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Pinochet è morto : olvidar nunca !



Pinochet è morto: olvidar nunca !

"Una gran nube nera si eleva dal Palazzo in fiamme. Il Presidente Allende
muore al suo posto. I militari uccidono migliaia di persone in tutto il
Cile. Il Registro Civile non annota i decessi, in quanto non c'è spazio
sufficiente, ma il generale Tomás Opazo Santander afferma che le vittime
non superano lo 0,01 per cento della popolazione e ciò non è un alto costo
sociale, e il direttore della CIA, William Colby, spiega a Washington che,
grazie alle fucilazioni, il Cile sta evitando una guerra civile. La signora
Pinochet dichiara che il pianto delle madri redimerà il paese. Occupa il
potere, tutto il potere, una Giunta Militare di quattro membri, formati
nella Scuola delle Americhe, a Panama. Alla testa c'è il generale Augusto
Pinochet, professore di Geopolitica. Suona musica marziale sullo sfondo
delle esplosioni e delle mitraglie: le radio emettono bandi e proclami che
promettono ulteriore sangue, mentre il prezzo del rame si moltiplica per
tre, immediatamente, sul mercato mondiale..."

(Da "Memorie del Fuoco" di Eduardo Galeano)

Oggi una parte del popolo cileno, sfidando la repressione dello Stato,
festeggia la morte del boia e traditore Pinochet. Solo alcune settimane fa
un altro protagonista della dittatura cilena, Milton Friedman, esponente di
spicco dei "Chicago boys" se ne era andato.

Sappiamo che i costi della dittatura cilena non si possono imputare
semplicemente a Pinochet e alla sua cricca di assassini. Il popolo cileno
pagò un prezzo altissimo all'imperialismo USA - con l'assassinio di
Allende, le migliaia tra morti e desaparecidos, le decine di migliaia di
torturati e un numero imprecisato di esuli - affinché questi potessero
trasformarlo nel primo laboratorio latino-americano delle teorie economiche
ultra-liberiste dei "Chicago boys" di Milton Friedman.

Oggi, ad oltre 33 anni di distanza da quell'11 settembre 1973, continuiamo
a rendere omaggio a quella coraggiosa parte del popolo cileno che seppe
affrontare il fascismo al prezzo del proprio sacrificio. Quella parte che
oggi non può essere in piazza.

11 dicembre 2006
Zona Apuo-Versiliese, Toscana del Nord

Comitato di Solidarietà con i Popoli dell'America Latina (CSPAL)

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