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I: LETTERA AL PRESIDENTE MARIO MONTI.




Ogg: LETTERA AL PRESIDENTE MARIO MONTI.

Caro Presidente Mario Monti,


Per il bene del paese la inviterei a dimettersi per non continuare a danneggiare la Nazione.

Non ci riuscirà, l'Italia é in preda a una punizione Internazionale e continuare significa affondare sempre di più.


Per favore si metta da parte "da parte" con tutta la sua tribù di Professori a scuola, ma principianti in Politica.


Mi ceda il posto, ho ben chiaro il programma ed avrò 60 milioni di Italiani con me, il Paese riprenderà come un miracolo.


Cordialmente,


Anthony Ceresa.


INNO ALLA CRISI.

 

Che tristezza, la Befana non c’è più,

pure Gesù se n’è andato,

lasciando dietro di  se,

monti, colline e vallate aride.

 

Le capre belano, hanno fame,

gli uomini e le famiglie tribolano,

il paese brucia,

lo spread gioca capolino,

le ditte chiudono,

i Marocchini chiedono la Presidenza della repubblica,

mentre la tribù degli eletti,

dopo aver spolpato l’osso alla Nazione,

si contendono gli assensi

per non perdere i privilegi.

 

Le elezioni sono prossime e

gli avvoltoi si preparano,

un po’ di sale qui, una bugia la

e la mensa si arricchisce.

  

I miei migliori amici sono i nemici

che mi scrivono per contraddire

Il mio pensiero di uomo quadro.

 

Insisto, non avvicinatevi a quel frutto,

è Politica acerba, non è da mangiare,

poverelli, non mi ascoltano,

non conosco un altro modo per spiegare,

convincerli, fermarli, farli ragionare.  

 

Non so ne leggere,  ne scrivere,  quel

maledetto linguaggio Politico Nazionale

e per complimento a tutti i macachi,

aguzzini e sostenitori che sbaffano

Governando il nostro Paese,

li  chiamo randagi,  perché

passano da un letto all’altro,

da un Partito all’altro,

senza esitare,

sono stravolti dal soldo.

 

Non so se è offensivo, il mio lessico

é elementare, sono ignorante, disinformato,

 leggo senza capire,

per me i testi comuni non hanno senso.

Parlo come vedo, sono sordo,

quasi cieco, rattristato,

 porto occhiali a fondo di bottiglia

per poter osservare le innumerevoli anime smarrite,

accomodate nei posti di comando.

 

Loro non ci stanno,  gonfi  di boria,

 perché si ritengono super uomini,

Dottori in Filosofie Politiche dell’arraffare,

Scienziati in Economie dello sperpero e del Linguaggio,

soltanto gli Aborigeni li possono capire.

 

Hanno il Potere in mano.

Da Corsari dei mari, finiti a terra,

han fatto di Roma la Capitale del Regno,

con abitudini tramandate per tradizione,

fottere il prossimo è tutto ciò che sanno fare,

rinnegando Dio, i loro genitori e fratelli.

 

Hanno creato un mondo alla rovescia

e se ne infischiano del prossimo,

condizionati da escort, droga e alcolici,

Bunga Bunga é il loro divertmento preferito

che considerano virtù moderne,

qualche volta vanno persino in chiesa a

 controllare se Dio si fosse svegliato.

 

La crisi non li spaventa perché

Essi stessi sono la perversione,

Guidati dalla dolce vita

Su barche a vela e vetture Tedesche,

sempre sbronzi e in dolce compagnia.

 

Viaggiano di continuo a nostre spese,

con abbondanti scorte legate al piede,

Vivono senza principi, ne famiglia,

Scoreggiano dalla bocca parole insensate

Per convincere gli stolti ad applaudire,

Soltanto gli Aborigeni li possono capire.

 

Siedono comodi in poltrone soffici

E campano del sudore dei lavoratori,

Il Paese ne ha fin troppi, quanti danni,

solo Dio sa quanto ci costano.

 

Per cambiare il nostro destino,

bisognerà attendere, quanto tempo non si sa,

quel giorno nel quale dietro al feretro

con un mazzolino di fiori,

e perché no, anche una preghiera,

dopo tutto sono stati compagni dei nostri tempi di crisi.

 

Essi non sanno che vanno a bruciare

per rinsaldare  le anime che hanno tanto sofferto

le loro innumerevoli mascalzonate terrene,

mentre noi continueremo a vivere

gli effetti di una crisi ereditata da incapaci,

con  una tazzina di buon caffè all’Italiana.

 

Anthony Ceresa - Milano Italia.