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[Economia] Lavorare meno, lavorare tutti - Preliminare del disegno di legge







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  LAVORARE MENO - LAVORARE TUTTI
 preliminare del disegno di legge
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Premesso che:

oggi i ruoli della nostra Pubblica Amministrazione vengono affidati a persone scelte tramite 
particolari procedure che intendono selezionare i più idonei, tra i tanti che vorrebbero 
svolgerli, e che, una volta selezionate le persone ritenute tali, è uso assegnare ad esse 
l'incarico in questione per l'intera durata della loro vita;


considerato che:

    i ruoli disponibili sono di numero ben inferiore rispetto a quello, non solo degli 
aspiranti, ma, cosa molto più importante, anche di coloro che sono ampiamente idonei e 
dotati dei requisiti richiesti;

    la maggior parte delle persone idonee sono dimenticate dalle tecniche di selezione del personale oggi 
in uso, le quali mirano secondo un’antiquata convinzione a determinare un ipotetico ed inesistente 
vincitore lì dove è invece possibile determinare una rigogliosa rosa di persone abili ed aventi 
i giusti requisiti;

    per i motivi dei due punti precedenti ciò che si assegna a quei pochi prescelti, in pratica, non è 
tanto un lavoro, bensì un vero e proprio privilegio in particolare rispetto agli altri che son rimasti 
ingiustamente esclusi e più in generale rispetto al resto della società;

    tale privilegio è di origine del tutto ingiustificata, poichè, se riconosciamo la 
società, nella sua interezza, essere depositaria del diritto di usufruire dei pubblici beni e 
servizi, allo stesso modo dobbiamo riconoscerle, egualmente nella sua interezza, il diritto di equa 
partecipazione alla amministrazione, creazione ed offerta di tali beni e servizi;

    un pubblico impiego non dovrebbe essere di proprietà esclusiva di alcuno (come invece di fatto 
avviene con l'assegnazione a vita ad un individuo ereditata dal fascismo e monarchia e sopravvissuta a 
queste fino ai nostri giorni) proprio per sua stessa origine e definizione di "Pubblico";


considerato ancora che:

    la Costituzione afferma a chiare lettere, nel suo art. 3, che "... E' compito della Repubblica 
rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e 
l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva 
partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ..."

    mettendo finalmente, realmente in atto tale partecipazione di tutti i lavoratori idonei 
all'organizzazione culturale, economica, politica e sociale del Paese si otterrebbero vari benefici concreti: 
un miglioramento della complessiva funzionalità del sistema, una più equa distribuzione della 
ricchezza, un manifesto senso di giustizia realizzata ed uno spirito di istintiva e fraterna collaborazione 
che si diffonderebbero sùbito all'interno della società;

    permettendo una libera, effettiva e piena partecipazione dei Cittadini alle attività dello Stato 
quest'ultimo non sarebbe più separato dai primi, così com'è oggi, con tutte le iniquità, 
incomprensioni e conflitti che ne conseguono e che ci affliggono continuamente, ma si trasformerebbe finalmente in 
quella Repubblica che da svariati decenni attende di essere realizzata;

    il Pubblico Impiego, una volta divenuto democratico, non sarebbe più soltanto una semplice 
occupazione e fonte di reddito per i cittadini, ma acquisterebbe giusta dignità divenendo anche scuola 
in cui apprendere e praticare i modi del vivere civile, realizzando così appieno le sue 
potenzialità di mezzo privilegiato di organizzazione statale;


inoltre, premesso che

il nostro assetto economico si è nel tempo fortemente squilibrato verso il settore privato, ed il 
suo abnorme peso e potere, accresciutisi a detrimento del settore pubblico, stanno generando una serie 
crescente di gravi problemi, cui è sempre più difficile fornire rimedio;


considerato che

tale forte squilibrio è derivato principalmente dall'attivo apporto di connivenze e corruzioni 
accumulatesi nei decenni di permanenza degli assunti a vita nella Pubblica Amministrazione, ed a 
seguito della passiva accettazione della popolazione italiana, disamoratasi di una PA non 
corrispondente alle necessità ed al preteso stato di democrazia del nostro Paese;


infine, considerato che

la società ricorre da tempo al solo approccio di conoscenza ed intervento di tipo 
focalizzato, settoriale, specialistico, dimenticando l'esistenza del complementare approccio 
sistemico, organico, prioritariamente necessario quando si ha a che fare con sistemi complessi 
come quelli biologici e sociali;


il sottoscritto Cittadino


richiama l'attenzione degli altri Cittadini della Repubblica sulla necessità di:


    rendere effettivo l'appellativo di "pubblico" nel sistema del Pubblico Impiego, 
abolendo l'iniquo privilegio del ruolo assegnato a vita alla persona, in favore di una equa e 
sapiente ripartizione delle mansioni tra tutti coloro che desiderassero svolgerle e dimostrassero 
di possederne i requisiti necessari;

    impegnarsi in un serio lavoro di riequilibrio del nostro assetto economico, riconducendo molte delle 
attività oggi private, a partire da quelle di fondamentale importanza per la società, 
all'interno del settore pubblico, fino al raggiungimento di una metà del peso economico dell'intero 
sistema;

    realizzare l'ideale di un sistema sociale improntato alla partecipazione, quindi ad una 
maggiore concordia e funzionalità, garantendo un tempo di lavoro minimo ad ogni cittadino 
di questa Repubblica ed un reddito da cittadinanza;

    attuare la partecipazione attraverso due differenti tipi di movimento: con l'ingresso delle persone 
in uno stesso ed in un diverso ambito di competenza; muovendosi le persone all'interno di una stessa 
branca specialistica, viene permesso l'apporto di un più nutrito ruolo di contributori e si 
previene la corruzione, muovendosi esse in ambiti diversi, si ottiene la condivisione dei saperi e 
l'avanzamento diffuso, oltre che una utilissima percezione organica dell'insieme. Entrambi i movimenti 
favoriscono l'apertura mentale e la capacità di comunicare, nonché il sorgere di un forte 
sentimento d'interesse collettivo.


Riconoscente per l'attenzione, ringrazia,


Danilo D'Antonio
339 5014947

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