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Porto Alegre, Chavez: Uniamoci contro la minaccia imperialista e il neoliberismo




di Beatrice Montini L' unita' on line

da Porto Alegre
«Dopo cinque anni adesso è l'ora dell'offensiva». Presente per la seconda volta al Forum Mondiale, il presidente del Venzuela Hugo Chavez, lancia da Porto Alegre il suo messaggio al movimento. Un messaggio di concretezza e di azione. «Il Forum Mondiale sta compiendo un lavoro fondamentale e rappresenta un evento politico molto importante. Dopo cinque anni non c'è un paese nel mondo dove non si discutano gli argomenti del forum ma adesso è l'ora di un nuovo progetto: la costruzione di un'agenda sociale mondiale», ha detto il presidente parlando prima in un visita ufficiale a un "assentamento" occupato dai Sem Terra e poi in un Gigantinho stracolmo fino all'inverosimile. Quello stesso palazzetto dello sport che solo pochi giorni fa, un altro presidente, Lula da Silva, era riuscito a malapena a riempire ed entusiasmare.
Il presidente campesino
La giornata di Chavez a Porto Alegre, è iniziata la mattina con la visita a Lagoa do Junco, a un centinaio di chilometri di distanza da Porto Alegre per l'inaugurazione del "Boscho della Solidarieta". Insieme a lui nelle terre occupate dai Sem Terra sono arrivati anche centinaia di delegati del Forum che hanno marciato sotto il sole cocente dell'estate del Rio Grande do Sul, fra la polvere della strada e il verde delle risaie biologiche, per ascoltarlo. Camicia rossa e pantaloni neri, il presidente ha innanzitutto ribadito l'importanza dell'unione di tutti i popoli dell'America latina anticipando il tema per il quale è stato invitato a partecipare al Gigantinho: «Il Sud, nord dei nostri popoli». «L'unione di questa terra e di questo popolo è l'unica risposta alla minaccia antimperialista», ha sottolineato il "presidente campesino" (come lui stesso si è definito) prima di ripercorrere con un lungo excursus storico il passato di rivolte e rivoluzioni del Venezuela e di tutta l´America Latina. «Dopo tanto attendere adesso è l'ora dell'offensiva - ha spiegato Chavez direttamente entrando nel merito dell'azione politica da intraprendere - Dobbiamo costruire un'agenda sociale mondiale parallela a una strategia di potere. Perché la lotta contro il neoliberismo è una lotta di potere contro potere, di egemonia contro egemonia. Si tratta di vedere se vincerà il progetto della morte o il nostro, quello della vita». «L'esperienza del Venezuela può servire come esempio modesto per la costruzione di questa agenda di azione - ha continuato il presidente - progetto che ha l'obiettivo di trasferire il potere al popolo». Chavez ha quindi ricordato l'importanza dell'educazione e quello che sta facendo il suo governo, con l'aiuto di insegnanti da Cuba, per combattere l'analfabetismo nel paese. «In un anno e mezzo abbiamo alfabetizzato oltre un milione di venezuelani perché la conoscenza è il potere più grande di tutti».

Oltre all'importante messaggio di concretezza ed azione indirizzato da Chavez all'intero movimento "altermondialista", la sua presenza dai Sem Terra ha rappresentato anche un atto politico molto forte vista la battaglia che Via Campesina sta portando avanti con il governo brasiliano sia per ottenere una riforma agraria che per fermare la diffusione degli ogm nel paese e salvaguardarne la biodiversità. Lo stesso presidente venezuelano non ha mancato di sottolineare la lotta contro il latifondo che sta portando avanti nel suo paese e l´espropriazione, qualche mese fa, di circa 5mila ettari di terreni ad un grande azienda agroalimentare. Mentre il leader storico e carismatico di Via Campesina, Joao Stedile, ha consegnato direttamente a Chavez alcuni semi delle diverse qualità i soia brasiliana affinché «il Venezuela non dipenda mai dalla soia della Monsanto». Infine proprio da Lagoa do Junco è stato firmato un accordo (fra il governo venezuelano, brasiliano e Via Campesina) per la creazione di una scuola latino-americana di agro-ecologia.

Verso la conclusione
Dopo il bagno di folla per Chavez intanto il quinto World Social Forum si avvia infine alla chiusura in attesa di quello del prossimo anno che probabilmente si svolgerà proprio a Caracas. Saranno una donna indigena, una ragazza e un uomo di colore ha leggere domani sera il testo di sintesi di questo quinto Forum che si chiuderà su tre parole d´ordine: resistenza alla guerra, globalizzazione della pace e solidarietà.