[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

INTERVISTA A JEAN ZIEGLER: ETANOLO OMICIDA E RIFEUDALIZZAZIONE DEL MONDO



Title: INTERVISTA A JEAN ZIEGLER: ETANOLO OMICIDA E RIFEUDALIZZAZIONE DEL MONDO
 
 
 
L’ETANOLO OMICIDA, LA RIFEUDALIZZAZIONE DEL MONDO e UNA MISERIA PEGGIORE CHE AL TEMPO DELLA SCHIAVITU’
 
 
Intervista con Jean Ziegler relatore speciale dell’ONU sul diritto all’alimentazione (Folha di Sao Paulo 2/12/2007. La Folha ha titolato questa intervista:”Invece di promuovere l’agricoltura familiare, il PT torna allo zucchero e al periodo coloniale”)
 
 
 
Lei ha sempre mostrato ammirazione per Lula, l’etanolo ha fatto cambiare la sua opinione?
Lula è un uomo profondamente onesto e autentico. Il programma Borsa Famiglia è molto buono. Sottrarre alla povertà 11 milioni di persone è lodevole. Ma trasformare terre agricole in terre destinate al bioetanolo è un errore profondo. La fame continua ad essere un problema primordiale in Brasile. Secondo la Pastorale della Terra ci sono 22 milioni di persone sottoalimentate in Brasile. Uno dei principali argomenti del governo brasiliano è che l’etanolo brasiliano è fatto dalla canna che non è usata per l’alimentazione. E con questa scusa si mette la canna da tutte le parti
 
 
Che male c’è?
I due maggiori sociologi della storia del Brasile, Gilberto Freyre e Fernando Henrique Cardoso, nei loro famosi libri  Casa-Grande e Senzala e Capitalismo e Escravidão, sostengono la stessa tesi: la canna da zucchero è la rovina del paese. Latifondo, fame, sottosviluppo, miseria, tutto questo deriva dallo zucchero. Migliaia di città e paesini vengono circondati da quel mostro che è la canna da zucchero.
Per un certo periodo lo zucchero ha subito una fase di declino e l’agricoltura si è sviluppata. Ora questo mostro sta tornando, divorando la terra dell’agricoltura. Lo zucchero viene di nuovo santificato come all’epoca della colonia, quando l’oligarchia si è arricchita e la musica, la cultura, tutto era pagato dallo zucchero.  
Il PT invece di promuovere l’agricoltura familiare torna allo zucchero, il che significa concentrazione di terre nelle mani della multinazionali e delle oligarchie. E’ molto più di un problema di produzione. Socialmente il Brasile soffre di un enorme ritorno indietro, torna al periodo coloniale.  
 
Lei non vede differenze tra l’etanolo di canna e quello fatto con alimenti come il mais, come quello degli  USA?
Sono d’accordo ci sono differenze. Con un serbatoio di 50 litri, un’automobile che utilizza etanolo di mais consuma 205 chili di mais. La stessa quantità di questo alimento serve a dare da mangiare a un bambino messicano per un anno. Nel momento in cui si fa il pieno si sottrae il cibo ad un bambino. E’ una conseguenza diretta. Ma l’atteggiamento brasiliano è ipocrita. Perché se si aumenta la produzione di canna questo avviene a scapito  della coltivazione di alimenti, quindi nella sostanza le cose non cambiano.
Lula dice anche che il Brasile ha 90 milioni di ettari non coltivati. Il problema è che gli investimenti e l’acqua usati per l’etanolo finiscono per essere sottratti ad altre coltivazioni. E quando viene adottato questo tipo di modello gli alimenti devono essere importati. Cosa succederà alle persone più povere di   Sergipe, Piauí, Pará, Alagoas, dove i poveri non hanno terra o hanno appezzamenti troppo piccoli? Questa popolazione di 22 milioni di denutriti aumenterà. Un altro effetto negativo dell’etanolo è la devastazione delle foreste in Amazzonia e in Mato Grosso.  
 
Il governo dice che praticamente non c’è coltivazione di canna in Amazzonia.
 Ma c’è. C’è distruzione della foresta Amazzonica non solo per la coltivazione della soja ma anche per quella della canna.
 
 
Il lato positivo dell’etanolo, cioè la preservazione dell’ambiente e l’aumento dei posti di lavoro non compensa questi lati negativi?
L’aspetto negativo è molto maggiore. La fame è il maggior problema dell’umanità, il più urgente, e continua ad essere la principale causa di morte nel mondo. L’anno passato 36 milioni di persone sono morte per cause legate direttamente o indirettamente alla denutrizione. Ogni cinque secondi un bambino al di sotto dei dieci anni muore di fame. Ogni quattro minuti qualcuno perde la vista per mancanza di vitamina A. Almeno 854 milioni di persone hanno sofferto a causa della denutrizione nel 2006 e il problema sta crescendo perché nel 2005 questo numero era di 842 milioni di persone. La fame continua ad essere la principale causa di morte nel pianeta, colpisce un essere umano su sei
 
L’etanolo promette più lavoro ma nella mia relazione dimostro che non è vero che lo produce. In Brasile cento ettari di terra destinati all’agricoltura familiare generano 35 posti di lavoro. La stessa area destinata alla coltivazione industriale di canna genera appena dieci posti. L’etanolo aumenta la miseria e la disoccupazione. La terra diventa tanto cara che le famiglie non riescono a sopravvivere. E’ un passo indietro sociale e storico e un allontanamento da tutto ciò a cui il Brasile moderno aspira.
 
Come l’aumento del prezzo degli alimenti sta colpendo il diritto all’alimentazione?
 Nel 2005 una tonnellata di grano costava 145 dollari alla Borsa di Chicago. Oggi questo prezzo è saltato a 352 dollari. Non per diminuzione della produzione. La produzione di grano quest’anno è stata di 2,1 miliardi di tonnellate. Il mais ha avuto la stessa crescita. Dei 53 paesi africani, 31 devono ricorrere ai mercati mondiali per coprire le loro carenze di alimenti, visto che la loro produzione è insufficiente per soddisfare il mercato interno. E devono pagare il prezzo di mercato.  
Se gli alimenti aumentano tanto di prezzo questi paesi non riescono ad alimentare le loro popolazioni e i prezzi dei prodotti agricoli stanno salendo a causa dell’aumento della domanda causato dalla febbre dei biocombustibili come l’etanolo.
 
Non solo
Si, ma principalmente a causa dell’etanolo. Il Programma Mondiale dell’alimentazione dell’ONU, l’anno passato ha alimentato e mantenuto in vita 91 milioni di persone con gli aiuti umanitari. Più del 60% di questi aiuti è venuto dall’eccedenza nella produzione americana. Il  New York Times ha detto che quest’anno il dipartimento dell’Agricoltura fornirà soltanto la metà del volume di aiuti forniti l’anno scorso perché i prezzi sono così alti che non possono più comprare l’eccedenza.
Nei campi del Darfur per esempio ci sono 2,2 milioni di persone fuggite dalla guerra. L’ONU non riesce a nutrire e tenere in vita queste persone per colpa del bioetanolo. Se questo non è un crimine non saprei come definirlo.
 
Lei non guarda a un solo aspetto della questione?
No. Ci sono argomenti a favore dell’etanolo ma nessuno è più importante del dare la possibilità alle persone di alimentarsi. L’argomento del cambiamento climatico accelerato a causa del petrolio e del diesel ha senso, ma la priorità assoluta è mantenere l’essere umano in vita.  
 
Cosa propone?
Propongo una moratoria. Non sono così radicale come Greenpeace, Oxfam e Médici senza Frontiere, che vogliono che si blocchi definitivamente la produzione di etanolo. Voglio una moratoria di cinque anni. Il motivo è semplice, voglio guadagnare tempo. Nei laboratori di   São Paulo e Zurigo, gli scienziati sono sul punto di creare una tecnologia che trasformi gli scarti agricoli in bioetanolo.  
Un altro esempio: la   Mercedes-Benz sta sviluppando in India un arbusto, la   Jatropha, che cresce solo in regioni semidesertiche  ed è adatto per essere convertito in etanolo. Dà frutti velenosi, non commestibili.
Tra cinque anni questo metodo si sarà sviluppato in modo tale che in aree del serto del Pernambuco, per esempio, possano essere piantate piantine di  Jatropha, in zone in cui non crescerebbero piante buone per l’alimentazione. Ho fatto questa proposta all’ONU in ottobre e sono stato violentemente attaccato dall’ambasciatore del Brasile. Un rappresentante del governo boliviano mi ha invece telefonato per dirmi che la Bolivia presenterà una risoluzione a dicembre perché si voti questa proposta. Sono abbastanza ottimista, penso che vinceremo.  
 
In una intervista alla  Folha, il segretario generale, Ban Ki-moon, ha detto che la sua posizione sull’etanolo non è quella dell’ONU  
E’ vero sono totalmente indipendente in quanto relatore. Il mio compito è scrivere una relazione come specialista e fare delle raccomandazioni
 
Quali insegnamenti ha tratto dal processo di elaborazione della relazione?
Ho appreso che il cosiddetto agrobusiness è immensamente potente nel mondo di oggi.   Monsanto, Syngenta, Cargill. Nel  2006, le 500 più grandi imprese multinazionali private del mondo controllavano il 52% del PIL mondiale. E’ un potere immenso, quello di questi attori non governativi. E in Brasile esercitano una pressione gigantesca, soprattutto quelle americane
 
Che cos’è la “rifeudalizzazione” del mondo della quale lei parla nel suo ultimo libro?
Viviamo alla fine di un’era. La Rivoluzione francese ha aperto la strada per la civilizzazione che noi conosciamo, guidata da principi come i diritti umani, il potere che ha origine dal popolo, la solidarietà, la giustizia sociale, la forza della legge. Questi valori hanno strutturato il mondo civilizzato. Ma ora sta nascendo una nuova civiltà: la globalizzazione, il mondo di un solo mercato. Il capitale finanziario ha preso il potere.  Non quello industriale o commerciale, ma quello finanziario. Questo ha creato una immensa ricchezza. Nel primo decennio della globalizzazione, tra il   1992 e il 2002, dopo la caduta dell’URSS, secondo la Banca Mondiale, il PIL mondiale è più che raddoppiato. Il commercio è triplicato. Il consumo di energia raddoppia ogni quattro anni. La produttività è immensa. Liberalizzazione, privatizzazione, libera circolazione di capitale e servizi, riduzione drastica del settore pubblico.  
Questo ha liberato forze economiche enormi, è vero. Ma, allo stesso tempo, i signori del capitale finanziario, le oligarchie, hanno conquistato un potere che nessun imperatore, papa o re ha mai avuto. Una monopolizzazione incredibile: la rifeudalizzazione del mondo. Allo stesso tempo il numero degli affamati e delle epidemie è aumentato. La miseria oggi è peggiore che al tempo della schiavitù.
 
 
I numeri mostrano che la globalizzazione ha sottratto milioni di persone alla povertà in paesi come Brasile, India e Cina
Anche in questo caso si tratta di una illusione. I numeri assoluti delle persone che vivono nella povertà più assoluta con meno di 1 dollaro al giorno sono aumentati.
 
 
(TRADUZIONE DI SERENA ROMAGNOLI)