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Dai giornali ecuadoriani critiche all'ENI-Agip



Cari amici,

vi inviamo un articolo uscito lo scorso 19 marzo sul quotidiano
ecuaodoriano nazionale "El Comercio" relativo alle attività della
multinazionale italiana ENI.



Sabato, 19 marzo 2005

La gestione dell'Agip in Ecuador riceve ulteriori critiche in Italia

ENI-AGIP è criticata in Italia per il suo lavoro in Ecuador. Alcuni
movimenti sociali (sindacati e associazioni ecologiste) ed il partito dei
Verdi la accusano di violare i diritti umani degli indigeni di Pastaza (17
comunità della zona Villano) e di non rispettare l'ambiente.



Criticano, per esempio, il contratto che l'ENI-AGIP ha stipulato con gli
Huaorani il 28 marzo del 1991, un accordo che gli "copre le spalle" ed
elude ogni forma di responsabilità per la multinazionale in caso di danni
ambientali o impatti sociali.


Si dice, anche, che la multinazionale (presente in Ecuador dal 1987 e socia
del consorzio OCP con il 7,5%) abbia regalato piatti, burro, bandiere
tricolore e palloni da calcio in cambio del petrolio  . "L'ENI sta
sfruttando le risorse di un paese e si sta approfittando di un popolo.
Sembra l'epoca della conquista, quando si comprava dagli indios in questo
modo", dice Giuseppe De Marzo, Portavoce dell'Associazione A-Sud che lavora
con i movimenti sociali del sud del mondo ed è presente in 30 città
italiane.



Il senatore dei Verdi, Francesco Martone, chiederà conto di questo
contratto al ministro dell'Attività Produttiva, Antonio Marzano, mentre
l'eurodeputata DS, Martha Vicenzi, porterà il caso al Parlamento Europeo.

"E' un contratto che compra gli huaorani perché non si oppongano all'
ENI-AGIP come accadde in Nigeria. Questo accordo viola i diritti umani
degli indigeni. Perché il governo non controlla che si applichi
l'emendamento del Senato che obbliga a rispettare i criteri ambientali e
umani in Ecuador?", spiega al nostro giornale il senatore Verde Francesco
Martone.


La società a capitale misto (il 30 % è statale) ha sempre dichiarato che
nel BLOCCO 10, dove realizza le sue attività di esplorazione e produzione
petrolifera, non esiste nessun tipo di contaminazione. Ma A-Sud, che è
stata un mese fa in Ecuador con gli shuar e con la comunità El Trionfo
(BLOCCO 10), afferma il contrario. "Abbiamo raccolto campioni di terra e
indetto una conferenza stampa per il 13 aprile con i risultati delle
analisi", dice De Marzo.


La causa trova anche il sostegno di alcuni lavoratori dell'ENI, riuniti
nell'Associazione Ética Energética. Loro affermano che l'ENI non realizza
contratti regolai, paga salari di quattro dollari al giorno e non offre
garanzia sociali o di pensionamento. "E' un bene che se ne parli in Italia,
perché in molti credono che le multinazionali rispettano i Diritti Umani.
Ci sono troppi interessi economici perché avvenga", sostiene Martino
Iglesias, presidente dell'ONG Selvas.

Dettagli

Potenzialmente

L'ENI ha stipulato un accordo di cooperazione e assistenza sanitaria,
educativa e abitativa con le comunità indigene nel 2003.

Un problema regionale

Nelle province in cui si realizzano estrazioni petrolifere si sono
presentai problemi con le comunità indigene.

Una posizione

La comunità Sarayaku rifiuta totalmente la presenza della compagnia
petrolifera.







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La gestión de Agip en Ecuador recibe más críticas en Italia

Corresponsal en Milán

Eni-Agip está cuestionada en Italia por su trabajo en Ecuador. Algunos
movimientos sociales (sindicatos y asociaciones ecológicas) y el partido
Verde la acusan de violar los derechos humanos de los indígenas de Pastaza
(17 comunidades del campo Villano) y de irrespetar el  ambiente.

Ello, por ejemplo, critican el contrato que firmó  con los huaorani, el 28
de marzo del 2001. Un acuerdo que les cubre  las espaldas y elude cualquier
responsabilidad en caso de da-os ambientales o de impactos sociales.

También se dice que a cambio de petróleo, la multinacional (presente en
Ecuador desde 1987 y socia del consorcio OCP, 7,5 por ciento)  regaló
platos, mantequilla, banderas tricolor, y pelotas. "Eni se está
aprovechando de los recursos de un país y de un pueblo. Esto parece la
época de la Conquista, cuando se compraba a los indios de esa forma", dice
Giuseppe De Marzo, presidente de la Asociación A Sud, que trabaja con los
movimientos sociales d! el sur del mundo y está   en 30 ciudades italianas.

Asimismo, el senador de los "Verdes", Francesco Martone, pedirá cuentas
sobre ese contrato al ministro de la Actividad Productiva, Antonio Marzano.
Y la eurodiputada de Democráticos Izquierda (DS), Martha Vicenzi,
presentará el caso al Parlamento Europeo.

"Es un contrato de compra a los huaorani, para que no se opongan a la
ENI-Agip como ocurrió en Nigeria. Ese acuerdo viola los derechos humanos de
los indígenas. ¿Por qué el Gobierno no vigila que se cumpla la enmienda del
Senado que obliga a respetar los criterios ambientales y humanos en
Ecuador?", explica a este Diario, el senador Verde Franceso Martone.

La empresa de capital mixto (30 por ciento del Estado) siempre ha declarado
que en el bloque 10, donde realiza sus actividades de exploración y
producción, no hay ningún tipo de contaminación. Pero A-Sud, que estuvo
hace un mes en Ecuador con los shuar  y con la comunidad El Triunfo !
(bloque 10), dice lo contrario. "Tomamos muestras de la tierra y el 13 de
abril daremos una conferencia   en Roma con  los resultados", dice De Marzo.

La causa está apoyada también por los propios trabajadores de la ENI
(algunos), reunidos en la Asociación Ética Energética. Estos reconocen que
la empresa hace subcontrataciones, paga salarios de cuatro dólares al día y
no ofrece garantías sociales o de jubilación. "Es bueno que se hable de
esto en Italia porque se cree que las multinacionales respetan los DD.HH.
Hay demasiados intereses económicos como para hacerlo", sostiene    Martino
Iglesias, presidente de la ONG Selvas.


Los pormenores

El potencial
ENI firmó un acuerdo de cooperación y asistencia sanitaria, educativa y de
vivienda con las comunidades indígenas, en el 2003.

Un problema regional
En las provincias donde hay explotación petrolera se han presentado
problemas con las comunidades indígenas.

Una posición
La comunidad Sarayaku rechaza totalmente la presencia petrolera.

Sábado, 19 de Marzo del 2005

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