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Maradona



Il campione intervista il Leader Maximo all'Avana e accusa
"Guiderò la marcia anti Usa, lo prometto al mio comandante"
Maradona: "Castro è un dio Bush soltanto un assassino"

L'AVANA - "Per me il comandante è un Dio". Bush invece "è un assassino".
Parola di Diego Armando Maradona. Il più grande calciatore di tutti i tempi
in un programma speciale della tv cubana in compagnia di Fidel Castro è
esploso in durissime accuse politiche. Il Pibe de oro già in passato si era
scagliato contro il presidente Usa. Nel 2002, dopo aver condannato il
terrorismo, il campione sottolineò però che "gli USA fanno terrorismo
contro Cuba da sempre" e che l'embargo imposto all'isola causava la morte
di uomini, donne e soprattutto bambini. Poi aveva detto che era "meglio
mille volte la Cuba di Fidel Castro che l'America di Bush". Questa volta ha
rincarato la dose.

Maradona era arrivato ieri all'Avana per intervistare il Leader Maximo e
trasmettere la conversazione all'interno del suo programma "La noche del
10", che sta conducendo in Argentina.

Intervistato e intervistatore hanno dunque animato la serata dei palinsesti
televisivi cubani. Oltre a chiamare Castro "un dio", Maradona ha promesso
che guiderà la marcia anti-Bush che si svolgerà a Mar del Plata,
contemporaneamente al vertice delle Americhe del 4 novembre, che quest'anno
si terrà in Argentina.

Quindi l'affondo contro George W.Bush: "Per me è un assassino - ha detto
davanti alle telecamere cubane e accanto a Castro - Gli argentini devono
rifiutarsi che venga nel nostro Paese. Guiderò la marcia che si terrà in
terra argentina", ha dunque annunciato.

Parteciperà alla marcia, ha assicurato El Pibe, "perché se lo prometto al
mio comandante lo faccio". Poi un altro attacco a Bush: "Ci disprezza, ci
vuole ai suoi piedi. Noi argentini abbiamo molti difetti, ma la dignità la
manteniamo sempre".

Intervistare Castro, ha aggiunto Maradona, "è un sogno" ed "il massimo che
può desiderare chiunque si trova a condurre un programma".

L'intervista di Maradona a Fidel Castro andrà in onda lunedì e si aprirà
con un abbraccio tra il presidente cubano e l'ex campione, che indosserà
una maglietta con il volto di Ernesto Che Guevara. "Questo è l'abbraccio
più grande della mia vita", ha detto Maradona, rivedendo dopo la
trasmissione di ieri le immagini della tv cubana.

El Pibe ha dichiarato all'Avana di sentirsi bene e recuperato: "Dico che
per avere il presente di oggi ho dovuto passare tutto quello che ho
passato, per ricordarmi che niente è definitivo e che se uno tocca il fondo
e non può più andare avanti non può che risalire".

Maradona conosce bene Cuba, dove andò per la prima volta dieci anni fa e
dove lo scorso anno ha trascorso un periodo di disintossicazione in una
clinica specialistica per curarsi dalla dipendenza della droga.

www.repubblica.it
(28 ottobre 2005)

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L'autoritarismo ha bisogno
di obbedienza,
la democrazia di
DISOBBEDIENZA