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Carlos Gaviria ha vinto...



Carlos Gaviria ha vinto

…e Uribe ha perso. Questo lo possiamo dire anche prima delle elezioni di Domenica.

Gaviria ha vinto perché partendo da 0% nei sondaggi è ora al 23% e dato il modo in cui i sondaggi si fanno in Colombia, immaginiamo una intenzione di voto anche superiore.

Uribe ha perso, l’80% o 70% di qualche mese è sceso al 53% che por le medesime ragioni di cui sopra lascia credere sia abbastanza al di sotto.

Sembra quindi inevitabile un secondo turno, un ballottaggio dove le tendenze attuali potrebbero quindi avvicinare ancora di più i due contendenti.

Non sprechiamo altre parole per Serpa, il candidato liberale, il perdente di sempre, che sin dall’inizio della bagarre elettorale avevamo dato per spacciato, infatti, dopo il sorpasso nei sondaggi da parte di Gaviria, è precipitato sotto il 10%.

Ma come mai la luna di miele tra i Colombiani e Uribe si sta rompendo?

Solo due mesi fa il presidente annunciava la fine delle negoziazioni del trattato di libero commercio (TLC) con gli Stati Uniti, vale a dire la trasformazione del paese in un fornitore di prodotti tropicali ed esotici e la distruzione dell’industria nazionale, nonché dell’agricoltura di sussistenza.

Data la situazione del continente e il livello dello scontro su questi temi nei paesi confinanti il buon senso avrebbe sconsigliato dall’ introdurre questo scottante tema nella campagna elettorale, eppure Alvaro Uribe si sentiva talmente forte da ignorare il buon senso. Ammesso ne abbia.

La risposta Venezuelana è stata l’annuncio dell’uscita dalla Comunità Andina delle nazioni, dichiarata /assassinata/ dagli accordi di libero commercio con gli USA del socio Colombiano.

E ed assolutamente fuori di dubbio che l’ascendente di Hugo Chavez esista e forte in alcuni settori della società Colombiana.

E poi ci fu lo scandalo di Noguera, capo della polizia segreta del DAS accusato di aver dirottato 300.000 voti dell’area della costa di Bogotà sul candidato Uribe nelle elezioni del 2002, facendogli vincere così le elezioni al primo turno (contro il perdente di sempre). Noguera costretto a dimettersi, anche per le accuse di essere il mandante dell’omicidio di 24 attivisti sociali, fu premiato con la nomina a console di Milano, un po’ come avere Himmler per ambasciatore, ora è di nuovo in Colombia magari per rispondere di fronte alla legge.

Questo scandalo ha portato anche ad un tremendo scontro tra il presidente e i mezzi di comunicazione, la rivista Semana è stata definita un giornaletto, e parliamo del settimana più autorevole del paese diretto da Alejandro Santos, della poderosa famiglia dei Santos, uno tra i due gruppi più potenti del paese.

Aggiungiamo un paio di altri sgarri nei confronti dei media, per non essersi presentato a dibatti televisivi e vari altri episodi, tutti figli dell’arroganza di chi crede di avere la vittoria in mano, forse anche per la consapevolezza che qualche altro Noguera farà il suo lavoro anche in queste elezioni, ma questo per il momento non ci è dato saperlo.

Sarebbe però riduttivo spiegare tutto con i fallimenti di Uribe, quando invece grande merito va a Carlos Gaviria, intorno a lui si è creata una nuova sinistra, che ha raggiunto livelli sconosciuti a questo paese. Questo è certamente un primo grande allineamento del paese ai venti di cambio che percorrono tutto il sud america.

Probabilmente mancava un vero leader e Carlos Gaviria lo è diventato, ha vinto la sua battaglia personale, vediamo ora cosa accadrà nella battaglia elettorale.

Comunque il Polo Democratico rappresenta una forza reale con uno zoccolo duro elettorale molto ampio e meno mobile dell’elettorato Uribista che si incentra su un piccolo gruppo di beneficiari delle sue politiche e un grande numero di affascinati dal suo discorso e dalla mano che il presidente tiene fissa sul cuore mentre guarda la bandiera con rispetto.

L’esperienza recente sembra dimostrare che le rimonte elettorali hanno un impennata i giorni prima delle elezioni, lo abbiamo visto con il recupero del vecchio cancelliere sulla Mekel, e anche sul rocambolesco recupero del nostro EX-primo ministro su Romano Prodi.

Ci sono anche delle ombre, nere e pesanti all’orizzonte, la campagna elettorale del presidente Uribe è stata molto aggressiva ed esiste stata una violenza crescente ed incontrollabile delle forze armate, evidente ad esempio nei recenti fatti del Cauca ma purtroppo c’è stata anche una violenza sugli oppositori politici, delle peggiori che può esprimere il paese come: l’omicidio della sorella dell’ex presidente Cesar Gaviria o dell’assistente della senatrice Pia Cordoba. Omicidi che colpiscono persone impegnate nella campagna elettorale contro il presidente Uribe, probabilmente di stampo paramilitare.

Molta gente ha paura di vedere durante un secondo mandato del presidente Uribe una violenza di settori paramilitari come quella che cancellò completamente il partito della Union Patriottica, che si estinse dopo avere seppellito circa 4000 dei suoi rappresentanti, solo un anno fa una lista di eliminabili del polo finì nelle mani degli inquirenti e molte di queste persone sono ancora oggi sotto pesanti minacce quasi giornaliere.

In questo paese spesso gli oppositori non si sconfiggono, ma si eliminano fisicamente. Speriamo non sia questo il caso.


Simone Bruno