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brasile: chiude il Forum Sociale Panamazzonico, ora tutti a Porto alegre



Tutti a Porto Alegre: Manaus chiude a passo di samba
di Beatrice Montini font : L'Unità

da Manaus, Brasile

«Gli Indios hanno vinto, la guerra è finita». È questa la notizia che ha dominato il giorno di chiusura del quarto Forum Sociale Panamazzonico, iniziato a Manaus martedì: l'occupazione della sede regionale del Funai ha avuto successo, gli indios hanno ottenuto la sospensione del dirigente regionale dell'Ente, Benedito Rangel de Morais, accusato di gestire in maniera poco trasparente i fondi a loro destinati. Non appena la notizia, passando velocemente di bocca in bocca, si è diffusa fra i partecipanti del Forum,l a festa è iniziata. E fino a tarda notte per le strade di Manaus, in piazza della Polizia dove si stava svolgendo un concerto di chiusura, come nella sede del Funai, si e´ fatto festa. Ma anche se gli indios hanno deciso che lascieranno l'edificio che in duecento avevano occupato 19 giorni fa, la loro lotta continua. «Abbiamo ottenuto molto ma vogliamo tutto», dicono mentre attendono l'arrivo a Manus del sostituto di Rangel, Manoel Hélio Alves de Paolà, in volo da Brasilia per incontrarli ed ascoltare le loro richieste. La promessa dei vertici nazionali del Funai è che verranno aperte delle indagini ufficiali su de Morais mentre parallelamente sarà formato un gruppo di lavoro con i rappresentanti degli indios per formulare l'agenda delle iniziative e delle priorità per il 2005. Anche se la cautela è d'obbligo, la vittoria di questa battaglia ha monopolizzato la chusura del IV Forum Panamazzonico celebrata ufficialmente con una manifestazione-show nella centrale piazza della Polizia. Musica, balli e canti a ritmo di samba per darsi appuntamento al prossimo anno. Intanto si è cercato di tirare le somme di quanto è stato discusso in questi cinque giorni di lavoro che hanno coinvolto circa tremila persone in oltre 150 eventi fra conferenze, seminari, laboratori, manifestazioni, concerti. Le riunioni finali si sono svolte secondo grandi aree tematiche (donne, pace e militarizzazione, lavoro e, ovviamente, popoli indigeni) ma gli argomenti di discussione sono stati un po' per tutti gli stessi: l'importanza del forum come luogo di incontro e confronto delle differenti esperienze e quindi la necessità di migliorare gli aspetti pratici e organizzativi per renderlo più efficace. Uno dei problemi più sentiti dalle delegazioni amazzoniche non brasiliane (Ecuador, Bolivia, Perù, Guiana, Guiana Francese, Colombia, Venezuela, Suriname) è stato infatti la mancanza di traduzioni in spagnolo che spesso ha reso difficile la comunicazione tra i delegati. Dal questo Forum usciranno comunque delle linee di azione comune. Già approvato il documento sull'acqua: un appello ai movimenti, e in particolare al Forum Mondiale, perché si impegni in una grande campagna per il riconoscimento dell'acqua come bene comune, come risorsa e non come merce, come diritto dell'umanità non vendibile e non privatizzabile. Mentre in queste ore è ancora in fase di stesura e approvazione un testo riassuntivo della situazione geopolitica dei paesi che si affacciano sulla grande regione amazzonica e quindi sulle lotte unitarie da portare avanti. In particolare, seguendo l'attualità di questi giorni, i riferimenti portanti saranno alla grave crisi diplomatica fra Venezuela e Colombia (scoppiata la settimana scorsa dopo il rapimento di un rappresentante delle Farc in territorio venezuelano e per la quale si è offerto come mediatore il governo Lula), alla rinnovata crisi in Bolivia dovuta all'aumento degli idrocarburi e infine a uno dei temi più volte richiamato nei giorni del Forum: la decolonizzazione e l'autodeterminazione della Guiana Francese. Uno degli argomenti più caldi della regione, testimoniato dal fatto che quasi certamente il Forum Panamazzonico del 2007 si svolgerà lì. Per quanto riguarda invece il prossimo anno, il meeting resterà in Brasile, anche se slitterà da gennaio a settembre. Molte le città candidate. Quella che sarà prescelta dovrà comunque essere, per prima cosa, facilmente raggiungibile e per costruire, dicono gli organizzatori, «un evento ancora più vicino alla terra, all'acqua, alle popolazioni di questa grande regione».