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"Cinque anni di troppo": Amnesty chiede al governo cubano di rilasciare i dissidenti in carcere



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COMUNICATO STAMPA
CS38-2008

'CINQUE ANNI DI TROPPO': AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE AL NUOVO GOVERNO
CUBANO DI RILASCIARE I DISSIDENTI IN CARCERE

A cinque anni dalla piu' ampia repressione contro gli oppositori politici
a Cuba, Amnesty International ha chiesto alle nuove autorita' dell'isola
di rilasciare immediatamente i 58 dissidenti ancora in carcere.

'Sono cinque anni di troppo. L'unico reato commesso da queste 58 persone
e' stato il pacifico esercizio delle liberta' fondamentali. Amnesty
International ritiene siano prigionieri di coscienza e chiede il loro
rilascio immediato e incondizionato', ha dichiarato Kerrie Howard,
vicedirettrice del Programma Americhe di Amnesty International.

Un mese fa, l'organizzazione per i diritti umani aveva espresso
apprezzamento per il rilascio di quattro prigionieri di coscienza e la
firma, da parte di Cuba, del Patto internazionale sui diritti civili e
politici e del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e
culturali.

'Il nuovo presidente cubano, Raul Castro deve dare continuita' ai recenti
passi avanti, affrontando alcune delle questioni piu' urgenti relative
alla situazione dei diritti umani nel paese, tra cui la revisione
giudiziaria di tutte le sentenze emesse al termine di processi iniqui,
l'abolizione della pena di morte e l'introduzione di misure per garantire
la liberta' d'espressione e l'indipendenza della magistratura' - ha
proseguito Howard.

Dei 58 prigionieri di coscienza, 55 fanno parte del gruppo di 75 persone
finite in carcere a seguito della massiccia repressione contro il
movimento dei dissidenti del marzo 2003. La maggior parte di loro fu
giudicata colpevole di reati come 'aver agito contro l'indipendenza dello
Stato', per aver ricevuto fondi e/o materiale dal governo degli Usa, con
l'obiettivo di svolgere attivita' giudicate sovversive e dannose: aver
pubblicato articoli o interviste su mezzi d'informazione finanziati dagli
Usa, oppure aver avuto contatti con organizzazioni internazionali per i
diritti umani, con gruppi e singole persone ritenute ostili al governo
dell'Avana. I 75 dissidenti furono condannati a pene varianti tra sei e 28
anni, al termine di processi sommari e irregolari. A oggi, 20 di loro sono
stati rilasciati per ragioni di salute.

Tra i prigionieri di coscienza figura Marcelo Cano Rodríguez, oppositore
politico e difensore dei diritti umani. E' stato arrestato a Las Tunas il
25 marzo 2003, mentre stava indagando sull'arresto di un altro dissidente,
Jorge Luís García Paneque. E' stato condannato a 18 anni per aver visitato
prigionieri e incontrato le loro famiglie per conto della Commissione
cubana dei diritti umani e aver tenuto rapporti con l'organizzazione
internazionale Medici senza frontiere. E' attualmente detenuto nel carcere
Ariza di Cienfuegos, a 250 chilometri di distanza dal suo domicilio nella
capitale L'Avana, cosa che rende difficili le visite dei familiari.

'Continuando a tenere in carcere oppositori politici che hanno esercitato
le proprie liberta' fondamentali, le autorita' cubane non stanno
concretizzando ii loro impegni sui diritti umani' - ha concluso Howard.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 18 marzo 2008

L'elenco completo dei nomi dei 58 prigionieri di coscienza sara' on line a
partire dal 18 marzo all'indirizzo:
www.amnesty.org/en/news-and-updates/news-/cuba-list-prisoners-of-conscience

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press at amnesty.it





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