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Fw: libertà d'espressione in Nicaragua



 
----- Original Message -----
Sent: Wednesday, November 29, 2006 5:32 PM
Subject: I: libertà d'espressione

Nicaragua
Libertà di espressione nel Governo Ortega
I mezzi di comunicazione chiedono garanzie
Primo incontro con il governo degli Stati Uniti
 
"Garantiremo l'assoluta libertà d'espressione" ha dichiarato Ortega  (© Foto G. Trucchi)
 
L'Asociación de Medios Independientes riunisce alcuni dei più importanti organi d'informazione televisiva, radiale e di stampa del Nicaragua.
Una delle prime azioni di questa associazione, è stata quella di chiedere un incontro con il neoeletto Presidente della Repubblica, Daniel Ortega, per affrontare il delicato tema della libertà di espressione durante i prossimi cinque anni di governo.
Francisco Chamorro, vicedirettore de El Nuevo Diario, ha informato il futuro Presidente che l'associazione "nasce con l'interesse di promuovere un giornalismo con maggiore professionalità ed equilibrio e allo stesso tempo, per difendere gli interessi dei proprietari dei mezzi di comunicazione che ne fanno parte, nella speranza che anche gli altri organi d'informazione entrino a farne parte".
 
I principali temi di discussione con Ortega hanno toccato aspetti che riguardano l'approvazione da parte della Asamblea Nacional della Legge di Accesso all'Informazione Pubblica, la gestione e ripartizione della pubblicità governativa, gli esoneri fiscali sui materiali ed apparati propri dell'attività informativa, ma soprattutto, il tema della libertà d'espressione in Nicaragua.
 
Chamorro ha ricordato come "in Nicaragua c'è stata una brutta tradizione in relazione alla distribuzione disuguale della pubblicità governativa. Chiediamo che durante il suo governo, tale distribuzione sia più equa, più giusta, senza dimenticare i piccoli mezzi d'informazione che hanno bisogno di questa pubblicità per poter sopravvivere. Lo chiediamo anche come garanzia democratica nel nostro paese.
Credo che si siano fatti passi in avanti rispetto ad un'informazione più equilibrata e meno tendenziosa. Ci sono sicuramente ampi margini di miglioramento, ma credo che siamo sulla strada giusta ed il Nicaragua ha bisogno di questo, di un'informazione meno polarizzata e meno di scontro".
 
Il neoeletto Daniel Ortega ha rassicurato i presenti su quella che sarà la politica del nuovo governo riguardante l'informazione.

"Voglio rassicurare i presenti e in base alla legge e alla stessa Costituzione, garantisco che si manterrà il totale rispetto della libertà d'espressione.
Durante gli anni 80 si viveva un'altra situazione. Anche voi avete visto le informazioni rese pubbliche dai Servizi Segreti degli Stati Uniti, in cui risulta evidente la situazione di guerra ed aggressione a cui eravamo sottoposti ed anche l'intenzione di bombardare il Nicaragua ed annichilare le autorità nicaraguensi.
In quella situazione non era facile mantenere la censura solo sugli aspetti che avevano a che fare con la sicurezza. Siamo andati più in là e le relazioni con i mezzi di comunicazione non sono certo state delle migliori.
Con l'arrivo della pace, il Frente Sandinista è stato il primo a promuovere nella Asamblea Nacional l'assoluta libertà d'espressione, perché non aveva più senso la censura.
Oggi la situazione è diversa e non c'è nessun motivo per pensare che questa libertà possa essere toccata. Direi che oggi questa libertà non ha limiti in Nicaragua e la maturità dei mezzi di comunicazione ha fatto sì che siano più credibili e rispettati".
 
Ortega ha anche toccato un tema molto discusso, che è quello delle "notas rojas", che da anni riempiono i principali telegiornali di immagini raccapriccianti, dando voce ai fatti più sanguinosi che avvengono nel paese.
 
"Esiste una totale libertà d'informazione, ma esiste anche un problema, che non è di ordine politico, ma che ha a che fare con la sicurezza di tutti noi.
Le "notas rojas" fanno aumentare gli indici di ascolto, ma si trasformano anche in un elemento che stimola la delinquenza, la criminalità. Quando arrivano i mezzi televisivi, i cittadini che magari prima erano tranquilli, cominciano a colpirsi o a diventare violenti per poter apparire alla televisione.
Il piccolo criminale si sente improvvisamente importante, un eroe e gli altri vogliono fare lo stesso.
Questo fenomeno sta creando gravissimi problemi in altri paesi della regione, come in Guatemala, Honduras ed El Salvador.
Siamo davvero preoccupati e dovreste esserlo anche voi e quindi vi chiedo di pensare a questa situazione, affinché l'informazione aiuti a risolvere certi problemi e non a peggiorarli".
 
Ortega ha anche riconosciuto l'uso politico che nel passato è stato fatto della pubblicità governativa ed ha consigliato che i mezzi d'informazione preparino una proposta da valutare insieme al prossimo governo.
Ha inoltre garantito un comportamento del prossimo governo in linea con la campagna di pace e riconciliazione portata avanti dalla Alianza "Unida Nicaragua Triunfa".
"Non vogliamo creare un ambiente di scontro e vogliamo convertire questa politica di riconciliazione, di intesa, di dialogo, di consenso, in una politica di Stato, facendo sì che venga assunta anche dalla società nicaraguense. Non sarà facile, ma è la nostra sfida".
 
Negli scorsi giorni Daniel Ortega ha anche avuto il primo incontro ufficiale con un rappresentate del governo degli Stati Uniti.
Thomas Shannon, Vice Segretario di Stato per gli Affari dell'emisfero occidentale, che solo pochi mesi fa era arrivato in Nicaragua ribadendo il proprio sostegno "indiretto" al candidato Eduardo Montealegre ed attaccando brutalmente la candidatura di Ortega, è tornato in Nicaragua per un primo incontro ufficiale con il futuro Presidente.
In attesa dell'investitura prevista per il 10 gennaio, il governo Bush ha iniziato un primo avvicinamento al nuovo governo del FSLN ed anche il leader sandinista sembra voler continuare con la politica di avvicinamento e di buone relazioni con il "nemico" storico del popolo nicaraguense.
 
Ortega ha commentato che "il Presidente Bush sta nominando alla Difesa una persona che durante gli anni 80 ha gestito la CIA, proponendo il bombardamento del Nicaragua e l'eliminazione fisica di chi occupava cariche nel nostro Governo.
Questo tema l'abbiamo già trattato a suo tempo presso la Corte di Giustizia della Aja e gli Stati Uniti sono stati condannati, con una sentenza storica, a indennizzare il Nicaragua per quegli atti di terrorismo.
Non ci deve preoccupare chi nominano come ministro, ma le relazioni che gli Stati Uniti hanno con la comunità mondiale e più precisamente, con il Nicaragua.
Il nostro progetto è che gli Stati Uniti debbano essere rispettosi delle posizioni politiche, ideologiche dei cittadini nel mondo e dei governi che vengono eletti.
Devono imparare a coabitare. L'hanno già fatto con la Cina, il Vietnam, ma non hanno ancora imparato a farlo con i loro vicini latinoamericani. 
Quel muro che stanno costruendo lungo la frontiera messicana non aiuta ad una buona relazione, ad una coabitazione ed al contrario, crea tensioni.
Esiste oggi una vasta corrente di opinione che chiede il ritiro delle truppe dall'Iraq, perché questa politica di guerra non può continuare.
Questo è quello che c'interessa e cioè le decisioni che prendono sia a livello di politica globale, che nei casi particolari, come ad esempio il Nicaragua.
Il nostro interesse è quello di stabilire relazioni rispettose tra gli Stati Uniti e il Nicaragua".  
 
© (Testo e Foto Giorgio Trucchi  - Ass. Italia-Nicaragua gtrucchi at itanica.org )
 
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