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La CPMI della terra vota una relazione in cui si dice che l'occupazione è un atto terroristico



 
 
UNA GRAVE SCONFITTA
 
I RURALISTI BOCCIANO LA RELAZIONE DELLA CPMI DELLA TERRA DI JOÃO ALFREDO E
APPROVANO QUELLA DI ABELARDO LUPION IN CUI SI DICE CHE L¹OCCUPAZIONE DI
TERRA È UN ATTO TERRORISTICO (e intanto ieri un altro senza terra è stato
ucciso: Jaelson Melquíades dos Santos, 25 anni uno dei dirigenti del MST  di
Atalaia in Alagoas)
 
 
Per 13 voti a otto, i ruralisti hanno bocciato oggi la relazione della CPMI
della terra presentata da   João Alfredo. Hanno votato parlamentari che non
erano mai comparsi a nessuna riunione della Commissione pur facendone parte,
rappresentando dei partiti. La votazione è avvenuta dopo 4 ore di
discussione. Il relatore ha detto che pubblicherà il testo che sostiene la
necessità della riforma agraria. Le raccomandazioni che il testo contiene,
con la firma dei deputati e senatori che l¹hanno condiviso, saranno
presentate ai presidenti di Camera e Senato, del Supremo Tribunale federale,
al Procuratore generale della Repubblica, agli organi dell¹esecutivo che si
occupano del tema, ai governi, alle assemblee legislative e ai
rappresentanti del Pubblico Ministero dei nove stati visitati dalla
Commissione. Il Presidente della commissione, senatore  Álvaro Dias
(PSDB/PR), ha annunciato che presenterà il testo agli organi competenti
anche se non è il testo ufficiale della CPMI
Il testo proposto dal deputato  Abelardo Lupion (PFL/PR) ³incrimina le
vittime, impedisce la riforma agraria e ignora quello che avviene nelle
campagne del Brasile. Non menziona l¹appropriazione indebita di terreni da
parte dei latifondisti, nè il lavoro schiavo, è indegno della Commissione e
del Congresso Nazionale² ha affermato  João Alfredo.  Il testo di Lupion
arriva a classificare come atti terroristici le occupazioni di terra che i
lavoratori rurali promuovono come forma di pressione per la riforma agraria.
Proponeva anche  al pubblico ministero di mettere sotto accusa 5 dirigenti
del MST per formazione di banda armata, estorsione e ³altri delitti legati
alle pratiche del movimento². I dirigenti da incriminare erano  João Pedro
Stédile, Gilmar Mauro, João Paulo Rodrigues, José Rainha Junior e Jaime
Amorim. Durante la votazione i parlamentari di sinistra sono riusciti a
eliminare la parte relativa all¹incriminazione dei dirigenti del MST.
 
La relazione di Lupion chiede anche l¹incriminazione di tre dirigenti
dell¹ANCA (Associzione Nazionale di Cooperazione Agricola) e della CONCRAB
(Confederazione delle Cooperative di Riforma Agraria del Brasile) chiamate
nella relazione alternativa ³braccia giuridiche del MST² per supposte frodi
nelle rendicontazioni relative a convenzioni firmate con il governo
federale.  
La senatrice   Ana Júlia (PT/PA) ha strappato il testo di Lupion alla fine
della votazione e si è messa a piangere dicendo che in questo modo si
rinuncia a perseguire i responsabili di migliaia di omicidi di lavoratori
rurali e lottatori sociali delle campagne. Il suo stato ha un altissimo
livello di morti e conflitti nelle campagne, ma è stato trattato con
superficialità dalla relazione approvata, nonostante il fatto che
rappresentanti della Commissione siano andati due volte nello stato del Para
visitando 7 comuni.
 João Alfredo ha detto che la relazione di Lupion si scontra con la
Costituzione che parla della funzione sociale della terra.  Lupion santifica
il latifondo, sacralizza la proprietà come diritto assoluto, ci fa tornare
al secolo scorso 
 
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DA LETRAVIVA MST DEL 25 NOVEMBRE 2005
Rispetto alle accuse di scorrette rendicontazioni di ANCA, CONCRAB e ITERRA,
scrive il MST nell¹ultima Letraviva: siamo orgogliosi del lavoro svolto da
queste organizzazioni che si sono comportate in modo molto corretto nei
confronti del denaro pubblico. Aiutano a combattere l¹analfabetismo e a
costruire la salute nelle aree rurali e lavorano per la conservazione
dell¹ambiente. 
Sono entità che collaborano con noi, ma sono totalmente autonome.
Anche le nostre scuole sono state attaccate dai ruralisti che non conoscono
i nostri passi avanti. 60.000 Senza Terra sono stati alfabetizzati solo
negli ultimi due anni. Le elite vogliono che i poveri delle campagne restino
nell¹ignoranza per non riconoscere le catene che li legano,
Il MST è a favore della trasparenza nell¹amministrazione di qualsiasi
risorsa pubblica e appoggia le indagini indipendentemente da chi viene
coinvolto, ma non siamo d¹accordo nell¹uso della CPMI della terra come
palcoscenico di una lotta ideologica e sul tentativo di criminalizzazione
politica del MST. 
Quel che è in gioco nella CPMI è la necessità e l¹importanza della
realizzazione della riforma agraria, imprescindibile per il consolidamento
della democrazia e della giustizia sociale.
 
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 LA CPMI E LA RELAZIONE DEL DEPUTATO JOAO ALFREDO - 22 NOVEMBRE 2005
Creata con l'obiettivo di analizzare la struttura fondiaria in ambiente
rurale e urbano - nel dicembre del 2003 - la Commissione Parlamentare di
Inchiesta sulla Terra si è riunita per la lettura della relazione elaborata
dal deputato João Alfredo (PSOL-CE). I membri della commissione hanno
visitato nove stati. Durante i lavori della commissione c'è stato un
tentativo dei parlamentari ruralisti di utilizzarla per criminalizzare i
movimenti sociali. Secondo il testo finale, la questione agraria ha tre
punti fondamentali: la immensa concentrazione della terra nelle mani di
pochi, la violenza crescente e l'organizzazione dei senza terra come unica
alternativa di sopravvivenza. Per João Alfredo, i problemi delle campagne
saranno risolti solo con la riforma agraria. La relazione raccomanda quindi
al presidente la realizzazione del Piano di Riforma Agraria. Per questo il
potere legislativo deve garantire le risorse necessarie attraverso la Legge
di Bilancio. È necessario anche l'aggiornamento degli Indici di Produttività
che risalgono agli anni 70 e che vanno invece aggiornati almeno ogni 5 anni.
Un altro punto sottolineato è la riappropriazione delle aree pubbliche
illegalmente sottratte allo stato (solo nello stato di São Paulo si tratta
di più di 1 milione di ettari). La violenza, sostiente la relazione, è il
risultato della concentrazione della terra e della lentezza nel realizzare
la riforma agraria. La relazione ricorda i dati della CPT, tra il 1985 e il
2004, 1.349 lavoratori rurali sono stati uccisi e solo 15 mandanti
condannati. Bisogna proteggere le persone minacciate di morte, afferma la
relazione, catturare i latitanti, indagare sulle organizzazioni che
promuovono e incentivano la violenza anche contrattando milizie private e
gestendo il traffico internazionale delle armi