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I: Insistiamo RISPOSTA





----Messaggio originale----
Da: a.ceresa2002 at libero.it
Data: 30/12/2012 22.09
A: <fiduciainmonti at gmail.com>
Ogg: R: Insistiamo


LA SITUAZIONE REALE CHE DOVREBBE SODDISFARE LA VOSTRA INSISTENZA: 1- Signor Monti, i dati Istat ci dicono che il Pil nel 2012, è precipitato ad un -2,3%, contro il +0,4% del 2011. L?Italia non era in recessione nel 2011, con lei il 2012 è stato l?anno primo della recessione peninsulare. I consumi sono precipitati da -0,9% nel 2011 ad un -3,2% nel 2012, ma secondo alcune associazioni di consumatori arriveranno ad un -5% già ad inizio 2013. L?inflazione nel 2012 ha toccato il 3,3%, era al 2,8% nel 2011. La produzione industriale è crollata, grazie alle ricette del suo governo, a -4,8% rispetto al mese di settembre del 2011. Le aziende serie lasciano questo paese per trasferirsi all?estero. Con loro anche i capitali. La disoccupazione è, ufficialmente al 10,6% (2.800.000 persone, con un aumento di 609.500 unità), esclusi i cassintegrati, che non entrano a far parte delle statistiche dei senza lavoro. Era all?8,4% nel 2011. Per la Bce ? notoriamente vicina a lei ? è pari al 12%. I giovani senza occupazione sono il 35%. Nel 2011 erano il 27,9%. Le imprese a rischio chiusura nel 2012, per Bankitalia, erano 1 su 3, per Confcommercio 150 mila. Lei è stato nominato per porre rimedio al debito pubblico insostenibile di questo malconcio stivale. Un anno a Palazzo Chigi ha fatto superare il record di 2000 miliardi di euro, 80 miliardi in più rispetto al suo insediamento, facendolo schizzare al 126,5% del Pil. Un aumento del 6,5% rispetto al 120% del 2011. Ancora: la fiducia dei consumatori è scesa ai minimi storici. Nell?ultimo anno, in Italia, gli stranieri hanno investito un decimo di quanto han fatto in Macedonia. L?utilizzo dei prodotti petroliferi è tornato indietro di mezzo secolo, agli anni precedenti il boom economico italiano. Con lei sono in picchiata le accensioni di mutui per l?acquisto di case: -40% nel dicembre 2012 rispetto al dicembre del 2011. Infine, a ridosso del Natale del 2012, il 29% della popolazione italiana risultava statisticamente inserita tra coloro che ?vivono ai limiti della soglia di povertà?. Tutto questo ben di Dio, grazie anche all?ennesima, inutile riforma delle pensioni (che ha lasciato decine di migliaia di persone senza lavoro e senza soldi, i cosiddetti ?esodati?) e ad una pressione fiscale che è aumentata di diversi punti percentuali in un solo anno. Nonostante questa sequela di ?successi? da spavento, lei ha insistito con la stralunata litania secondo la quale avrebbe ?salvato l?Italia?. Vengo alla domanda: ma non si vergogna? 2- Signor Monti, dopo aver attentamente ascoltato le sue uscite pubbliche, soprattutto da settembre in poi, sono andato a sbirciare Wikipedia. Secondo la celebre e democraticissima enciclopedia online, ?la psicopatia è un disturbo mentale caratterizzato principalmente da un deficit di empatia e di rimorso, di emozioni nascoste, di egocentrismo ed inganno. Gli psicopatici sono fortemente propensi ad assumere comportamenti devianti e a compiere atti aggressivi nei confronti degli altri. Spesso gli psicopatici sembrano persone normali: simulano emozioni che in realtà non provano, o mentono sulla propria identità?. Anthony Ceresa.

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Il 29/12/2012, Fiducia in Monti ha scritto:




http://fiduciainmonti.com/2012/12/29/insistiamo/

Lista unica o più liste coalizzate? Sembra dunque che alle elezioni politiche del prossimo 27 febbraio le forze politiche che fanno capo a Mario Monti concorreranno al Senato con una lista unica e alla Camera con più liste in coalizione. Il criterio prevalente è però quello della pluralità delle liste. Al punto che, per quanto riguarda il Senato, la motivazione per la quale è stata decisa la lista unica è solo quella di una presunta convenienza tecnica. Secondo la vigente legge elettorale, sono ammesse al riparto dei seggi al Senato le liste (coalizzate o no) che abbiano ottenuto a livello regionale almeno l’8 per cento dei voti validi espressi; mentre per le liste che non raggiungono quel risultato occorre ottengano almeno il 3% dei voti all’interno di una coalizione che superi la soglia del 20%. È un segnale di debolezza quello di uno schieramento “a vocazione maggioritaria” che teme, con una diversa configurazione di liste, di non raggiungere la soglia di sbarramento del 20%; segnale di debolezza ancora più significativo quello di una “lista Monti” che teme di non raggiungere l’8%. La motivazione fornita equivale a dire che se non si temesse di non superare quella soglia anche al Senato si sarebbe preferito presentarsi con una coalizione di più liste.
Come infatti si fa per la Camera. Ha probabilmente ragione Antonio Polito quando osserva che non presentarsi con una lista unica “non è il segno di novità che sarebbe stato lecito aspettarsi, la nascita cioè di un raggruppamento che anche nella sua forma rappresentasse quella rottura col passato della vecchia politica che Monti dice di voler rappresentare”. La stessa cosa dice, paradossalmente, Casini, il più determinato per la coalizione di liste, quando spiega che è sbagliato rinunciare al vecchio simbolo, cioè alla “vecchia politica”. E in fondo lo stesso Mario Monti avverte il pericolo quando annuncia che vigilerà “sulle liste” (con l’aiuto di Enrico Bondi) e che “saranno stabiliti criteri esigenti per i candidati” di tutte le liste, non solo di quella in cui metterà direttamente le mani.
Il rischio altrimenti è che Monti sembri essersi messo a capo di piccole formazioni preesistenti, meritevoli di rispetto certamente, ma che non sembrano godere di particolare appeal presso gli elettori, anziché rappresentare una offerta davvero nuova nel panorama politico italiano. “Non sono ‘Italia futura’ – abbiamo scritto lo scorso 2 dicembre -, né ‘Verso la terza repubblica’, né ‘Lista per l’Italia’, né ‘Fermare il declino’, né Udc, né Fli che possono raccogliere i voti necessari per imprimere alla politica la svolta di cui l’Italia ha bisogno. Nel futuro si vedrà. Al presente c’è solo Mario Monti”. Forse presentarsi con più liste non avrà l’effetto catastrofico che prevede Corrado Passera. Ma per evitarlo l’asse fondamentale dell’alleanza dev’essere una forte “lista civica, che il premier compilerà personalmente, indicando ciascuno dei candidati”, come scrive Il foglio. Solo se l’elettore penserà di votare per Monti e non avrà la sensazione che questa sua scelta implichi il dover passare per le forche caudine di partiti e partitini potrà essere garantito il successo.
A proposito di vecchia politica. Il 27 febbraio – abbiamo ricordato ieri – si vota, oltre che per il parlamento, per tre consigli regionali: Lombardia, Lazio, Molise. Per la Lombardia, la candidatura di Gabriele Albertini, che si richiama a Monti e si contrappone a Maroni e ad Ambrosoli, non pone alcun problema. Nel Lazio e nel Molise invece l’Udc fa parte delle giunte uscenti insieme al Pdl. Non è immaginabile – lo si capisce intuitivamente – una campagna elettorale nella quale ci si unisca a livello regionale con partiti o coalizioni che si cerca di battere a livello nazionale. Ma occorre andare oltre. Fermo rimanendo che non ci si può alleare né con il Pdl né con il Pd, è immaginabile che in Molise a guidare la “lista (regionale) Monti” sia Luigi Velardi (udc), ssesspre e tra i principali sostenitori della presidenza Michele Iorio (pdl)? O che nel Lazio in prima fila venga indicato Luciano Ciocchetti (udc), vicepresidente e ultimo giapponese della giunta Polverini (pdl)?

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