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LATINOAMERICA - MISSIONE INTERNAZIONALE IN COLOMBIA



Minacce di morte,oscuramento del sito e furto nella sede dell'associazione
sono le aggressioni subite nei giorni scorsi dai volontari di A Sud, alla
vigilia della missione internazionale in Colombia. che li vedrà
direttamente impegnati sul campo.
A seguire il messaggio dei volontari di A Sud.
Per informazioni e contatti in Italia: 3463501753
  <mailto:associazione.asud at gmail.com>associazione.asud at gmail.com
Per contatti con A Sud in Colombia: 005713133206705
MISSIONE INTERNAZIONALE IN COLOMBIA
Cari amici, sostenitori e simpatizzanti di A Sud, nei giorni scorsi subito
dopo aver inviato l'ultimo comunicato sui massacri e la guerra in Colombia,
la nostra associazione ha subito un attacco telematico. Il nostro sito
<http://www.asud.net/>www.asud.net è stato bloccato, cancellate le cartelle
e rubati i contatti delle nostre mailing list. Se a questo aggiungiamo lo
scasso della nostra sede che abbiamo dovuto constatare alcune settimane fa,
ci appare evidente il tentativo di bloccare le nostre attività e di
intimidire il lavoro dei volontari del nostro collettivo. Nei prossimi
giorni riattiveremo il nostro sito e ristabiliremo la comunicazione con i
nostri lettori per informarli circa le lotte, le campagne, le attività e le
denunce dei movimenti sociali, contadini ed indigeni del sud del mondo per
i quali siamo orgogliosi di poter continuare a lavorare e verso i quali
rinnoviamo il nostro impegno a portare avanti un'idea altra di società, di
politica e di economia. Qui di seguito travate l'ultimo comunicato che
merita particolare attenzione considerando il fatto che è sulla Colombia e
su una importante missione internazionale organizzata dalla ONIC per
denunciare il genocidio in corso di 18 popoli indigeni, alla quale la
nostra organizzazione è stata invitata e parteciperà con un suo
rappresentante.
"Che il nostro silenzio si trasformi in un solo grido"
Dal 2004 il relatore speciale delle Nazioni Unite dr. Rodolfo Stavenhaugen
ha denunciato il rischio corso dai popoli indigeni colombiani. Nonostante i
meccanismi internazionali di protezione che si applicano attraverso il
sistema delle Nazioni Unite, OEA, Corti Internazionali ed altri organismi
multilaterali, le condizioni delle comunità indigene in Colombia sono
sempre più gravi a causa del conflitto armato, delle strategie di
sfollamento, delle politiche economiche neoliberali come i trattati di
libero commercio recentemente firmati con gli Stati Uniti.
Da oltre un anno l'organizzazione nazionale degli indigeni colombiani
"ONIC" sta preparando una iniziativa internazionale per rompere il muro di
silenzio anche all'interno delle organizzazioni multilaterali sul genocidio
sofferto dai popoli originari colombiani. Per questo motivo dal 19 al 29
settembre del 2006 l'ONIC realizzerà un Missione Internazionale di Verifica
della situazione dei popoli indigeni. La Missione visiterà quattro delle
zone più a rischio del paese e nelle quali continuano a essere giornalmente
compiuti massacri. Le zone sono: Nord del Cauca dal popolo Nasa, Alto Sinù,
Tierralta; Cordoba dal popolo Embera Katio; Sierra Nevada di Santa Marta
dal popolo Kuankuamo e Arauca dal popolo U'wa.
Della missione faranno parte alcuni delegati europei, statunitensi e
latinoamericani che in questi anni sono stati sostenitori della causa
indigena. Per l'Italia la ONIC ha invitato Giuseppe De Marzo, portavoce
dell'associazione A Sud che in questi anni ha lavorato al fianco di diverse
comunità indigene e movimenti dell'America Latina.
L'obiettivo della Missione sarà quello di entrare in zone di conflitto
ormai prive di qualsiasi minima garanzia per le comunità indigene. In
questo momento diciotto popoli indigeni si trovano in una situazione di
emergenza, a causa delle violazioni dei diritti umani, obbligati allo
sfollamento, confinati e marginati in alcuni territori, colonizzati a causa
della ricchezza delle loro terre ad opera delle multinazionali degli
idrocarburi, bombardati dai militari o dai paramilitari, costretti a
resistere anche alle fumigazioni tossiche prodotte dal Plan Colombia.
Centinaia sono stati i leader assassinati, sequestrati, scomparsi,
minacciati che si sono dichiarati in resistenza in questi anni. Alcuni di
questi popoli millenari rischiano oggi l'estinzione per essersi opposti
alle violazioni subite e per aver continuato a portare avanti le loro
tradizioni, la loro cosmogonia e la loro visione della politica.
Compito della Missione sarà quello di dare inizio ad un processo per
"esigere" dalle organizzazioni internazionale il rispetto dei diritti dei
popoli indigeni chiedendo l'intervento delle Nazioni Unite, della Comunità
Europea e dei paesi del G24.

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