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NOTIZIE MST 28 MAGGIO



Title: NOTIZIE MST 28 MAGGIO
NOTIZIE MST 28 MAGGIO:
 
 
1- VERSO IL CONGRESSO DEL MST
- CONGRESSO MST (da Carta Maior)
- INTERVISTA A FLAVIO DE SILVA MELLO DELLA DIREZIONE MST, IN VISITA IN  ITALIA
 
 
2 – MOBILITAZIONE NAZIONALE DEI MOVIMENTI SOCIALI DEL 23 MAGGIO
- IL MST BLOCCA LE STRADE IN 9 STATI
- LETRAVIVA: SULLA GIORNATA DI LOTTA DEL 23 MAGGIO
 
 
3 – BILANCIO DELL’APRILE ROSSO  + INDENNIZZO VITTIME ELDORADO
 
 
4- SENZA SCONTRO NON CI SARA’  RIFORMA AGRARIA
Intervista a Ariovaldo Umbelino (ex professore di geografia della USP, uno degli ispiratori del I° Piano di riforma agraria del governo Lula)

 
 
 
 
 
 
 
 
1 – VERSO IL CONGRESSO DEL MST
 
CONGRESSO MST
Il MST realizza a giugno il più grande congresso della sua storia. E’ prevista la partecipazione di più di 15.000 persone.
Il MST ha tenuto il suo primo congresso nel 1985, a un anno dalla nascita ufficiale. I successivi sono stati a distanza di 5 anni l’uno dall’altro, nel 1990, 1995 e nel 2000. Il V° congresso si sarebbe dovuto tenere nel 2005, ma il terremoto politico legato agli scandali che hanno scosso PT e governo in quell’anno e il fatto che il 2006 fosse un anno elettorale hanno spinto il coordinamento nazionale del movimento a rimandare fino ad oggi la data del congresso, che si svolgerà a Brasilia dall’11 al 15 giugno.
Il congresso del MST è più rivolto alla formazione politica e alla integrazione dei militanti e non ha funzioni elettive (funzioni svolte dagli incontri nazionali biennali)
Lo slogan scelto per questo congresso è “Riforma Agraria per la Giustizia Sociale e la Sovranità Popolare”. Si è voluto includere la giustizia sociale per ampliare il tema tradizionale del movimento e dire che questa deve essere una preoccupazione di tutta la società. La sovranità popolare è stata inclusa perchè il MST ritiene che il modello contadino di produzione si oppone all’agrobusiness. Il modello contadino vuol dire che le risorse naturali devono essere gestite dal popolo brasiliano (mentre l’agrobusiness accentra il profitto e abbandona l’ambiente al capitale internazionale).  Le richieste del MST verranno pubblicizzate attraverso una grande marcia per le strade di Brasilia. E’ possibile che durante il Congresso, ma non all’interno della sua programmazione, ci sia un incontro con il presidente che è stato sollecitata da tempo. Al congresso parteciperanno anche 1000, sem-terrinha, la nuova generazione nata dentro la storia del MST.  
 
 
INTERVISTA A FLAVIO DE SILVA MELLO DELLA DIREZIONE DEL MST, IN VISITA IN ITALIA
(Flavio, 25 anni è un tecnico agricolo originario dello stato di Santa Catarina. Si è trasferito nel Distretto Federale, per lavorare nel MST, 8 anni fa. Oggi rappresenta il DF nella Direzione Nazionale ed è direttamente coinvolto nella organizzazione del Congresso)
 
D 1. Sei tra quelli che a Brasilia stanno organizzando materialmente il V° Congresso del MST, come vi state preparando a questa scadenza?
 
Il Congresso nazionale del MST è una attività realizzata ogni 5 anni e ha come obiettivo quello di essere uno spazio di formazione politica, di valutazione e di progettazione di un nuovo periodo. Il Congresso è anche uno spazio di incontro e confraternizzazione di tutti i militanti del nostro movimento che celebra lotte e conquiste del periodo precedente. Il MST ha realizzato congressi negli anni 1985/1990/1995/2000. Il V° Congresso avverrà 2 anni dopo la data prevista a causa della congiuntura politica che il Brasile ha attraversato negli ultimi 2 anni. E anche perchè nel 2005 il MST ha realizzato la Marcia Nazionale per la Riforma Agraria da Goiania a Brasilia, dal 1 al 17 maggio, con circa 12.000 persone che hanno camminato per la democratizzazione della terra in Brasile.
Il Congresso avverrà tra l’11 e il 15 giugno a Brasilia, capitale federale e riunirà 15.000 militanti che arriveranno da 23 stati del paese e delegazioni internazionali di amici e sostenitori del MST.  
Durante gli ultimi due anni abbiamo preparato con la collaborazione di tutta la nostra base  (insediati e accampati, circa 500.000 famiglie, 350.000 di insediati e 150.000 di accampati) i documenti che saranno discussi durante il congresso e tra questi il programma agrario del MST e la Revisione dei principi organizzativi. In questo processo di preparazione abbiamo discusso lo slogan che orienterà le azioni del MST nei prossimi cinque anni: “Riforma Agraria per la Giustizia Sociale e la Sovranità Popolare”.
 
 
2. Come guardano il MST e gli altri movimenti sociali al secondo mandato di Lula?  La giornata di lotta del 23 maggio dimostra che c’è una grande volontà unitaria tra i movimenti.....
 

L’elezione del Governo Lula, aspettata per più di un decennio e tre elezioni   1989. 1984 e 2002,  ha rappresentato per la società brasiliana la speranza che un operaio alla Presidenza della Repubblica avrebbe realizzato dei cambiamenti strutturali nel paese e soprattutto che la distribuzione del reddito e della ricchezza sarebbero stati più giusti ed egualitari, in modo tale che i poveri avrebbero avuto un vita migliore e più giusta.

Il primo mandato di Lula ha tuttavia rappresentato, per l’insieme della società, il proseguire della politica finanziaria del governo precedente; il capitale finanziario e le multinazionali hanno continuato a guidare l’economia brasiliana, aumentando sempre più il loro profitto  e portando all’estero le ricchezze del Brasile.

Nelle campagne l’alleanza del latifondo con il capitale finanziario internazionale dimostra la strategia delle grandi corporazioni nel dominare i territori e distruggere le ricchezze naturali e la biodiversità, con coltivazioni omogeneizzate (monocultura) in particolare di eucalipto e canna da zucchero. Recentemente si è parlato del modo di gestire i biocombustibili che riforniranno in particolare gli USA e l’Europa, che non vogliono rinunciare a vivere al loro livello attuale, il che è impossibile se non si trava un sostituto del petrolio che ha già dato segni di essere in via di esaurimento.

Di fronte a questo, i movimenti sociali hanno discusso cercando di trovare alternative attraverso lotte unitarie, nelle quali si trovi l’unità a partire dai punti in comune. Questo è stato molto difficile perchè molte organizzazioni hanno difficoltà nel mettere a punto una lettura politica della congiuntura.

Il MST ha sempre mantenuto e continua a mantenere la sua autonomia in relazione al governo, compiendo il suo ruolo che è quello di organizzare il popolo delle campagne nella lotta per la riforma agraria e di rafforzare il processo unitario tra le organizzazioni. Questa è infatti, secondo il MST, l’unica forma possibile per creare concrete condizioni per un processo di trasformazione sociale in Brasile.

 
 
 
D 3. Quale è il ruolo che sta svolgendo il governo Lula in questa importante congiuntura dell’America Latina?  
 
L’America Latina passa per un momento storico poco favorevole alla politica USA.   Venezuela e Bolivia, che dichiarano pubblicamente di non accettare la sottomissione alla Politica economica delle grandi imprese multinazionali americane  (che vogliono dominare il petrolio e le risorse naturali), sono attaccati quotidianamente dai media che li classifica come populisti  e conservatori. Il governo Lula invece riceve il vero dittatore Bush in Brasile. Bush ha portato con sè 100 imprenditori che mentre  Lula e il presidente USA adempivano al protocollo, firmavano accordi con imprenditori brasiliani e con il Governo, in modo tale che il Brasile continua a dar via le sue ricchezze naturali e a destinare la terra alla realizzazione di grandi progetti di agrocombustibili che riforniranno i veicoli americani ai quali verrà meno il petrolio.
Così vediamo chiaramente il Brasile, uno dei paesi più importanti dell’America Latina, piegarsi al potere americano e frenare il processo storico di trasformazione nella regione. Non è per questo che è stato eletto Lula nelle due elezioni in cui ci sono stati record storici di votanti.
 
 
 
D 4 Hai partecipato nel 2002 alla discussa occupazione della Fazenda del Presidente Cardoso. Puoi spiegare i motivi di quel gesto?
La regione del Distretto Federale e il territorio del cosiddetto “Entorno” di Brasilia (zona dove è localizzata la fazenda   Corrego da Ponte dell’allora  presidente Fernando Henrique Cardoso, che poi la vendette a un gruppo economico di San Paolo) vive una condizione preoccupante per quanto riguarda disoccupazione e povertà. Il mito che i  mezzi di comunicazione hanno diffuso sulla qualità della vita in questa zona è falso, sono pochissimi quelli che hanno buoni salari in attività collegate al governo federale e distrettuale. Moltissime famiglie di contadini, soprattutto del nordest, sono venute a Brasilia nella speranza di avere un lavoro e fuggire dalla miseria. Non trovando niente vanno a vivere nelle periferie dove la violenza e la difficoltà di accedere ai servizi sanitari e educativi  sono problemi quotidiani.

Il MST della regione da più di 10 anni ha svolto il ruolo di organizzare le famiglie delle periferie e portarle negli accampamenti perchè lottino per la riforma agraria, coinvolgendo circa 5000 famiglie. L’occupazione del marzo 2002 aveva come obiettivo quello di richiamare l’attenzione della società brasiliana e mondiale sulla necessità della riforma agraria nella regione, visto che lì c’era il presidente della repubblica che possedeva un enorme latifondo improduttivo che lui e la sua famiglia utilizzavano solo nei fine settimana per incontri con gli amici, mentre migliaia di famiglie stavano sotto baracche di plastica, affrontando enormi difficoltà, in attesa che il governo destinasse loro  un pezzetto di terra per sostenere dignitosamente le loro famiglie.  

 
 
 
 
2 – GIORNATA DI LOTTA DEL 23 MAGGIO
 
GIORNATA DI LOTTA DEL 23 MAGGIO - IL MST BLOCCA LE STRADE IN 9 STATI CONTRO IL MODELLO ECONOMICO E AGRICOLO  
Il MST ha fatto proteste nelle strade in tutto il paese e ha partecipato a manifestazioni nelle capitali, organizzate da movimenti sociali, sindacali e studenteschi, nella giornata di lotta nazionale unificata del 23 maggio.
I senza terra hanno bloccato 39 strade federali e statali in 9 stati:  São Paulo, Espírito Santo, Rio de Janeiro, Minas Gerais, Goiás, Sergipe, Alagoas, Pernambuco e Paraíba.
La protesta è stata contro l’attuale politica economica neoliberista che impone riforme della legislazione previdenziale e del lavoro e contro il modello dell’agrobusiness nelle campagne che impedisce la riforma agraria
“C’è oggi un aumento della pressione del grande capitale per la diminuzione dei costi di produzione che colpisce prima di tutto i diritti sociali. Nell’impedire, in modo simbolico, la produzione e il flusso del capitale per un determinato periodo, abbiamo intenzione di avvertire la popolazione che gli attacchi ai suoi diritti aumenteranno. D’altro lato, la paralisi è l’unica lingua che il capitale capisca” ha detto il membro della direzione nazionale del MST, Gilmar Mauro.  
 
 
 
 
 LETRAVIVA  - SULLA GIORNATA DI LOTTA DEL 23 MAGGIO
Cari amici e amiche del MST, l’unificazione di movimenti popolari, organizzazioni sincacali e studentesche di tutto il paese per costruire la giornata di lotta del 23 maggio, mostra che c’è una ripresa di mobilitazione della classe lavoratrice. Dal plebiscito contro l’ALCA, nel 2002, non si era riusciti a unificare tante forze politiche, movimenti e organizzazioni intorno a uno stesso obiettivo. La Plenaria Nazionale dell’Assemblea Popolare nel novembre del 2006, è stata il punto di partenza per la costruzione di un calendario comune di lotte, che prevedeva una giornata comune nel maggio del 2007. Il 25 marzo di quest’anno un incontro nazionale contro le Riforme (che ha riunito più di 6000 militanti di sinistra di più di 20 diversi stati e 630 organizzazioni) ha riaffermato la necessità di organizzare un programma di rivendicazioni unificato per affrontare la politica neoliberista del governo federale. Al di là delle differenze tattiche e strategiche esistenti tra le diverse forze della sinistra che si sono mobilitate il giorno 23, il fatto stesso della costruzione di una agenda comune di rivendicazioni mostra un segno di maturità e che esiste un clima di grande insoddisfazione che riguarda la classe lavoratrice e la spinge a chiedere cambiamenti.  Questi cambiamenti si potranno ottenere solo con una pianificazione unitaria, capace di superare la frammentazione delle forze sociali che è visibile dal primo insediamento di Lula nel 2003. Ma soprattutto  i cambiamenti si otterranno portando avanti lotte concrete. E’ arrivato il momento di   scendere in strada. Fermare le fabbriche, bloccare le strade e occupare il latifondo. “Nessun diritto in meno” sarà il principale slogan di un programma che rifiuta i tentativi di realizzare la riforma della previdenda e della legislazione sul lavoro, la limitazione del diritto di sciopero dei pubblici dipendenti. Ma ci saranno altre mobilitazioni e tra queste, quelle: per la riforma agraria, per la casa, per il lavoro e un salario dignitoso, contro la criminalizzazione dei movimenti sociali, contro la politica economica del governo federale.
Intorno a queste e ad a altre bandiere è stato possibile unire la   Intersindial, la Conlutas e la CUT in area sindacale, il Coordinamento dei Movimenti Sociali   (CMS) e l’Assemblea Popolare,  di cui fanno parte  MST, UNE e Conam.
Il MST ritiene che questo sia un momento  importante per il popolo brasiliano e, per questo, impugna la sua bandiera al lato di tante altre, nella prospettiva di lottare per una società più giusta e fraterna. Riforma Agraria per la giustizia sociale e la Sovranità popolare!
Direzione Nazionale del  MST
    
 
3- APRILE ROSSO
BILANCIO DELLE INIZIATIVE DI APRILE: 16.000 famiglie IN LOTTA PER LA RIFORMA AGRARIA  - 24 maggio
Il mese di aprile, con la ricorrenza dell’11° anniversario della strage di Eldorado dos Carajas ha visto una grande quantità di iniziative per richiedere la riforma agraria e l’insediamento delle 140.000 famiglie accampate.
 In 23 stati si sono moblitate più di 16.000 famiglie che hanno fatto 81 occupazioni di terre, proteste in edifici pubblici e strade, marce dalle campagne alle città e manifestazioni con settori urbani per ampliare il dialogo con la società brasiliana sull’assenza di un vero programma di democratizzazione dell’accesso alla terra.  Le proteste hanno mostrato alla popolazione che la questione agraria non è stata risolta e circa 230.000 famiglie di varie organizzazioni sono accampate. Marina dos Santos, della direzione del MST, ha fatto un bilancio delle iniziative dicendo che si è trattato di una delle maggiori mobilitazioni di livello nazionale, sia per il volume delle attività che per la diversità delle proteste in tutte le regioni del paese.
Le azioni hanno voluto denunciare anche gli effetti negativi dell’agrobusiness che dalla metà degli anni 90 aggrava la situazione dei contadini con salari bassi, supersfruttamento, uso di lavoratori in condizione di schiavitù e distruzione della biodiversità. In questa prospettiva è stata occupata l’impresa  Suzano Papel e Celulose,  nello stato di San Paolo. Di fronte a queste azioni di lotta il presidente ha taciuto, ma personaggi come il capo dell’INCRA e il Ministro dello Sviluppo Agrario hanno mostrato – dicono i senza terra – una certa inclinazione alla criminalizzazione del movimento, sostenendo un inesistente programma del governo Lula.  
Tra le maggiori proteste: l’occupazione, da parte di 800 contadini, dei nove piani della sede nazionali dell’Incra a Brasilia (con Concrab e MTR), le 19 occupazioni di terre, le 15 manifestazioni in edifici pubblici e agenzie bancarie, le manifestazioni nelle strade e le tre marce avvenute nello stato di San Paolo, l’occupazione a Papanduva (SC) di un’area dell’Esercito brasiliano (area estremamente fertile in parte affittata all’agrobusiness e in parte improduttiva), una marcia di 5000 persone nello stato di Bahia, ecc. ecc.
 
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INDENNIZZATE LE VITTIME DEL MASSACRO DI ELDORADO
La governatrice del   Pará Ana Júlia Carepa (PT) ha riconosciuto la responsabilità dello Stato e ha firmato il decreto che indennizza le vittime del Massacro di Eldorado. Le famiglie dei morti e i 36 sopravvissuti potranno ricevere pensioni mensili vitalizie che potranno arrivare a 570 reais. “Riparo a una ingiustizia, riconoscendo la responsabilità del governo dello Stato” , ha detto.
 
 
 
 
 

Intervista a Ariovaldo Umbelino (ex professore di geografia della USP, uno degli ispiratori del I° Piano di riforma agraria del governo Lula)
 
SENZA SCONTRO NON CI SARA’  RIFORMA AGRARIA
 
Correio da Cidadania: IL MST ha intensificato negli ultimi mesi le sue azioni, specialmente nel mese di aprile, denominato l’aprile rosso. Perchè?
Ariovaldo Umbelino: Bisogna comprendere che le azioni di lotta per la riforma agraria sono conseguenza diretta del fatto che Lula non ha proposto un Secondo Piano di Riforma Agraria. Circa due terzi delle famiglie che erano accampate già nel 2003 continuano ad essere accampate nel 2007. E’ chiaro che, a partire da questa valutazione i movimenti sociali e in particolare il MST sono portati a fare nel mese di aprile un momento di intensificazione della lotta per la terra, senza dimenticare poi che questo mese è tradizionalmente il mese di lotta per la riforma agraria in memoria di Eldorado.
 
CC: Che significa una vera riforma agraria oggi in Brasile? Perchè è importante che si realizzi?
 AU: Bisogna per rispondere analizzare alcuni punti. Primo, si deve decidere se c’è una questione agraria in Brasile. Il mio punto di partenza è che esiste questo problema, l’appropriazione delle terre nel paese non si è ancora completata. Il Brasile possiede 850 milioni di ettari di terra; nel 2003 solo 436 erano regolarmente registrati. A questi si devono aggiungere i  128 milioni di aree indigene e i 102 di aree di conservazione ambientale. Il che vuol dire che restano fuori circa 200 milioni di ettari di terre pubbliche, cioè terre che sono state recintate ma che non appartengono a chi le ha recintate. Quindi non discutere di riforma agraria fornisce una copertura al fatto che un quinto del territorio brasiliano è stato “grilato”(cioè rubato): Questo è il primo punto fondamentale della questione.
Il secondo si riferisce alle terre improduttive. La Costituzione brasiliana è chiara nel dire che le terre improduttive, grandi e medie devono essere destinate alla riforma agraria. Se noi utilizziamo il registro dell’INCRA – ed è bene ricordare que questo registro si basa sulle dichiarazioni dei proprietari – a partire dai dati del 2003, vediamo che ci sono 120 milioni di ettari occupati da grandi proprietà improduttive. Si tratta di 55.000 proprietà distribuite in tutto il paese.
Nello stato di  São Paulo, considerato uno stato con terra produttiva, ci sono 3.880 proprietà improduttive, che occupano un’area di 2,5 milioni di ettari. Così, c’è terra improduttiva in tutto il paese, ma quando si discute a livello teorico sulla praticabilità storica attuale della riforma agraria, si dimentica questo quadro di base che riguarda tutto il sistema della proprietà privata della terra in Brasile e si sta aprendo la possibilità che lo stato legalizzi questo “grilagem” massiccio della terra che questi numeri rivelano.  

CC: In questa direzione, alcuni studiosi arrivano a negare qualsiasi senso attuale della riforma agraria, dato che:
-      si è conclusa l’urbanizzazione, che ha reso inutile la riforma agraria come stimolatrice del mercato interno;
-      il mondo rurale si è diversificato con l’incremento dell’offerta di alimenti che soddisfa la domanda;
-      c’è stata la diffusione dell’informazione, che ha reso inutile l’argomentazione di carattere politico che vedeva nella riforma agraria una forma di democratizzazione delle campagne.
Lei è d’accordo con queste argomentazioni?
 AU: Queste tesi vogliono dare una copertura idelogica a tutto questo quadro che vede l’appropriazione privata della terra in Brasile. In primo luogo, non è vero che noi abbiamo disponibilità di alimenti. Se guardiamo alla produzione di riso, fagioli, mandioca, dal 1992 non c’è stata nessuna crescita nella produzione di questi alimenti che sono fondamentali nella alimentazione dei brasiliani.
Si dice che ci sarebbe stato uno sviluppo tecnico e le campagne starebbero producendo di più. Ma l’area coltivata è di soli 60 milioni di ettari e di questi, un terzo è coltivato a soia (21 milioni di ettari). La soia si somma alla canna (6 milioni) e all’eucalipto (5 milioni). Queste tre colture occupano più della metà delle terre coltivate del paese. SI capisce quindi come la questione della produzione di alimenti in Brasile non sia affatto risolta. Se lo fosse, perchè dovremmo importare riso, importare fagioli? In realtà quello che avete riportato è un discorso puramente ideologico, neoliberista, che tenta di coprire una realtà di difesa dell’agrobusiness, di contrapposizione ai movimenti sociali e alla loro rivendicazione storica di una riforma agraria.  
Bisogna chiedere: dove sono le basi di queste argomentazioni, proposte da chi sta su posizioni contrarie. Quello che si trova sui giornali, in internet ecc. non sono che chiacchiere, non ci sono dimostrazioni che presentino dati relativi al fatto che la questione della produzione di alimenti è risolta.  

CC: E sul tema dell’urbanizzazione?
AU: Su questo tema si utilizza sistematicamente l’indicatore della percentuale della popolazione rurale in relazione a quella urbana. E’ chiaro che va diminuendo. Ma nessuno guarda al dato della popolazione rurale totale. Il numero non è diminuito come stanno dicendo. La popolazione urbana è cresciuta molto di più ma è sbagliato guardare solo al dato relativo. C’è poi un’altra questione: in Brasile, a fine 2006, avevamo 200.000 famiglie accampate. Vogliamo continuare a ignorare queste famiglie iscritte al programma di accesso alla terra e alla cosiddetta riforma agraria virtuale di FHC? Ci sono più di 800.000 famiglie iscritte a questo programma che rivendicano la terra per la riforma agraria. Solo considerando questi due gruppi si arriva a circa un milione di famiglie che rivendicano esplicitamente l’accesso alla terra, come si può allora utilizzare l’argomento della urbanizzazione?
Quando all’inizio degli anni 50 del 1900, ci fu la migrazione urbana non si chiese ai lavoratori rurali che migravano verso le città se conoscevano le professioni dell’area urbana. Ora c’è l’interrogativo opposto. Una famiglia nata in area urbana sarà in grado di diventare agricola? Perchè questo tipo di inversione non è considerato possibile? Se il paese fa un programma di riforma agraria come si deve, con scuole e accesso alla formazione tecnica perchè non ci dovrebbe essere lo sviluppo di una agricoltura intensiva?
 E dico di più, è possibile difendere una struttura fondiaria come quella che abbiamo in Brasile, dove 6 mila persone sono proprietarie del 15% del territorio nazionale? O vogliamo sostenere che è giusto che 22 siano proprietarie dell’8% del paese? E’ questa struttura fondiaria che vogliamo difendere, possiamo considerare normale la sua esistenza oggi? In quale altro luogo del mondo esiste una situazione simile? Noi intellettuali che studiamo la struttura agraria, vogliamo essere conniventi con questa struttura violentemente concentrata? A questo deve rispondere chi sostiene che oggi la riforma agraria non è più necessaria.
 

CC: Riguardo al nuovo campo di battaglia del movimento, relativo alla denuncia delle gravi conseguenze in campo ambientale e nel campo dei diritti dei lavoratori  dell’agrobusiness, quegli stessi critici, di cui parlavamo prima, vedono atteggiamenti oscurantisti.  Dicono che non si potrebbe immaginare il futuro di un paese come il Brasile senza l’agricoltura su grande scala, che attrae le masse urbane nuovamente nelle campagne. C’è un certo determinismo in questa visione?
AU: Io non credo che ci sia in Europa (e credo che chi studia agricoltura sia della stessa opinione) una agricoltura di grande scala come quella che si vuole portare avanti in Brasile. L’agricoltura là si basa su piccole unità di produzione contadine. Anche in Giappone non c’è un’agricoltura su larga scala. Negli USA, la grande maggioranza della produzione agricola viene dalle fattorie familiari, ossia, dalle unità familiari che esistono là. Non ci sono qundi realtà simili nel resto del mondo capitalista a sostegno degli argomenti utilizzati qui.  Io non capisco il perchè di questa difesa, visto che la maggior parte delle terre non sono utilizzate produttivamente. (...). Come giustificare una produzione capitlalista su larga scala?
 Il comune di Sorriso, in Mato Grosso, è uno dei maggiori produttori mondiali di soia. La maggior parte delle sue terre è di proprietà dell’INCRA, ossia la terra è stata grilata dai produttori di soia e l’INCRA non chiede di riassumerne la proprietà. A Primavera do Leste, anche questa in Mato Grosso, succede la stessa cosa. C’è un processo nel tribunale dei conti dell’Unione  a Cuiabá contro questi produttori  che spinge l’INCRA a recuperare queste terre pubbliche da destinare alla riforma agraria, ma il presidente dell’INCRA non si occupa di questo recupero. La terra che sta sui due lati della strada  Cuiabá - Santarém, 100 chilometri da ogni lato, è di proprietà dell’INCRA ma la stanno grilando.
Il discorso contro la riforma agraria è fatto per coprire questa realtà crudete della struttura fondiaria brasiliana, a servizio di interessi determinati di gruppi politici specifici. E la maggior parte degli intellettuali che discutono sulla riforma agraria conosce il Brasile solo attraverso i libri, non conosce la realtà del paese e quelli che  si sono appropriati  per profitto personale delle terre.


C’è poi un problema di fondo : non c’è nessuno organo dell’esecutivo nè del giudiziario che sappia dire chi è proprietario di che. Nè l’INCRA, nè gli istituti statali della terra, nè gli uffici del registro degli immobili
 
CC: Che cosa risponderebbe a quegli studiosi che se la prendono con il MST, accusandolo di non essere una organizzazione democratica, ma invece con una struttura confusa e autoritaria, i cui leader si sottrarrebbero al dibattito, utilizzando metodi addirittura violenti nell’educazione degli insediati?
 

AU: É evidente che questa è l’opinione di studiosi neoliberisti della questione agraria e non si trova nell’ambito delle università. E comunque capovolgerei la questione. Sono loro che devono provare a rispondere a questa domanda. Il discorso non può essere la prova, che deve invece essere costruita a partire da dati reali. Quello che fanno è montare un discorso e chiedere agli accusati di provare il contrario. Quello che voglio dire è che è chiaro che questa parte degli intellettuali brasiliani sostengono gli interessi delle elite del paese e questo bisogna dirlo. Hanno degli interessi, siano economici o politici a sostenere i latifondisti e l’agrobusiness.  
E’ chiaro, poi, che i movimenti sociali non possono essere studiati come lo possono essere i partiti. I partiti hanno statuti, direzioni costituite, devono obbedire a norme legali che ordinano il sistema dei partiti del paese. I movimenti si formano per opera della società che non trova nella lotta politico-partitica risposte ai suoi bisogni e si organizza, quindi, in una forma completamente estranea alla struttura giuridica esistente. A partire da qui, non si può cercare una relazione tra l’organizzazione dei movimenti sociali e quella dei partiti politici o dei movimenti sindacali.  
Dobbiamo anche dire che in Brasile ci sono intellettuali che da molto tempo non realizzano ricerche per analizzare come sta il paese. Da molto tempo non vediamo opere importanti sul Brasile che spieghino tutte le caratteristiche regionali e le specificità microregionali. L’idea del Brasile è una idea costruita sulla base di discorsi e non sulla base di studi concreti e questo crea confusione sul piano del dibattito intellettuale, dove chi ha un mezzo di comunicazione di massa più potente finisce per influenzare un maggior numero di persone e questo non viene invece fatto attraverso uno studio molto approfondito.  
C’è una tendenza anche a squalificare l’avversario per giustificare le proprie posizioni, il che, dal punto di vista scientifico non è molto ben accetto nelle maggiori università serie del mondo.
 
CC: Quale dovrebbe quindi essere secondo lei, considerato l’attuale momento storico, la strategia di lotta del MST?
 AU: Il  MST ha correttamente concluso che il governo attuale appoggia l’agrobusiness. E’ questo che infastidisce una parte della sinistra, poichè questo appoggio rivela l’atteggiamento del governo rispetto alla questione agriaria, ossia che la riforma agraria non è una necessità storica del paese. E’ per questo che, in quattro anni di governo, il Ministero dello Svliuppo Agrario (MDA) e l’INCRA hanno insediato poco più di 100.000 famiglie, quando il Piano Nazionale di Riforma Agraria, stabiliva di insediarne 400.000. Dicono che non è vero, che hanno insediato 381.000 famiglie. Questa è una bugia nuda e cruda. Nei dati del 2005, ci sono più di mille famiglie di un insediamento dell’epoca di Getulio Vargas del 1942 e il governo Lula ha soltanto riconosciuto quell’insediamento. Ma riconoscere non è insediare. Le riserve estrattiviste sono state calcolate come insediamenti del governo Lula. Si tratta di un’azione di pura regolarizzazione. Quel che il governo sta facendo è tentare di ingannare i movimenti sociali. E’ questo il motivo per il quale nell’aprile di quest’anno sono scesi in lotta e hanno aperto il confronto con il governo.
 
CC: Quindi la strategia ora è rompere con il governo?

AU:Non si tratta di rompere con il governo, ma di continuare con il processo di lotta che i movimenti sociali hanno sempre utilizzato e che si definisce con la celebre frase di  “colpire e denunciare”
 
 
CC: A proposito, riguardo alla relazione del movimento con il governo, ci sono analisi paradossali. Ci sono i settori più a sinistra che vedono un evidente allontanamento dell’attuale governo, rispetto alle domande dei senza terra relative all’esecuzione di una vera riforma agraria, i critici più di destra accusano il MST di utilizzare le risorse pubbliche per “simulare” un attacco alla politica federale. Quale è la giusta interpretazione?
AU: Siamo di fronte a una realtà crudele. Lula ha sempre sostenuto personalmente la riforma agraria. Il PT ha sempre sostenuto nei suoi programmi la riforma agraria, ma ora che sta al governo non la fa. Questo è un paradosso che si spiega per il fatto che la strategia del governo nel primo mandato è stata fatta concentrandosi su FAME ZERO e la riforma agraria era una delle componenti meno importanti del programma, che portava avanti le idee di José Graziano da Silva, consigliere speciale di  Lula.
A partire da qui, quello che INCRA e MDA hanno sostenuto è stata questa concezione: che la riforma agraria non è più una necessità storica e, quindi, non si può costruire all’interno di una politica di sviluppo economico e sociale, dovendosi inserire solo all’interno di una politica sociale, una politica il cui fine è quello di risolvere localmente nel paese il problema della fame. E’ questa la concezione di MDA e INCRA, ma quando incontrano i movimenti sociali, allora dicono di difendere la riforma agraria. Viviamo questo paradosso.  
Ultima cosa importante è che il processo di coscientizzazione, da parte dei movimenti sociali, sul fatto che Lula non avrebbe fatto la riforma agraria è stato un lungo processo. Hanno partecipato a riunioni e fatto molti incontri con il governo e sono stati ad aspettare una riforma che non è arrivata. Anche INCRA e MDA nella nota di divulgazione dei dati degli insediamenti del 2006, nello scorso gennaio,  hanno detto che avrebbero divulgato la relazione sulle famiglie insediate, ma non l’hanno ancora fatto. E sa perchè? Poichè da lì potremo scoprire che non si tratta realmente di insediamenti della riforma agraria.  Si rifiutano di dare informazioni.  
 
 
CC: Quindi le posizioni del governo si sposano con il discorso ideologico di quegli intellettuali che giustificano la non importanza della riforma agraria, il che configurerebbe un altro “crudele” paradosso della nostra realtà, visto che questi intellettuali sono storicamente nemici del presidente-operaio?

AU: Questa è realmente la concezione che ha il governo Lula della riforma agraria. Visitando accampamenti, l’anno scorso, ho visto che l’INCRA, nella sua relazione con i movimenti sociali chiede loro di informarli su quali sono gli immobili considerati improduttivi, per poi fare la valutazione. Questo è assurdo, l’Incra ha un catasto e sa quali sono le terre improduttive. I movimenti non sanno cosa è scritto nel catasto e così vengono ingannati. Ma ci mettono del tempo ad accrogersene.

CC: E ora hanno capito? Lo scontro sarà più forte?
 
 
AU: Penso che ora molti hanno capito. E senza scontro non ci sarà riforma agraria, neanche nel governo  Lula

Colaborou o jornalista Mateus Alves.