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Sulla stampa cubana del 30/03/06



Granma Internacional Digital
VERSION SOLO TESTO 

L'Avana. Cuba. Anno 10 - Giovedi 30 Marzo 2006


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BOLIVIA
Washington ha aperto un altro fronte?
? L´Amministrazione Bush sta a quanto sembra iniziando pressioni sistematiche sul Governo 
di Evo Morales

JUANA CARRASCO MARTIN - Speciale per GI -

Il Governo di Evo Morales, prima ancora delle elezioni del 18 dicembre che hanno visto 
l´ascesa alla presidenza del leader indigeno, è entrato in una delle liste nere di 
Washington, in questo caso quella del "populismo", un epiteto utilizzato dalla Casa 
Bianca e dal suo Dipartimento di Stato, incaricato di dare gli avvertimenti per segnalare 
quel che non gli piace o conviene. Si sente allora parlare di situazione sfavorevole per 
gli investimenti, di problemi economici in vista, di nazionalismo ed antiamericanismo, di 
attacchi alla democrazia, di minacce alla sicurezza nazionale statunitense, di relazioni 
non consigliabili ed altri avvisi su una probabile equazione per niente favorevole agli 
interessi USA. 

Il fatto che il primo presidente indigeno di un paese a maggioranza indigena sia arrivato 
al palazzo presidenziale con il sostegno di coloro che pretendono una Costituzione nuova 
e diversa, che riconosca diritti, necessità dello sviluppo per tutti, una migliore 
distribuzione dei beni, sovranità e indipendenza, che insomma rifondi il paese, non è 
allettante per gli Stati Uniti. Al paese del Nord non soddisfa nemmeno la giusta 
rivendicazione di nazionalizzare le ricchezze che vennero privatizzate al costo di una 
maggior povertà per gli sfavoriti dalla fortuna (si sta già parlando di assunzione da 
parte dello Stato del controllo azionario di 10 imprese che gestiscono settori strategici 
come le telecomunicazioni, il petrolio, le ferrovie, l´elettricita´ e l´aerolinea 
nazionale); per non parlare dello sguardo benevolo dei boliviani nei confronti degli 
altri paesi latinoamericani, alla ricerca di rapporti che abbiano come loro componente 
essenziale la solidarieta´, altra parola vituperata a Washington. 

E così gli attacchi dall´esterno non si sono fatti attendere, aggiungendo molto sale al 
pepe che anche settori oligarchici boliviani vanno spargendo su una Rivoluzione che 
vedono arrivare. 

Gli attacchi nordamericani sono iniziati alla fine di febbraio, quando la senatrice 
indigena Leonilda Zurrita del MAS (Movimento al Socialismo), compagna di partito di Evo 
Morales ed una delle sue più strette collaboratrici, si è vista ritirare il visto 
d´ingresso negli USA con l´assurda argomentazione che sarebbe coinvolta in atti di 
terrorismo. Zurrita era stata invitata a partecipare ad una conferenza di un´università 
statunitense. Il fatto è stato definito da molti una rappresaglia ed una discriminazione 
lesiva della dignità del popolo boliviano.

Poi è venuta la de-certificazione della Forza Contro-Terrorista Congiunta (FCTC) da parte 
dell´Esercito degli Stati Uniti, a causa del sollevamento dall´incarico del suo 
comandante e della non accettazione di quello nominato dalla Bolivia, cosa che ha fatto 
affermare a Morales che: il Governo boliviano respinge "ricatti ed intimidazioni"..."Non 
accettiamo il veto"... La Bolivia e´ degna e "nessun Comandante verra´ cambiato su 
richiesta delle Forze Armate Statunitensi". L´attacco più recente è stato sferrato tra la 
sera di martedì e le prime ore di mercoledì 23 marzo, quando due potenti esplosioni in 
altrettanti modesti alberghi di La Paz, hanno provocato la morte di due persone ed il 
ferimento di altre 11. L´attentato è stato commesso da un cittadino statunitense, 
Claudius Lestat D´Orleans e dall´uruguayana Aida Ribeiro Acosta. Il presidente Evo 
Morales ha subito dichiarato: "Non è possibile che mentre stiamo compiendo questa 
trasformazione, una rivoluzione democratica e culturale per vivere bene, vengano compiuti 
questo tipo di attentati", attribuendo l´azione criminale a gruppi oligarchici e 
stranieri.

"Mentre il Governo degli Stati Uniti sta lottando contro il terrorismo ci mandano 
nordamericani per compiere attentati terroristici in Bolivia", ha detto a Santa Cruz.

Il ministro degli Esteri David Choquehuanca ha confermato il carattere politico 
dell´aggressione, della quale ha incolpato i gruppi economici disposti a creare 
un´atmosfera d´instabilità democratica. Alcuni giorni prima degli attentati, il 
Presidente boliviano aveva detto: "Non negozieremo mai il TLC con gli USA", proponendo 
come alternativa il TCP (Trattato di Libero Commercio dei Popoli) ed aggiungendo 
giustamente e ragionevolmente che è inaccettabile che le imprese di alcuni paesi invadano 
i paesi latinoamericani con i loro prodotti sovvenzionati e che in Bolivia ciò non 
avverrà.

Questo paese sudamericano può attualmente esportare negli USA senza tariffe doganali 
prodotti tessili, in legno e gioielli, grazie alla Legge di Promozione Commerciale Andina 
e per lo Sradicamento della Droga, che Washington pretende di rimpiazzare soltanto con il 
cosiddetto Trattato di Libero Commercio.

Le più alte autorità della nazione andina hanno dichiarato che gli attentati con 
esplosivi coincidono con la fase preparatoria dell´Assemblea Costituente, che vede i 
partiti politici e le organizzazioni sociali impegnate in un´intensa attività per 
decidere quali saranno i loro candidati nell´organo che elaborerà la nuova Costituzione, 
che dovrà rifondare la Repubblica su nuove basi che garantiscano ai `campesinos´, colonne 
portanti della nazione, maggiori opportunità socio-economiche, l´accesso alla terra per 
lavorarla, ai servizi di base (che sono diritti umani fondamentali) e la rappresentanza 
governativa. Queste elezioni sono programmate per domenica 2 luglio. 

La Polizia ha inoltre affermato che la coppia aveva in programma un altro attentato 
contro gli uffici del Consolato cileno a La Paz, cosa che avrebbe provocato un conflitto 
diplomatico con il paese vicino, proprio mentre il Governo di Evo Morales sta cercando di 
raggiungere un accordo definitivo per uno sbocco sul mare, tolto alla Bolivia dalla 
Guerra del Pacifico (1879-1883). 

Non è da escludere che dietro l´attentato vi sia la mano della CIA (la tenebrosa agenzia 
di spionaggio e guerra sporca statunitense) o di un´altra istituzione di sicurezza del 
poderoso impero, visto il doppio gioco di pressioni e lusinghe per cercare di 
estromettere Evo Morales dalla presidenza o, almeno, neutralizzarlo. Concordiamo al 
rispetto con la descrizione fatta dall´analista Jorge Luis Ubartelli in un articolo 
pubblicato su Rebelión, secondo la quale Washington si propone tre obiettivi: isolare la 
Bolivia da Venezuela e Cuba come elementi principali di un asse antimperialista; 
costringerla a negoziare in condizioni di diseguaglianza con gli USA accordi complessivi 
di sottomissione, primo tra i quali il TLC; preparare le condizioni per destabilizzare il 
Governo boliviano in caso di mancato raggiungimento dei due scopi precedenti.

Non ci sono dubbi rispetto al fatto che il fronte boliviano rientra nei piani 
statunitensi per questo emisfero e gli USA non esiteranno ad utilizzare qualsiasi mezzo 
per cercare di mantere nell´ovile questo paese.

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Il Movimento indigeno dell´Ecuador ha convocato un´Assemblea Generale

Quito, 28 mar. (PL) - La Confederazione delle Nazionalità Indigene dell´Ecuador (CONAIE) 
ha convocato a un´Assemblea Generale per definire le azioni, con l´obiettivo di 
continuare la lotta contro il Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti.

L´incontro avverrà il prossimo 31 marzo a Riobamba, capoluogo provinciale di Chimborazo, 
anche se nella zona regna lo stato d´emergenza decretato dal Governo da sette giorni, ha 
affermato il capo della CONAIE, Santiago de la Cruz."La misura restringe il diritto di 
riunione ma, ha detto De La Cruz, questo decreto è un chiaro indicatore del nervosismo e 
della debolezza del governo". 

Egli ha detto che in questa riunione si valuteranno i risultati delle mobilitazioni 
iniziate il 3 marzo che hanno dato scacco matto al governo e si determinerà la strategia 
per le prossime settimane. 

Il vicepresidente di questa organizzazione ha sottolineato che in questi momenti ogni 
nazionalità definisce con le assemblee provinciali i propri compiti per sviluppare azioni 
più radicali e di maggior resistenza. Il leader ha aggiunto che si considerano sempre le 
azioni di forza perchè il TLC continua ad essere presente nei negoziati alle spalle della 
popolazione, nonostante le proteste e le manifestazioni per 11 giorni con blocchi del 
traffico in diverse province del paese, represse con la violenza. 

Abbiamo solo realizzato una pausa per riprendere le forze, ma gli indigeni continueranno 
con il blocco delle strade e l´occupazione delle piazze, ha aggiunto De La Cruz. 

I mezzi politici stimano che le mobilitazioni indigene sostengono che il TLC diventerà, 
se approvato, una preoccupazione per tutti gli abitanti dell´ Ecuador che chiedono al 
governo trasparenza e conoscenza di tutti i negoziati. 

Il dirigente indigeno ha avvisato che nel caso in cui i negoziati del TLC con gli Stati 
Uniti si concretino, la CONAIE richiamerà la sua gente per le strade.

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Cuba ha convocato i paesi arabi al Summit dei Non Allineati

L´AVANA, 27 marzo (PL). - Il ministro degli Esteri cubano, Felipe Pérez Roque, ha 
convocato i Capi di Stato e di Governo della Lega Araba per il XIV Summit dei Paesi Non 
Allineati (NOAL), prevista per il prossimo mese di settembre a Cuba.

Il capo della diplomazia dell´Isola, intervenendo nella XVIII Sessione Ordinaria del 
Summit della Lega Araba a Karthoum, in Sudan, ha fatto riferimento alla necessità di 
rafforzare il Movimento dei Paesi Non Allineati.

Pérez Roque, secondo quanto ha pubblicato lunedì il quotidiano Granma, ha invitato 
all´appuntamento (il cui svolgimento è previsto dall´11 al 16 settembre) i rappresentanti 
dei 22 paesi che compongono la Lega Araba, a nome del popolo e del Governo cubani e del 
Presidente Fidel Castro.

Il titolare degli Esteri ha puntualizzato che è imprescindibile consolidare i NOAL, 
soprattutto nel mondo di oggi, che vede prevalere l´unilateralismo e le pretese 
egemoniche nei rapporti internazionali.

Felipe ha aggiunto che "in una congiuntura che ci ha visti testimoni di chiare 
manifestazioni di mancanza di rispetto per l´Islam e dei popoli arabi, Cuba condanna 
energicamente tali atti".

Il ministro cubano ha così ribadito la solidarietà della Maggiore delle Antille con le 
giuste cause dei paesi arabi ed in particolare con l´eroica lotta del popolo palestinese 
per conquistare la sua autodeterminazione. 

Ha riconosciuto il diritto di questa nazione a stabilire un suo Stato sovrano ed 
indipendente con Gerusalemme Est come capitale ed a vedersi restituiti senza condizioni 
tutti i territori arabi occupati da Israele dal giugno 1967.

Ha anche espresso gratitudine ai popoli arabi per la loro solidarietà con la lotta di 
Cuba contro il blocco economico imposto dagli Stati Uniti da più di quarant´anni.

Il diplomatico è stato ricevuto dal presidente del Sudan, Omar Hassan Hamed Al-Bashir, al 
quale ha trasmesso il saluto di Fidel Castro ed ha consegnato l´invito a partecipare al 
Summit dei Non Allineati a L´Avana.

Al Bashir ha ringraziato per il gesto e lo ha contraccambiato inviando un forte abbraccio 
al popolo cubano ed al suo leader, che ha definito un simbolo della resistenza e della 
lotta contro l´imperialismo.

Il ministro cubano si è incontrato anche con diversi dei suoi omologhi arabi presenti 
all´appuntamento, ai quali ha esposto i dettagli dei preparativi del Summit de L´Avana.

Il rappresentante dell´Isola si era recato precedentemente ad Algeri con lo scopo di 
consegnare al presidente Abdelaziz Bouteflika un invito del suo omologo cubano Fidel 
Castro per il prossimo appuntamento del Movimento NOAL.

Pérez Roque ha segnalato che Bouteflika ha confermato che sarà presente nel suddetto, al 
quale si prevede partecipino più di 50 capi di Stato ed i rappresentanti di più di 110 
nazioni.

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Zacarias Moussoui dichiara in tribunale
o Dovevo dirottare un aereo per un´altra ondata di attacchi"

L'11 settembre del 2001 un quinto aereo dirottato doveva colpire la Casa Bianca. Lo ha 
detto Zacarias Moussoui, il terrorista d´origine marocchina, il solo sotto processo negli 
Stati Uniti per gli attentati dell'11 settembre. 

Nel corso della sua deposizione in un tribunale della Virginia, l'uomo ha dichiarato che 
Osama Bin Laden personalmente l´aveva incaricato di mettersi ai comandi d´un quinto 
aereo, per sferrare una"seconda ondata" di attacchi. 

Con lui doveva andare anche Richard Reid, il terrorista britannico arrestato nel dicembre 
2001 mentre volava verso gli Stati Uniti con le scarpe piene di esplosivi. 

Moussoui ha nuovamente negato di essere "il ventesimo uomo" fra i dirottatori che 
attaccarono New York e Washington, ma ha anche ammesso d´aver mentito agli inquirenti del 
FBI, che lo arrestarono il 16 agosto del 2001, proprio perché voleva che gli attentati 
venissero compiuti, pur non sapendo la data precisa. In prigione, ha detto anche che 
aveva acquistato una radio, proprio per seguire in diretta l'andamento della strage. 

È la prima volta che Moussaui rivela che l'attacco alla Casa Bianca doveva avvenire 
subito dopo quelli contro il World Trade Center e il Pentagono. "Sapevo che avrebbero 
abbattuto le Torri Gemelle, ma non sapevo quando e non conoscevo i dettagli", ha detto 
ancora Moussoui.

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Addio CDH, Benvenuto CDH

ROBERTO GILI COLOM

(PL) - Coinvolta in un´irrimediabile crisi di credibilità, la Commissione dei Diritti 
Umani, CDH, della ONU, ha svolto la sua ultima sessione dopo 60 anni d´esistenza. 

Il discusso organismo sarà sostituito dal denominato, sinora, Consiglio dei Diritti 
Umani... quindi diciamo Addio alla CDH e Benvenuto al CDH. 

In una sorta di funerale la CDH ha effettuato lunedì 27 il suo 62º e ultimo periodo di 
sessioni nella tradizionale sede di Ginevra, accompagnata dalle proteste per la mancanza 
dei temi di fondo dell´agenda.

Vogliamo esprimere la nostra profonda insoddisfazione e una  forte critica  perchè 
l´ultima sessione della CDH è stata vuota di sostanza", ha affermato un rappresentante 
sudamericano. 

L´organismo, ha detto, ha lasciato cadere l´opportunità d´abbordare problemi che 
preoccupano la comunità internazionale, ha detto.

Il peruviano Manuel Rodríguez Quadro, che presiedeva la riunione, l´ha considerata 
storica, perchè chiudeva un ciclo nel lavoro della ONU e dava il passo al Consiglio, 
definito un nuovo orizzonte nel lavoro dell´organismo mondiale. 

I 47 membri del Consiglio saranno eletti il 9 maggio nell´Assemblea Generale della ONU a 
New York, con voto segreto e con un sistema di maggioranza semplice, 96 voti. 

L´Alta Commissaria per i Diritti Umani, la canadese Louise Arbur, ha encomiato il legato 
della CDH ed ha informato che il primo appuntamento del CDH è per il 9 maggio stesso; in 
quella data saranno eletti i 47 membri e la prima sessione si svolgerà il 19 giugno a 
Ginevra. 

La sua credibilità richiede azioni rapide in problemi vitali e la scelta di decisioni 
urgenti per non far formare una breccia nella protezione dei diritti umanai, ha segnalato 
la Arbour. 

I delegati latino americani consideravano vitale un dibattito prima della morte della 
CDH, su problemi vitali come la protezione delle persone contro la scomparsa forzata e i 
diritti dei popoli indigeni. 

Nell´ultima riunione della CDH hanno parlato delegati del Brasile, Marocco, Arabia 
Saudita, Azerbaigian e Olanda e un portavoce che rappresentava 265 ONG´s, tra gli altri. 

Il progetto per la creazione del Consiglio dei Diritti Umani ha avuto il voto favorevole 
di 170 delle 191 nazioni che fanno parte della ONU. 

Stati Uniti, Israele, Isole Marshall e Palau hanno votato contro, in quella che è stata 
definita una manovra. 

A differenza della CDH, il Consiglio non dipenderà dal Consiglio Economico e Sociale 
della ONU ma dall´Assemblea Generale. 

Tra le differenze notevoli dei due organismi si include il fatto che adesso i paesi 
eletti possono essere sospesi dai  membri in caso di violazioni dei diritti umani. La 
formazione del Consiglio, selezionato, è stata gestita con l´appoggio totale e la guida 
assoluta degli Stati Uniti.

Il continente africano che storicamente contava con 23 rappresentanti nella CDH ne avrà 
solo 13 nel Consiglio, mentre il detto gruppo degli 80 - G80 - su dieci che ne aveva, 
resterà con tre.    

Il nuovo strumento si presenta vulnerabile alle espressioni e alle azioni delle grande 
potenze che formano il Consiglio di Sicurezza. 

Gli analisti che sostengono questo punto di vista credono che in effetti la CDH era 
divenuta una sorta di tribunale al quale non sono mai stati chiamati i paesi del detto 
primo mondo. 

Di fatto il Dipartimento di Stato sostiene che i membri permanenti del Consiglio di 
Sicurezza lo siano anche nel futuro Consiglio. 

In realtà la CDH era diventata una palestra per far esercizio di egemonismo e selezione 
in materia di diritti economici, politici, sociali, culturali e di altro taglio. Il 
diritto alla casa però, all´alimentazione, alla salute e all´educazione non hanno mai 
avuto molto spazio nell´agenda. 

Quanto hanno pesato sulla credibilità e il lavoro della CDH le manovre e le azioni 
promosse da Washington  e dai paesi dell´Unione Europea contro i piccoli Stati? Gli Usa 
non sono stati eletti per integrare la CDH nel 2001 come voto di castigo della maggior 
parte del mondo di fronte alle aperte o segrete imposizioni e manipolazioni... 

Non poche volte nei corridoi della CDH si è manifestata la frenesia dei rappresentanti 
degli USA o della Gran Bretagna per  la creazione di determinati gruppi di lavoro creati 
nello stesso organismo... 

Si citano, rispetto a questo atteggiamento di rabbia, i lavori dei gruppi sulle scomparse 
forzate le detenzioni arbitrarie, i mercenari e i relatori sull´educazione, 
l´alimentazione, le popolazioni indigene, la salute, le torture, la casa, le esecuzioni 
sommarie, i rifiuti tossici...  

Il governo di George W. Bush non ha mai ricevuto  Jean Ziegler, relatore speciale nella 
Commissione dei Diritti Umani per il diritto all´alimentazione.  Curioso.

Il professor Cherif Bassiouni, relatore nella stessa Commissione sulla situazione dei 
diritti umani in Afganistan ha descritto in una relazione le teorie e gli omicidi 
commessi dall´esercito degli Stati Uniti in questa nazione e la CDH lo ha "premiato" non 
rinnovandogli il contratto.

Cinque esperti della CDH hanno denunciato le torture ripetute nel centro di detenzione 
occupato illegalmente degli USA  cuba, la base navale di Guantánamo, ed hanno 
raccomandato che si chiuda il campo: silenzio assoluto. 

Il multilateralismo che equivale al rispetto dell´uguaglianza sovrana, è in gioco con la 
creazione del Consiglio dei Diritti Umani e la scomparsa della CDH. 

Un influente quotidiano latino-americano ha scritto che il Consiglio dei Diritti Umani 
della ONU è nato manipolato dalle imposizioni degli Stati Uniti. 

Il principio razionale d´uguaglianza del voto nella formazione di questo corpo è stato 
vietato dal rappresentante degli Stati Uniti John R. Bolton, noto nei corridoi della 
diplomazia dell´organizzazione come "La Bestia", ha commentato il quotidiano! 

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Più di 9.000 soldati yankees hanno disertato da quando è iniziata l´aggressione all´Iraq

WASHINGTON. - Più di 9.000 soldati nordamericani hanno disertato da quando è iniziata 
l´aggressione all´Iraq ed il fenomeno ha avuto un incremento negli ultimi tempi, hanno 
reso noto alcuni dispacci della stampa.

Quattrocento disertori, secondo PL, hanno valicato negli ultimi giorni la frontiera nord 
del paese e stanno tentando di conseguire in Canada lo status di rifugiato politico.

Jeffry House, avvocato di Toronto che rappresenta molti di questi militari, ha dichiarato 
agli organi di stampa di ritenere che l´immensa maggioranza di questi militari possegga i 
requisiti fissati dall´ONU per ottenere asilo.

Il ventiduenne californiano Ryan Johnson è uno di coloro che stanno aspettando la 
concessione dell´asilo politico in Canada. La sua unità  è stata inviata in Iraq nel 
2005. "Io ho conversato con molti soldati che sono stati in Iraq e mi hanno parlato sulle 
persone innocenti che muoiono e sui bombardamenti dei quartieri abitati da civili", ha 
detto l´ex militare alla stampa, argomentando le ragioni per le quali ha detto addio 
all´Esercito.

Il ventiseienne Jeremy Hinzman, un altro rifugiato, ha abbandonato per motivi simili 
l´82º Divisione Aerotrasportata, una delle unità d´elite più usate da Washington nello 
scenario iracheno. "Firmare un contratto non è un motivo sufficiente per abdicare alla 
morale umana", ha detto recentemente Hinzman al quotidiano britannico `News Telegraph´. 
Il militare ha aggiunto che "se lei sa che l´ordine è ingiusto, è suo dovere disobbedire".

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L´EUROPA È SCOSSA DA UN´ONDATA DI SCIOPERI

Tre milioni di persone hanno partecipato alle proteste in Francia

PARIGI. - I sindacati hanno stimato che sono stati circa tre milioni i partecipanti alle 
manifestazioni in Francia, convocate per protestare contro l´introduzione della legge del 
Contratto di Primo Impiego (CPE). Secondo le autorità invece i manifestanti sarebbero 
stati un milione.

Bernard Thibault, capo del principale sindacato francese, la Confederazione Generale dei 
Lavoratori (CGT), ha detto che tre milioni di persone costituiscono una "cifra storica". 
Secondo il leader sindacale, solamente a Parigi sono scese in strada 700.000 persone.

È stato assicurato che hanno manifestato più di 200.000 persone a Marsiglia (sud-est), 
100.000 a Bordeaux (sud-ovest), 80.000 a Lille (nord), 63.000 a Grenoble (sud-est) e 
40.000 a Lione (sud-est).

La partecipazione è stata sensibilmente superiore a quella del 18 marzo scorso, la 
precedente giornata di mobilitazione, quando in tutto il paese sono stati contati 503.600 
manifestanti, secondo la polizia e 1,5 milioni secondo gli organizzatori, ha sottolineato 
un dispaccio della AFP.

Secondo l´agenzia EFE, il primo ministro francese Dominique de Villepin, contestato nel 
suo stesso partito e la cui popolarità è in caduta libera, si sta afferrando alla sua 
riforma del lavoro, che danneggia i giovani.

SONO INIZIATI GLI SCIOPERI PER AUMENTI SALARIALI IN GERMANIA

Più di 1.000 lavoratori del settore automobilistico, iscritti al sindacato IG-Metall, 
hanno fermato la produzione nella fabbrica BMW di Leipzig, segnando l´inizio di una serie 
di scioperi per rivendicare aumenti salariali. Le interruzioni del lavoro sono state 
indette dal sindacato dell´industria metallurgica ed elettrica dopo il fallimento dei 
negoziati con il padronato, ha reso noto Notimex.

LA GRAN BRETAGNA È STATA PARALIZZATA DA UNO SCIOPERO DEL PUBBLICO IMPIEGO

Uno sciopero di più di un milione e mezzo di impiegati pubblici contro la riduzione delle 
pensioni proposta dal Governo britannico ha paralizzato quasi tutto il paese. Lo sciopero 
ha svuotato gli uffici postali e per la riscossione delle imposte, le banche, gli studi 
notarili, le librerie, i centri d´interesse turistico ed ha pregiudicato il servizio 
della metropolitana, così come la regolazione del transito nelle grandi città. (PL)

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Il filosofo Gianni Vattimo ha ricevuto un diploma al merito artistico

L´AVANA. - Il filosofo e ricercatore italiano Gianni Vattimo ha conquistato i cuori 
cubani con la sua conferenza nell´Istituto Superiore d´Arte, durante la quale ha 
confessato di sentirsi già cittadino cubano.

L´istituzione culturale ha conferito il diploma al merito artistico per il valore 
dell´opera scritta a questo notevole pensatore del nostro tempo, sempre in lotta contro 
la globalizzazione egemonica ed i convenzionalismi, impiegando l´arma dei saggi e di un 
ampio lavoro giornalistico.

Vattimo è polemico e naturale nelle sue esposizioni, ben informato sui cambiamenti e le 
crisi che si producono nel mondo ed esperto ammiratore dell´arte e dell´estetica. Sta 
visitando Cuba come invitato alla Nona Biennale de L´Avana ed ha potuto contare sulla 
presenza del ministro della Cultura Abel Prieto alla sua conferenza, dopo la quale si è 
prodotto un fruttifero scambio di domande e risposte. Prieto ha proposto di invitare il 
Professore italiano a Cuba affinchè realizzi alcuni seminari di dibattito teorico su 
filosofia e contemporaneità, assieme ad artisti di differenti discipline.

Vattimo è internazionalmente riconosciuto per il suo rigore scientifico e filosofico ed è 
una personalità accademica che ha lavorato in diverse università europee, degli Stati 
Uniti e latinoamericane. Ha pubblicato molti saggi in varie nazioni, tradotti in spagnolo 
e portoghese.

Il suo recente libro El socialismo o Europa (2004), è dedicato al significato ed al 
futuro del processo d´integrazione del Vecchio Continente e raccoglie gli articoli 
scritti durante il suo mandato come parlamentare europeo.

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Si è dimesso il capo di gabinetto della Casa Bianca

Il capo di gabinetto della Casa Bianca, Andrew Card, si e dimesso ed è stato rimpiazzato 
dal direttore agli affari del bilancio della stessa Casa Bianca, Josh Bolton, ha 
informato il presidente George W. Bush durante una conferenza stampa nella quale il 
governante ha dato l´annuncio, ma non ha spiegato le motivazioni delle dimissioni di Card 
che avvengono in questo periodo di rapida discesa della popolarità del presidente Bush e 
di crescenti richiami di politici e analisti di realizzare cambiamenti nella residenza 
ufficiale. 

Le più recenti dimissioni d´alto rango nella Casa Bianca sono dell´ottobre scorso quando 
lasciò il suo posto di capo di gabinetto del vice presidente Cheney, Lewis Scooter Libby, 
coinvolto in uno scandalo CIA-gate. 

Libby, accusato d´aver rivelato intenzionalmente l´identità d´una ufficiale della CIA è 
accusato d´aver ostruito il corso della giusitizia, di falsa testimonianza - due volte - 
e di spergiuro - due volte. 

Il pubblico ministero speciale Patrick Fitzgerald sostiene che l´ex funzionario aveva 
cercato intenzionalmente di ostruire e impedire, influendo sulla amministrazione della 
giustizia, ingannando e mentendo alla giuria che stava investigando, PL.
 


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