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Recife: concluso il secondo Foro Sociale Brasiliano



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Recife: concluso il secondo Foro Sociale Brasiliano

Di Tito Pulsinelli *

25 Aprile 2006 - Si alla rielezione di Lula, ma senza più le illusioni del mitico 2003. Le illusioni sono evaporate lungo la strada dell’ordinaria, cauta e carente gestione del PT. Caduto prima nel pantano della corruzione, poi nella privatizzazione del 5% della regione amazzonica.

I 15mila attivisti riuniti nella nordorientale città di Recife, hanno riconfermato l’appoggio a Lula per “evitare il ritorno al potere della destra”, ma hanno anche lanciato un Progetto di Sviluppo Nazionale, destinato ad essere discusso ed approvato dalle organizzazioni sociali nei prossimi tre mesi.
Non si tratta di un manifesto destinato a influire nella prossima campagna elettorale ma di un programma di trasformazioni, con cui tenteranno di vincolare il nuovo governo, qualsiasi esso sia.

Sembra finito il tempo dell’entusiasmo e del romanticismo: ora ci sono critiche al governo, ai Partiti e ai movimenti sociali.
I Partiti sono necessari però sono insufficienti per garantire ed ottenere cambi sociali significativi. Il governo ha fatto la corte alle organizzazioni sociali cercando di inglobarle, “soprattutto i dirigenti sindacali che ottennero numerosi incarichi governativi » (Whitaker). I movimenti –in questo modo- persero la loro capacità di critica, di pressione e mobilitazione.
Secondo Whitaker –che è tra i fondatori del Foro Sociale Mondiale- l’errore dei movimenti fu che “dati questi legami e la paura di perdere le sovvenzioni statali”, rimasero sulla difensiva anche quando il governo non mantenne le proposte iniziali. E’ stato pagato caro il prezzo della cooptazione.

I movimenti degli afro-discendenti sono stati molto attivi durante il Foro di Recife, senza dubbio perchè in questa regione si concentrano la maggior parte dei 7000 “quilombo” esistenti in Brasile. I “quilombo” ospitarono gli schiavi ribelli che fuggivano dalla schiavitù, e il governo sta riconoscendo e legalizzando queste terre.
Si richiedono quote per gli studenti negri nelle università, incentivo e protezione per le lavoratrici domestiche, un freno alla disoccupazione e ai bassi salari, di cui sono vittime principalmente i negri.

Il riconoscimento a Lula per aver creato il ministero della Promozione dell’Uguaglianza Razziale e l’inserimento della storia e cultura africana nelle scuole, non stemperano le critiche al programma economico, al pagamento della totalità del debito estero, allo strapotere della banca, che contribuiscono a non creare occupazione e reddito per i settori più vulnerabili.

Gli atri temi che hanno suscitato entusiasmo e partecipazione sono stati quelli relativi all’autonomia dei movimenti, all’integrazione sudamericana, alla lotta delle donne, e alla cultura come leva di trasformazione per il lungo periodo.

Tuttavia, alla luce degli scandali e del cronico malcostume politico brasiliano che non ha lasciato immacolato neppure il PT, ha destato interesse l’opinione di Oded Grajew -ex cosigliere di Lula- sull’urgenza della riforma elettorale e del sistema politico. “Il Presidente può nominare fino a 20000 funzionari di sua fiducia, senza concorso pubblico. E’ uno stimolo alla corruzione e alla cooptazione. Non è più possibile mantenere il finanziamento privato perchè porta al nomadismo dei politici eletti, che non rispondono al bene pubblico, ma ai loro finanziatori privati.”

La Rete di Cittadini per la Riforma Politica, dove confluiscono 200 organizzazioni, vede il finanziamento pubblico delle campagne elettorali e la fedeltà ai partiti, come via d’uscita per evitare –dopo ogni elezione- l’immancabile e puntuale asta di deputati che abbandonano gli schieramenti che li elessero, per emigrare laddove offrono più vantaggi.
Oded Grajew ha sottolineato come Lula, all’inizio del suo mandato, ha perso l’occasione per varare una riforma storica che avrebbe generato governabilità e stabilità, con la limitazione della corruzione e il deprecabile fenomeno intensivo dei parlamentari trasfughi.

A Recife scende il sipario su un dibattito che lascia spazio ad una riflessione focalizzata sull’autonomia dei movimenti e la riforma del sistema politico.
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<x-tad-smaller>*Analista continentale, ha pubblicato numerosi testi sulla geopolitica latinoamericana per l'Osservatorio Indipendente Selvas.org.
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</x-tad-smaller><x-tad-smaller>(Il presente articolo è utilizzabile con la citazione dell'autore e di Selvas.org</x-tad-smaller><x-tad-smaller>.)

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