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[Economia] Libro inchiesta "Strade Senza Uscita"



Dopo la serata in Provincia in cui Roberto Cuda,  del Coord Nord Sud del Mondo, ha presentato il suo libro  “ STRADE SENZA USCITA” , mi permetto di consigliarvelo.  

"Questo libro svela gli intrecci tra concessioni autostradali, consigli di amministrazione, imprese di costruzioni, banche e classe dirigente: una lunga storia di affari, inchieste e politiche assenti o sbagliate nel campo dei trasporti"  dalla prefazione di Anna Donati

Roberto Cuda è disponibile per incontri di presentazione  e vi assicuro che è molto interessante ascoltarlo. Occorre telefonargli direttamente ( cell 3402284686 ).

“ Strade senza uscita” ediz.Castelvecchi  euro 16, a Milano lo si trova presso Rizzoli Duomo (Galleria Vittorio Emanuele), Feltrinelli Duomo, Hoepli (Via Hoepli, fermata MM San Babila), Mondadori Duomo, Messaggerie Musicali.

 

Per tutti i gruppi interessati è possibile ordinarne delle copie in conto vendita con lo sconto del 30%, basta scrivere a Serena Carpaneto dell'ufficio stampa di Castelvecchi: serenacarpaneto at castelvecchieditore.com, tel. 06.8412007

 

Buona lettura

Amalia navoni

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STRADE SENZA USCITA

Banche, costruttori e politici

le nuove autostrade al centro di un colossale spreco di denaro pubblico

di

ROBERTO CUDA

 Tagliare nastri sembra essere lo sport più diffuso tra amministratori pubblici e politici del Belpaese. Cantieri, cantieri e ancora cantieri. Potrebbe essere questo lo scenario che si presenterà ai nostri occhi nei prossimi anni, se andranno in porto gli oltre 2.000 km di nuove autostrade preventivate. Costo stimato: 50 miliardi di euro. La nuova colata di asfalto, spiega Roberto Cuda in questo documentatissimo libro, colpirà soprattutto le regioni del Nord e in particolare la Lombardia, dove le arterie in costruzione aumenteranno del 90 per cento l’attuale dotazione autostradale. Una bomba inesplosa che potrebbe sfigurare per sempre il paesaggio ma anche cambiare gli assetti del potere economico nel nostro Paese. Tuttavia, ci rivela l’autore, molti progetti sono al palo e la colpa non è degli ambientalisti, ma delle finanze. Le decantate «grandi opere» non hanno la copertura necessaria. I soldi a disposizione sono pochi e le banche, che si erano gettate a capofitto nella partita, ora si stanno sfilando. Che sta succedendo? Conviene davvero investire su queste strade? Un caso emblematico è quello della BreBeMi, che pure ha avuto i finanziamenti: 62 km di autostrada per 2,4 miliardi di euro complessivi, costo raddoppiato negli ultimi anni, per rientrare dal quale la concessionaria dovrà incassare 10 milioni di euro al mese per 20 anni. Intanto, la Milano-Serravalle è sull’orlo del fallimento. Una cosa è certa, spiega Cuda: grazie ai «trucchi» del project financing all’italiana, ad accollarsi i rischi non saranno i Signori del cemento ma gli italiani, sui cui ricadranno i debiti accumulati.

 ROBERTO CUDA

Giornalista, si occupa di economia e di finanza. Ha collaborato con «Altreconomia», «Valori» e il Fatto Quotidiano. it, per il quale ha seguito la questione del Tav Torino-Lione. Ha lavorato nel settore finanziario come consulente per Banca Etica. Ha coordinato il sito Vizicapitali.org, promosso da quindici organizzazioni della società civile allo scopo di monitorare il comportamento sociale e ambientale delle banche. È tra gli autori dell'opera collettiva No Tav d'Italia (edizioni Intra Moenia, 2012).