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Fw: Latinoam INTERVISTA GIORDANO VENIER (Venezuela)





--------- Original Message --------
Da: "fla detomin" <abrupalch at yahoo.com>
To:
Oggetto: Re: Latinoam INTERV. GIORDANO
Data: 19/03/08 22:38

 
 
 
I N T E R V I S T A di Tito Pulsinelli
 
Giordano Venier, detto Giordano Bruno, è un friulano che ha studiato all'Università di Trento nell'epoca della contestazione globale suseguita al '68. Diventa poi architetto, e da trent'anni risiede a Caracas. E' un emigrante dell'ultima generazione, che approda in Venezuela e si integra all'opposizione che stava incubando alla base e che esplose con il "caracazo" nel 1998 e fu l'inizio della trasformazione del Venezuela.
Attualmente Giordano è stato candidato dal Circolo Bolivariano Gramsci nelle file della Sinistra Arcobaleno per la Camera dei deputati.
Questo portavoce della nuova sinistra sudamericana e del socialismo bolivariano ha risposto volentieri ad alcune nostre domande.
 
 
 *Per cominciare, vorrei una valutazione sul governo di Prodi. Perchè ha fatto quella fine?
 
Il governo aveva annunciato che avrebbe aumentato salari e pensioni e quindi l’hanno fatto cadere. Fino a quando aveva imposto sacrifici fiscali a tutti ed agevolato i grandi gruppi industriali lo hanno tollerato, poi c’è stato un autentico tiro al piccione.
 
 
*Prodi aveva dichiarato che –dopo il risanamento dei bilanci- ci sarebbero stati provvedimenti a favore dei redditi bassi o per alzare i salari. Questa seconda fase è saltata, perchè?
 
…i vari Padoa-Schioppa, Dini, hanno cominciato a frenare, a dire che il “tesoretto non c’è più” e che non c’è nulla da redistribuire… Chi ha eletto Padoa Scioppa? Nessuno. Lui è del partito della banca internazionale, ed è stato recentemente asceso ad un’alta carica nel Fondo Monetario Internazionale (FMI) e nella Banca Centrale Europea. Per lui, Dini ecc. prima ci sono gli interessi delle grandi banche, poi quelli della imprese, e i salariati devono solo stringere la cinghia e stare zitti.
Questa gente impone che i lavoratori stiano al servizio dell’economia, per noi l’economia deve stare al servizio degli uomini. E questi personaggi è meglio che stiano con i partiti e governi delle destre.
 
*Il quadro della politica è completamente cambiato, molti dicono che è degenerato. Nell’intervista concessa a “El País”, Walter Veltroni ha specificato che “…siamo riformisti, non di sinistra”. Che cosa avrebbe di male la sinistra?
 
Per Veltr oni è un male mettere al primo posto gli interessi e i diritti delle maggioranze sociali; per lui è un estremismo dire chiaramente che prima c’è la difesa della natura e poi i profitti o il pagamento del debito estero…
Vedi, oggi essere di destra significa solo imporre l’egoismo sociale e costruire una società fatta a misura del 10% della popolazione. La sinistra difende gli esclusi dal banchetto dei voraci e dei rapaci, cioè quell’altro 90%. Veltroni si vergogna della parola “sinistra”, così come ieri si è vergognato del “socialismo”, e prima ancora della “ugualglianza”…
Berlusconi e Veltroni hanno una identità che li avvicina, sono le due versioni del nefasto neoliberismo, le sue due correnti.
 
 *Gli italiani all’estero reclamano un “assegno sociale” perchè non ricevono nulla dallo Stato, nè assistenza medica o medicina, nè ricoveri ospedalieri. Loro sono stati decisivi in momento molto critici per l’Italia, quando le loro rimesse monetarie erano fondamentali; ma in Italia si sono dimenicat i tutto, e dicono “..quelli non pagano le tasse”. Che cosa si può fare?
 
L’Italia paga ogni anno dai 50 agli 80 miliardi di euro per pagare al Fondo Monetario gli interessi sul debito, bada bene solo gli “interessi”, mentre il debito rimane invariabile. Per pagarlo ci vuole un intero anno di produzione, beninteso senza che gli italiani consumino nulla.
Fin quando sarà così, non ci saranno soldi nè per i pensionati, nè per chi vive con un salario o uno stipendio che negli ultimi tempi hanno perduto il 40% del loro potere d’acquisto. Bisogna rimettere in discussione i termini del debito estero.
Ad ogni modo, è stato fatto davvero troppo poco: 1000 assicurazioni sulla salute in Venezuela, però riservate solo agli “indigenti”…
Gli anziani che vivono all’estero, non costano nulla allo Statu, nè in medicine, nè in ospedali, nè in visite metiche… per cui dovrebbero ricevere un assegno sociale mensile. Ti immagini se tutti gli emigrati della terza età tornassero in Italia, quanto costerebbero? Sicuramente molto di più di un assegno di 300 euro.
 
 
* Il servizio che i consolati forniscono agli emigrati è pessimo, tutti lo sanno. Non è lontanamente paragonabile all’efficienza che la Spagna , il Portogallo o la Francia danno ai loro cittadini all’estero. Sono cambiati tanti governi ma non c’è stato nessun miglioramento. Perchè? Che faresti?
 
Farei quel che fanno gli altri Paesi che hai citato: molte assunzioni tra i figli degli emigrati, tra i membri preparati delle nostre comunità. E’ una vergogna dover aspettare fino a sei mesi per il rinnovo di un passaporto. Fino a quando tutto il personale che lavora nei consolati –meno gli addeti alla pulizia- sono di carriera ed arrivano nominati dal Ministero, la situazione non cambierà. Se il salario più basso supera i 5 mila euro, è evidente che nei consolati non ci saranno mai abbastanza impiegati, soprattutto in Brasile, Argentina e Venezuela…
Le cose non sono mai cambiate perchè bisogna demolire un sistema di privilegi, e tutti i governi hanno difeso questo deplorevole stato di cose, prendendo in giro gli emigrati.
 
*Attualmente, in Italia ci sono i salari e le pensioni più basse dell’Europa, il record di omicidi sul lavoro, la disoccupazione più elevata… Perchè? Qual’è la differenza reale del programma di Berlusconi e Veltroni rispetto a questi problemi?
 
Mi sforzo, ma sinceramente non vedo differenze, vedo solo slogan e tecniche pubblicitarie differenti. I salariati e stipendiati sono gli unici a pagare le tasse, e sono quelli che pagano di più…Io sono favorevole all’abolizione della trattenuta diretta nella busta-paga, è ingiusta e discriminatoria, perchè tutte le altre categorie hanno il privilegio di fare la dichiarazione dei redditi, e tutti sappiamo che così possono evadere le tasse. Perchè operai e impiegati no, e tutti gli altri si?
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Diminuiamo quella rata di 80 miliardi di euro all’anno che vanno agli usurai del Fondo Monetario e delle banche e saltano fuori i mezzi per migliorare salari e pensioni.
Noi come socialisti bolivariani, vogliamo che la sinistra italiana rifletta su questo problema del debito, che è di grande importanza. La precedenza debe andare ai bisogni della gente, non all’usura internazionale.
L’esperienza della sinistra latinoamericana dimostra che è ritornata all’of fensiva dopo aver infranto questo tabù nelle: il debito estero non è ineluttabile, non è una legge di Mosè, nè un castigo divino. E’ necessario rimetterlo in discussione, altrimenti in Italia si marcia a gran velocità verso una situazione catastrofica, dove il servizio pubblico da inefficiente diventerà inesistente. Se li lasciamo fare e non aumenta la protesta sociale, lo stesso Stato sociale, da residuale diventerà inesistente.
 
 
 
 

 


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