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[Economia] Nuovo contributo alle fonti fossili?



Basta “manine”

Mentre si cerca di chiudere la stagione degli incentivi alle fonti rinnovabili, la fiducia al Senato alla Legge di Stabilità incorpora un nuovo sussidio per quelle fossili

 

 

Da anni si ripete che il nostro Paese non è in grado di definire una politica energetica, e procede a vista sospinto di qua e di là da interventi miopi e spesso contraddittori.

Ne è un esempio quanto contenuto nel maxi emendamento alla legge di Stabilità, a cui il Senato ha votato la fiducia il 27 novembre, che contiene alcune norme che riguardano il settore energia e pertanto le bollette di tutti i cittadini italiani.

 

Il maxi emendamento (comma 99), stabilisce che già nel prossimo anno sarà riconosciuto un capacity payment (leggi contributo economico) al termoelettrico italiano, anticipando la sua entrata in vigore, prevista originariamente nel 2017. Perché? Forse perché gli amministratori delegati delle maggiori imprese elettriche da un paio d’anni bussano alle porte per chiederlo?

In ordine di tempo, l’ultimo grido d’allarme era stato lanciato pochi giorni prima (il 20 novembre per la precisione) da Fulvio Conti in audizione alla X Commissione del Senato (ma GDF-Suez Energia Italia lo aveva fatto il 22 ottobre, Assoelettrica il 15 e Sorgenia il 10 ottobre),

L’ad dei Enel aveva riaffermato che senza “il riconoscimento dei costi degli impianti che lavorano poco”, sono a rischio “5.000 MW complessivi, di cui 400 dell’Enel”. Conti aveva criticato gli incentivi alle rinnovabili (coerentemente con quanto sostenuto da sempre), arrivati a rappresentare quasi il 20% del costo della bolletta finale dei consumatori domestici e aveva criticato il fatto che a questo risultato si fosse arrivati anche perché le reti interne di utenza (Riu) “consentono a una buona parte del manifatturiero di non pagarle”.

Le Riu sono imprese che realizzano una centrale nei loro siti ed alimentano le proprie attività industriali senza passare dalla rete di Terna, evitando così di pagare gli oneri; parliamo ad esempio di: Enipower, Barilla, Fiat, ILVA, Lucchini, Polimeri Europa, Solvay, Thyssenkrupp, Acciai Speciali, Unilever, Whirpool Europa.




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