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[Economia] intervento di Sarha Wageknecht(DIE LINKE) e i segreti del TTP



 

Vi consiglio di ascoltare il discorso di  Sarha Wageknecht  (DIE LINKE), deputata di opposizione in Germania,  rivolto alla Merkel. Ci sono i sottotitoli in italiano. E’ illuminante anche per capire gli intrighi del TTIP .  Ecco il link

“Frau Merkel, con gli USA non andiamo da nessuna parte”

Se non avete ancora firmato contro il TTIP, fatelo andando sul sito

http://stop-ttip-italia.net/
amalia

 

 

Da: disarmo-request at peacelink.it
Inviato: venerdì 27 marzo 2015 15:00
A: disarmo at peacelink.it;
Oggetto: [Disarmo] Fw: prova

 

Credo sia molto istruttivo sentire questo intervento di  Sarha Wageknecht(DIE LINKE)fatto il 19 marzo al Bundestag:accuse argomentate sulla ingerenza USA nella politica Europea  contro i suoi stessi interessi politici e economici;come strumento strategico di questa ingerenza viene doverosamente indicato il TTIP.

 

“Frau Merkel, con gli USA non andiamo da nessuna parte”

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Da: stop-ttip at googlegroups.com [mailto:stop-ttip at googlegroups.com] Per conto di Alberto Zoratti
Inviato: sabato 28 marzo 2015 08:27
A: stop-ttip at googlegroups.com
Oggetto: [stop-ttip] Wikileaks svela i segreti dei negoziati commerciali del TPP. StopTTIP Italia: "stesso rischio per il TTIP"
Priorità: Alta

 

Infranta nuovamente la segretezza dei negoziati commerciali
WikiLeaks diffonde il capitolo segreto del trattato TTP , fratello del TTIP che dà potere assoluto a imprese e multinazionali a scapito dei cittadini


Grazie a WikiLeaks è di dominio pubblico il capitolo sugli investimenti del TPP, l’accordo transpacifico di libero scambio fratello del TTIP ( accordo transatlantico). Contiene clausole che mettono in pericolo il processo democratico e la vita dei cittadini, e saranno inserite anche nell’accordo transatlantico


E’ di pochi giorni fa la diffusione di un nuovo testo sugli investimenti da parte di WikiLeaks che riguarda i negoziati segreti dell'accordo commerciale transpacifico, un vero e proprio negoziato fratello del più conosciuto TTIP.
La data in cui è stato redatto il documento è il 20 gennaio 2015. Ma chissà quando ne saremmo venuti a conoscenza se non fosse stato per la fuga di notizie. Infatti, come si può leggere nella prima pagina, il testo doveva restare segreto per quattro anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo TPP e, se questo non fosse andato a buon fine, per quattro anni dalla chiusura dei negoziati.


Da quanto risulta dall’esame del capitolo, il TPP contiene la clausola ISDS che Commissione Europea e Stati Uniti vogliono inserire nel TTIP, il suo “gemello” transatlantico. Grazie a questo meccanismo, le imprese straniere possono denunciare uno Stato che con i suoi provvedimenti intacca i loro profitti, anche quelli non ancora realizzati ma semplicemente attesi. L’ISDS salta a pie’ pari la giurisdizione nazionale, trascinando i governi dinanzi a corti di arbitrato internazionali dal funzionamento opaco e marcatamente a vantaggio dell’investitore privato. Sottomettendosi a questo giogo, gli Stati sperano che le multinazionali siano più invogliate a fare business sui loro territori, ma si tratta di un sistema malato, che ha l’effetto di calmierare la legislazione su materie altamente sensibili come l’ambiente, la sanità, il mercato del lavoro. La Germania è tutt’ora vittima di una causa legale intentata dal gigante energetico svedese Vattenfall, che ha chiesto 3.7 miliardi di euro di indennizzo dopo la decisione governativa di uscire dal nucleare nel 2022.


Rispetto alla clausola ISDS inserita nel NAFTA (North American Free Trade Agreement) vengono introdotte alcune lievi modifiche, come alcune concessioni sulle operazioni di ristrutturazione del debito pubblico, fino ad oggi utilizzate a mani basse dagli investitori per arricchirsi ai danni degli Stati e dei cittadini durante i periodi di crisi economica.
Per gli Stati Uniti l'inserimento dell’ISDS nell'accordo TTIP è una condizione sine qua non per la chiusura del negoziato. La Commissione europea, come ribadito dalla Commissaria al commercio Malmström, è intenzionata a fare lo stesso, con poche modifiche di facciata e promesse di una maggiore trasparenza su queste controversie tra investitori e Stati. Impegni assolutamente insufficienti che svenderebbero lo Stato di diritto ai profitti degli investitori americani.
Con questi dati in mano, la campagna Stop TTIP Italia non può che ribadire l’inaccettabilità di un accordo che include una simile bomba ad orologeria per le democrazie europee, compresa quella italiana.


Il testo si aggiunge alle precedenti pubblicazioni del team di Assange sui testi legali relativi a proprietà intellettuale (novembre 2013) e ambiente (Gennaio 2014).

Il documento, relativo agli investimenti è scaricabile dal sito http://stop-ttip-italia.net/documenti/ al paragrafo “TPP. Il cugino transpacifico del TTIP”.

 

Campagna Stop TTIP Italia

 

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