati e costruiti.
E non esiste, oggi, alcuna ragione, economica o tecnica, che impedisca di
realizzare esclusivamente edifici di classe A, che si avvalgano, poi, anche
del contributo di pannelli solari termici o fotovoltaici, o altri impianti
da fonti rinnovabili per arrivare sostanzialmente ad azzerare la spesa delle
famiglie legata all'energia.
I tecnici di Legambiente hanno esaminato 200 immobili in 21 città d'Italia.
Il rapporto 2012 Tutti in classe A presenta dunque una radiografia
aggiornata del nostro patrimonio edilizio, che l'associazione diffonde oggi
per la giornata mondiale dell'ambiente e che verrà esposta a Perugia a
partire dal 7 giugno nell'ambito di Festarch, il festival internazionale
dell'architettura.

Non esiste, oggi, alcuna ragione, economica o tecnica, che impedisca di
realizzare esclusivamente edifici di classe A
Oltre a segnalare esperienze positive o evidenti criticità in case nuove "ma
nate già vecchie", analizza costi e benefici dell'efficienza energetica in
edilizia, rileva i problemi ancora aperti della normativa nazionale e fa il
punto sulla situazione nelle diverse Regioni rispetto all'applicazione della
direttiva europea di riferimento. Le ragioni sono molto semplici: gli
edifici sono responsabili di una grossa fetta dei consumi energetici
italiani e delle emissioni di gas serra. Tra il 2000 e il 2010, i consumi
legati all'edilizia sono cresciuti più degli altri e rappresentano
complessivamente il 53% dei consumi elettrici e il 35% di quelli energetici
totali.
È dunque importantissimo intervenire in questo settore, se si vuole
invertire la situazione e ridurre le emissioni di CO2. La direttiva europea
2002/91 ha introdotto precisi obiettivi in termini di rendimento energetico
e l'obbligo della certificazione degli edifici nuovi (con le diverse classi
di appartenenza, dalla A alla G) e nelle compravendite di quelle esistenti.
Poi Bruxelles si è spinta oltre, con la direttiva 31/2010, che prevede date
precise per una transizione radicale.
Dal 1 gennaio 2021 tutti i nuovi edifici, sia pubblici che privati, dovranno
essere 'neutrali' da un punto di vista energetico, ossia garantire
prestazioni di rendimento dell'involucro tali da non aver bisogno di apporti
per il riscaldamento e il raffrescamento oppure di soddisfarli attraverso le
fonti rinnovabili.
"Vogliamo incalzare governo, regioni e comuni affinché accompagnino con
regole chiare e controlli la riqualificazione energetica del patrimonio
edilizio - spiega Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente - Dopo i
ritardi e gli ostacoli posti nei confronti della certificazione degli
edifici ora si deve cambiare passo. Occorrono controlli veri e indipendenti
sugli edifici, e si devono aumentare progressivamente le prestazioni
energetiche e il contributo delle fonti rinnovabili, perché è possibile
ridurre fino ad azzerare i consumi delle case in cui viviamo. Scegliere
questa strada è la migliore risposta alla crisi economica e per rilanciare
il settore delle costruzioni, e una battaglia nell'interesse dei cittadini
che hanno il diritto di abitare in case a bollette zero".

La termografia è una sorta di radiografia a colori, che consente di capire
come sono costruiti gli edifici sotto il profilo dell'isolamento termico
L'analisi termografica ha riguardato edifici costruiti nel dopoguerra e
altri più recenti. Sono state verificate anche le prestazioni di quelli
certificati di Classe A e di quelli ristrutturati. Sono stati analizzati 91
edifici costruiti dopo il 2000, ossia dopo che le direttive europee avevano
già chiarito tutti i riferimenti in materia di risparmio energetico e
isolamento per chi aveva la responsabilità di progettare e costruire.
Su quasi tutti questi immobili "nuovi e già vecchi" i problemi sono
evidenti - dal Villaggio Olimpico di Torino, alla Giudecca a Venezia fino
alla periferia di Bari, dal complesso Porta Nuova di Pescara o al quartiere
Bufalotta a Roma, ad esempio - si ravvisano problemi di elementi
disperdenti, con distribuzione delle temperature superficiali estremamente
eterogenee. Anche, spesso, per edifici che si promuovono come 'biocase' o a
basso consumo energetico. La conseguenza è che si hanno temperature più
elevate del dovuto d'estate e più fredde d'inverno, con disagio e bollette
più care.
Ma la dimostrazione che in 'Classe A' si vive meglio la danno le termografie
di edifici ben progettati e costruiti, certificati, come il Kondominium
Rosenbach a Bolzano, gli immobili in via cittadella a Firenze, in via
Lumignacco a Udine o in località Fontana a Perugia, che mostrano invece un
comportamento omogeneo delle facciate e l'assenza di ponti termici
significativi. Si può osservare, inoltre, come vengano sfruttati tanto l'esposizione
dell'edificio quanto i materiali delle diverse facciate, al fine di
sfruttare al meglio la radiazione solare, minimizzando i consumi energetici
per il condizionamento invernale. I fortunati abitanti di questi edifici
arrivano a pagare fino a 2mila euro in meno all'anno di spesa energetica
rispetto a chi abita in una casa di Classe G.

Tra le Regioni, promosse solo Trento, Bolzano, Piemonte e Lombardia. In
tutte le altre obiettivi e regole inadeguati, e nessun controllo sugli
edifici
Un'attenzione che manca, purtroppo, persino in edifici progettati da
architetti di fama internazionale e costruiti negli ultimi dieci anni, come
mostrano le termografie realizzate su edifici costruiti a Milano e
Alessandria da Fuksas, Krier e Gregotti. Le case in via Leoni a Milano, nel
quartiere Pista di Alessandria e Bicocca di Milano, all'analisi a infrarossi
presentano risultati simili a quelli di altri edifici recenti e di firme
meno prestigiose, con difetti nelle superfici perimetrali ed elementi
disperdenti nelle strutture portanti. "Se in tutti e tre gli edifici
analizzati è chiara l'impronta architettonica che si voleva proporre -
commenta Edoardo Zanchini - è invece da rivedere completamente l'attenzione
all'efficienza energetica. Le regole previste dalle direttive europee per l'isolamento
degli edifici valgono per tutti, e anche le archistar devono studiare se
vogliamo tutti contribuire a migliorare la qualità dell'edilizia italiana".
Il vero campo d'intervento, se si vuole ripensare qualità dell'abitare e
consumi energetici del patrimonio edilizio italiano è rappresentato dagli
edifici costruiti nel secondo dopoguerra. Si può stimare, infatti, che tre
quarti degli edifici in Italia siano stati costruiti tra il 1946 e il 1991 e
il 30% è in condizioni pessime o mediocri. Sono 89 le analisi termografiche
effettuate su edifici a uso residenziale e direzionale, costruiti fra gli
anni 50 e i primi anni 90, che mostrano difetti di dispersione energetica
che erano prevedibili in immobili costruiti spesso di fretta, con materiali
scadenti e poca attenzione al risparmio energetico.
Va ricordato che è in edifici costruiti in questi anni che vive larga parte
dei cittadini italiani. A dimostrare, però, che migliorare le condizioni di
chi abita in queste abitazioni è possibile sono le termografie effettuate su
edifici di Pescara, Firenze e Pesaro nei quali sono stati realizzati
interventi di isolamento attraverso 'cappotti termici'.

Legambiente, chiede al governo di avere il coraggio di percorrere una chiara
strada di innovazione
In un periodo di crisi come quello che attraversa il mercato immobiliare
italiano, lo sforzo d'innovazione proposto dall'Unione Europea apre nuove
prospettive di sviluppo e rappresenta un'occasione da non perdere, nell'interesse
del Paese. È un'opportunità che va colta fino in fondo, per arrivare ad
azzerare le bollette delle famiglie, per creare lavoro. Per raccogliere
questa sfida e combattere i mali di cui soffre il settore edilizio italiano,
Legambiente, chiede al governo di avere il coraggio di percorrere una chiara
strada di innovazione.
In primo luogo introducendo regole omogenee in tutta Italia per la
certificazione e, soprattutto controlli sugli edifici e sanzioni per chi non
rispetta le regole; poi stabilendo per i nuovi edifici e per le
ristrutturazioni edilizie oltre una certa dimensione lo standard minimo
obbligatorio di Classe A, in modo da garantire una riduzione drastica dei
consumi da fonti fossili per il riscaldamento e raffrescamento delle case,
ma con pari o maggiore comfort; infine premiando nelle ristrutturazioni
edilizie il miglioramento della classe energetica di appartenenza (ad
esempio per chi passa dalla E alla C o alla B, per chi raggiunge la A).
Tutti in Classe A presenta anche una pagella delle Regioni italiane in
materia di efficienza energetica. Promosse le Province di Trento e Bolzano,
Piemonte e Lombardia che hanno anticipato il recepimento delle direttive
europee e stabilito controlli e sanzioni per la certificazione. Tutte le
altre Regioni presentano buchi normativi, sanzioni inadeguate, controlli
assenti o a campione. Investire in manutenzione è un'opportunità per
incrociare gli obiettivi energetici - oggi vincolanti - con quelli -
purtroppo non vincolanti e troppo spesso dimenticati - di messa in sicurezza
del patrimonio edilizio, di adeguamento degli alloggi alle nuove domande
delle famiglie, e magari di maggiore vivibilità di tante periferie.