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[Economia] Comunisti e liberisti: gemelli inconsapevoli






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Comunisti e liberisti: gemelli inconsapevoli
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Disciplinandoci ad essere al di sopra delle parti, volando con ampie ali trans-oceaniche al di là degli 
interessi parziali, laddove nulla nasconde ciò che di solito rimane occultato, le cose si vedono nella 
loro interezza e si capiscono a fondo. In particolare qui riferiamo di come gli stagni, in cui politicamente 
si confinano associazioni, movimenti e partiti, nonché cricche, lobby e mafie, siano in realtà ... 
uno solo. Qualcosa di grosso accomuna invero i vari gruppi politici del mondo intero.

Si possono definire di destra o di sinistra, i loro membri si inorgogliscano a dichiararsi "comunisti" o 
"liberisti", ogni associazione, partito o movimento, come a volte preferiscono oggi chiamarsi perché a loro stessi 
disturba meno considerarsi diversamente politici (sempre di membri, nella più fisiologica accezione del termine, però 
trattandosi), quando viene loro mostrato che (se si dicon comunisti) il fondamentale bene comune dei pubblici impieghi va 
condiviso a tempo determinato o che (se si dicon liberisti) l'unico modo per liberarci della burocrazia è licenziare i 
carrieristi, gli assunti a vita nel pubblico, entrambe queste sponde rispondono: non se ne parla!

Già, proprio così: "comunisti" e "liberisti" (e tutto quel mare algoso che c'è in mezzo e fin oltre 
si spinge) non sono poi così diversi. Chiunque aneli ad occupare un ruolo politico mostra, nonostante siano trascorsi 
settant'anni dall'avvento della democrazia, una pesante dipendenza, una marcata sottomissione (che nemmeno loro riescono a spiegare) 
ai burocrati, ai carrieristi pubblici, agli assunti a vita nel pubblico impiego, la cui figura istituzionale durante le tirannidi 
appunto nacque e si sviluppò.


Le più opposte sponde della politica, tanto i "comunisti" quanto i "liberisti", se davvero volessero realizzare 
gli ideali di cui si fanno portavoce, dovrebbero avere, come primo, più importante intento, quello d'impegnarsi a rendere democratico 
(grazie ad impieghi concessi rigorosamente a tempo determinato) tanto il potere esecutivo quanto il potere giudiziario (entrambi tutt'ora 
assegnati a vita secondo il caratteristico modello tirannico) affidandoli finalmente non più a dei sovrani bensì a persone 
preparate, sì, esperite, certo, ma disposte e perfino liete di tornare ad essere comuni mortali per testare direttamente la bontà 
ed il valore del proprio operato.


Ora è, sì, vero che, senza più carrieristi pubblici, senza più i burocrati mussoliniani, hitleriani e staliniani, cambierebbe l'intero sistema politico nel quale 
associazioni, partiti e movimenti (o come altro vorranno più in avanti chiamarsi) ci costringono tutti, per cui, temendo di non potersi più radicare, cercano ad ogni costo di 
mantenerlo. Verità innegabile è però che ormai chiunque, non solo in Italia od in Europa bensì sulla Terra intera, viene preso in tenera età e fin d'allora 
inculcato a fondo, quotidianamente, per molti anni, dai carrieristi pubblici, i quali, così, non solo imprimono una "cultura" (da loro stessi incoronata 
"ufficiale") che pone al centro dell'Universo il "loro" posto fisso ma riescono pure a non far nemmeno intravedere la meravigliosa realtà che, in tal modo, non 
è mai potuta sorgere.

Incontrandoci con questi eterni duellanti, con dei "comunisti" o con dei "liberisti", vedremo dei tizi e delle tizie 
orgogliose d'essere quello che sono, dicono che mai rinuncerebbero ad esserlo. In realtà non avremo davanti altro che delle assenze, dei 
vuoti, riempiti della stagnazione culturale dei carrieristi, con poche tracce del loro fresco e genuino essere primigenio. Tanto i 
"comunisti" quanto i "liberisti" (e chiunque altro si offra sul piano politico) sono stati presi ed indottrinati, convinti a 
credersi superiori gli uni agli altri, da carrieristi pubblici i quali (postisi a destra od a sinistra che fossero) sempre il "loro" 
posto fisso avevano come bussola e guida, il loro apporto limitandosi a far ruotare, intorno a questo caposaldo, ogni teoria, comunista, 
liberista o d'altro tipo, che veniva loro in mente.


I problemi che vive il nostro Pianeta, in fondo, sono tutti riconducibili alla mancanza di esseri pensanti 
con la propria testa. L'unico modo per far evolvere la Terra sarebbe quello di fornire gli strumenti tramite 
i quali ognuno, di per sè e nei propri interessi, potesse raggiungere quel grado di consapevolezza, 
inizialmente quanto meno di se stesso e poi sociale, che solo necessita per far girare la ruota del mondo 
senza intoppi e scosse. Ma proprio questo è ciò che per primo viene impedito dai carrieristi 
pubblici, i quali sono ancora oggi capaci di presentare i propri interessi, le più egoistiche pulsioni, 
come interessi della scuola e degli studenti.

Comunisti e liberisti, figli della stessa tirannide, non foss'altro per gli scaduti termini 
della Storia, dovrebbero prendere coscienza di ciò che sono: burattini nelle mani dei 
burocrati, dei carrieristi, degli assunti a vita (e precari aspiranti tali) nei pubblici 
impieghi. In fondo meglio risvegliarsi tardi piuttosto che mai.


Danilo D'Antonio
339 5014947

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