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[Economia] Zanotelli NO intervento contro gli scafisti Domani 19 maggio incontro a Milano sulla Grande Guerra-



 

Sperando di fare cosa gradita vi giro l’ intervento di Alex Zanotelli sul possibile nostro intervento contro gli scafisti ( in calce)

Amalia navoni

 

Da: vittorio.bellavite [mailto:vittorio.bellavite at fastwebnet.it]
Inviato: lunedì 18 maggio 2015 16:05
A: Bellavite Vittorio
Oggetto: Domani martedì 19 maggio incontro a Milano sulla Grande Guerra

 

Cara, caro,

nella congerie di avvenimenti italiani e internazionali di queste settimane domenica 24 maggio sono cento anni da quando il re , Salandra,  Sonnino e gli interventisti portarono gli italiani nella sciagurata Grande Guerra. Ora, finalmente, anche nell’opinione pubblica si può cominciare a capire  cosa fu veramente quella guerra, scoprendo cose che furono taciute per decenni nelle nostre scuole con la propaganda sul compimento del Risorgimento, su Trento e Trieste ecc….

Ti ricordo che domani martedì  19 a Milano si terrà l’incontro  di cui leggi  la locandina qui di seguito.

Ti unisco anche il ricordo che si farà giovedì e venerdì a Genova del nostro fratello don Andrea Gallo parlando anche di pace e di guerra con la partecipazione di Albino Bizzotto, che sta facendo lo sciopero della fame ( vedi www.noisiamochiesa.org/?p=4137).

Quasi per  celebrare questo anniversario il Governo vuole guidare una spedizione contro gli scafisti!!   Alex Zanotelli ha scritto quello che bisogna pensare  e  dire su questa altra possibile “impresa”. Ti unisco il testo.

Shalom Vittorio

 

XXIV maggio 1915

A cento anni dallo scoppio della Grande Guerra veniamo a conoscere cose diverse da quelle che ci hanno raccontato. Cerchiamo di sapere e di capire dalla storia magistra vitae le strade per un pacifismo non parolaio fondato sulla nonviolenza attiva

 

 

Incontro con Ercole Ongaro

 

autore di “I NO alla grande guerra 1915-1918”

(editore “I Libri di Emil” Bologna 2015 )

 

 

Intervengono con l’autore

Monica Romano, docente di storia

Carlo Sala, docente di storia

 

 

Martedì 19 maggio 2015 ore 18-19,30

 

Sala della Biblioteca Umanistica di Santa Maria Incoronata

corso Garibaldi 116 Milano

(metrò Moscova, bus 70, 43, 94)

 

                                               incontro promosso da

Comunità ecclesiale di S. Angelo, “Noi Siamo Chiesa”, il Gruppo del Guado,

Il  Graal, Preti operai della Lombardia, Centro Helder Camara, La Rosa Bianca, Incontri di Donne, Coordinamento 9 marzo

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“DELL’ELMO DI SCIPIO SI E’ CINTA LA TESTA…”    di    Alex Zanotelli

L’Alto Rappresentante della politica estera della UE, Federica Mogherini, sostenuta a spada tratta dal governo Renzi, da settimane sta premendo per ottenere dall’ONU il mandato per un’azione militare con lo scopo di distruggere i barconi degli scafisti nelle acque libiche e bloccare così l’esodo dei profughi. L’Italia sta brigando per essere capofila di questa coalizione militare che, con un’operazione navale e anche terrestre (così sostiene il Guardian) andrà a colpire gli scafisti.
Eppure se c’è una nazione che dovrebbe defilarsi è proprio l’Italia, particolarmente odiata dai libici come ex-potenza coloniale. Quando la Libia è stata una nostra colonia, noi italiani abbiamo impiccato e fucilato oltre centomila libici. Non contenti abbiamo partecipato attivamente a quella assurda guerra, iniziata dalla Francia e dall’Inghilterra nel 2011 per abbattere il regime di Gheddafi, che ha portato all’attuale situazione caotica della Libia. Ed ora l’Italia si prepara a guidare un’altra azione militare che, con il pretesto di salvare i profughi da morte nel Mediterraneo, creerà un altro disastro umano. Infatti anche se riuscissimo a distruggere i barconi degli scafisti(non sarà così facile!), non faremo altro che aggravare la situazione di milioni di profughi sub-sahariani, mediorientali e asiatici intrappolati ora in un paese in piena guerra civile. Amnesty International, in un suo recente rapporto parla di massacri, abusi, violenze sessuali, torture e persecuzioni (49 cristiani provenienti dall’ Egitto e dall’Etiopia sono stati decapitati) , perpetrate contro i profughi. Non è più possibile chiudere gli occhi- afferma Philip Luther di Amnesty- e limitarsi a distruggere le imbarcazioni dei trafficanti senza predisporre rotte alternative e sicure. Altrimenti condanneremo a morte migliaia e migliaia di rifugiati, ma questo avverrà lontano dai ‘ casti ‘occhi degli europei e dai media.
Il governo di Tobruk del generale Khalifa Haftar (sostenuto dall’Egitto) ha risposto :”Bombarderemo le navi non autorizzate.” E anche l’ambasciatore libico all’ONU ha parlato di intenzioni “poco chiare e molto preoccupanti.”Purtroppo le intenzioni sono ben chiare: è guerra!
Noi invece diciamo un NO ad un altro intervento militare della UE , capitanata dall’Italia. E’ mai possibile che questa nuova avventura militare italiana avvenga senza una discussione in Parlamento? E’ mai possibile il silenzio quasi totale dei partiti politici su questo argomento?
Dobbiamo chiedere invece alla UE e all’Italia di imporre un embargo sulla vendita di armi ai ‘signori della guerra’ in Libia. Chiediamo altresì alla UE perché faccia pressione sulla Tunisia e sull’Egitto perché questi due paesi confinanti aprano le loro frontiere per accogliere i rifugiati intrappolati in Libia. Ma la UE dovrà poi concordare con l’Egitto e la Tunisia l’apertura dei corridoi umanitari per permettere ai rifugiati di arrivare in Europa. Questa sì sarebbe una vera soluzione per i profughi e segnerebbe la sconfitta degli scafisti e delle organizzazioni criminali.
Ma la via che noi stiamo seguendo è un’altra. E’ quella del Processo di Khartoum:trattare con i governi dei paesi da cui provengono i profughi e costruirvi campi di raccolta nei paesi di origine, come il Sudan o l’Eritrea. Perseguendo questa politica, l’Unione Europea ,tramite il Fondo Europeo per lo Sviluppo, elargirà entro il 2020, 312 milioni di euro al governo eritreo, senza richiedere il rispetto dei diritti umani. Questi fondi sono stati sbloccati grazie alla visita in Eritrea di una delegazione italiana (24-26 marzo 2015) . Come italiani dobbiamo solo vergognarci! Purtroppo i nostri parlamentari ,che dovrebbero controllare la nostra politica estera ,dormono sonni tranquilli.
Chi pagherà questo protagonismo bellico italiano? Saranno proprio i profughi che il governo di Tripoli, vicino ai Fratelli Musulmani, incomincia già ad arrestare e a mettere in nuovi campi di concentramento. Saranno proprio i rifugiati a pagare più pesantemente per questa azione militare, inventata per salvare vite umane! Infatti il documento presentato all’ONU parla di “danni collaterali”. Quanta ipocrisia! “Si pensa di punire chi si occupa dell’ultimo tratto del viaggio- ha scritto il generale Fabio Mini- e non i governi degli stati che alimentano la violenza, la corruzione e la guerra creando le condizioni dalle quali i migranti vogliono fuggire.”
Per questo mi appello a tutto il movimento della Pace , perché abbia il coraggio di dire NO a questo rigurgito di spirito guerrafondaio nel nostro paese. E’ ora di urlare che “la guerra è una follia” (come dice Papa Francesco).

Napoli, 15 maggio 2015